Un canyon lungo otto chilometri, con pareti che scendono fino a 400 metri e strati di roccia che raccontano l'evoluzione delle Dolomiti. La Gola del Bletterbach, tra Aldino e Redagno, permette di camminare dentro una vera "macchina del tempo" geologica. Dal 2009 è parte delle Dolomiti Patrimonio UNESCO e nel 2026 riapre con percorsi per ogni livello: dall'escursione nel letto del torrente al tracciato per famiglie. Ecco cosa sapere per organizzare la visita senza sorprese.
Dove si trova e perché sorprende
La Gola del Bletterbach si sviluppa ai piedi del Corno Bianco, nella fascia meridionale dell'Alto Adige, tra i territori di Aldino e Redagno, a sud di Bolzano. Il suo profilo è il risultato di un'erosione intensa iniziata soprattutto dopo la fine dell'ultima glaciazione, circa 18.000 anni fa, quando l'acqua ha inciso il paesaggio rimuovendo enormi quantità di roccia. Il torrente Bletterbach ha così scoperto strati che di norma rimarrebbero nascosti all'interno delle montagne, creando un corridoio naturale straordinario per leggere la storia delle Dolomiti.
Perché è Patrimonio UNESCO
Dal 2009 il Bletterbach rientra nei nove sistemi che formano il sito seriale delle Dolomiti riconosciute dall'UNESCO. Il valore è soprattutto geologico: le pareti mostrano con chiarezza la successione di rocce dal Permiano al Triassico, consentendo di seguire sul campo una transizione cruciale per la storia della Terra. Camminando nella gola si riconoscono il porfido quarzifero di Bolzano di origine vulcanica, le Arenarie della Val Gardena formate in ambienti continentali e gli strati della Formazione a Bellerophon, che documentano l'avanzata di un mare poco profondo. In alto affiora anche il limite Permiano-Triassico, datato a circa 252 milioni di anni fa, legato alla più grande estinzione di massa conosciuta.
Fossili e impronte: cosa rende unico il Bletterbach
La gola è nota per i numerosi ritrovamenti fossili, che includono resti vegetali, impronte di conchiglie, pollini e tracce lasciate dagli animali. Di particolare rilievo sono le impronte di sauri, rettili e anfibi del Permiano: si tratta quindi di tracce anteriori alla comparsa dei dinosauri. Le prime orme vennero individuate nel 1948 dal paleontologo Piero Leonardi, aprendo una lunga stagione di studi. L'insieme dei reperti conferma l'importanza scientifica del sito e ne arricchisce l'interesse per una visita che unisce paesaggio, geologia e paleontologia.
Centri visita e orari 2026
Il punto di partenza principale è il Centro Visitatori GEOPARC Bletterbach in località Lerch sopra Aldino. Qui si acquistano i biglietti, si ritira il casco obbligatorio per entrare nella gola e si visita l'esposizione introduttiva. Nel 2026 il Centro è aperto tutti i giorni dal 25 aprile al 31 ottobre, dalle 9.30 alle 18.
Il secondo polo è il Museo GEOlogico di Redagno, ospitato nell'edificio scolastico vicino alla chiesa, con una selezione dei reperti più significativi (impronte di sauri, fossili vegetali e conchiglie). Nel 2026 è aperto dal 25 aprile al 31 ottobre, tutti i giorni dalle 9.30 alle 17.30.
Gli itinerari da percorrere
Dal Centro Visitatori si segue il sentiero 3/E5, si scende nel bosco fino al Taubenleck e si entra nel greto del Bletterbach. Si risale il torrente tra rocce vulcaniche e, più in alto, le Arenarie della Val Gardena, fino all'imbocco del Butterloch con la sua cascata. Poco prima si prende il Jagersteig (Sentiero dei Cacciatori) per uscire dal canyon e rientrare al Centro. Per il tratto guidato si indicano circa 3 ore e mezza e 200 metri di dislivello; a passo autonomo occorre considerare soste, condizioni dell'acqua e ritmo personale.
Parte alta fino alla Gorz
Chi desidera esplorare la testata della valle può raggiungere la Gorz. Dal Centro Visitatori si imbocca la strada forestale fino al Flascherbrundl e poi il sentiero 4 per scendere nel letto del torrente. La salita porta a un grande anfiteatro naturale ai piedi del Corno Bianco, ideale per osservare gli strati superiori e l'area del passaggio Permiano-Triassico. Le uscite guidate indicano circa 3 ore e mezza e 250 metri di dislivello.
Percorso facile: il Sentiero dei Sauri
Non è obbligatorio entrare nella gola per vivere l'esperienza del GEOPARC. Dal parcheggio del Centro Visitatori parte il Sentiero dei Sauri, un anello largo e sterrato che raggiunge la Lahneralm e torna al punto di partenza. Il tracciato è pensato per famiglie, bambini, anziani e per chi preferisce evitare il fondo del canyon. Lungo il percorso sono presenti stazioni interattive che raccontano gli ambienti di circa 260 milioni di anni fa e spiegano come i ricercatori ricostruiscono la vita del passato partendo dalle tracce nelle rocce. Il sentiero è percorribile anche con passeggini e in sedia a rotelle, in questo caso con assistenza; presso la Lahneralm è presente un'area gioco a tema. Da maggio, il sabato alle 14.30, è prevista un'escursione guidata dedicata.
Biglietti e servizi 2026
Le tariffe e i servizi inclusi sono stati confermati per la stagione 2026. Di seguito le informazioni essenziali per pianificare la spesa e valutare i servizi disponibili in loco.
- Ingresso GEOPARC (2026): 9 euro. Include accesso alla gola, mostra del Centro Visitatori, Museo GEOlogico di Redagno e noleggio casco.
- Bambini fino a 11 anni: ingresso gratuito se con famiglia e almeno un adulto pagante.
- Solo musei (Centro + Redagno): 5 euro.
- Parcheggio: incluso nel biglietto GEOPARC. Senza visita: 8 euro al giorno, 5 euro dopo le 14.
- Escursioni guidate: ogni giorno dal 25 aprile al 31 ottobre, partenza alle 10.30 dal Centro Visitatori di Aldino; la domenica alle 10.30 anche dal Museo GEOlogico di Redagno, su prenotazione.
Come arrivare
In auto, il riferimento è l'uscita Egna-Ora dell'A22 del Brennero, quindi seguendo le indicazioni per Aldino e, da qui, per il GEOPARC Bletterbach in località Lerch 40. Davanti al Centro Visitatori è presente un ampio parcheggio. Con i mezzi pubblici, durante la stagione di apertura operano collegamenti locali con minibus: le linee 145 e 184 servono l'area con frequenze diverse a seconda del giorno. Prima di partire conviene verificare gli orari aggiornati del trasporto pubblico altoatesino.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembra il Grand Canyon, ma è in Alto Adige: il trekking tra pareti di roccia e gole profonde








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