Madonie on the road, 8 tappe tra mare e borghi sospesi

Sette giorni in auto da Cefalù alle Madonie: arte normanna, rovine greche e paesaggi d’alta quota. Consigli, tappe e tempi.
Madonie on the road: 8 tappe tra mare e borghi sospesi
Photo by Eva Tanevska on Pexels

Un viaggio che inizia in spiaggia e finisce tra le nuvole. In questo itinerario si passa dai mosaici dorati di una cattedrale normanna ai resti di un tempio megalitico, dalle curve della Targa Florio ai belvedere delle Petralìe, fino a una città dell'interno con un raro soffitto ligneo dipinto. Si parla di otto tappe in sette giorni, con strade brevi ma piene di deviazioni che vale la pena concedersi. Il risultato è un concentrato di archeologia, arte e natura dentro il Geoparco Mondiale UNESCO delle Madonie. 

Tappa 1 - Cefalù, dal litorale al Bastione

La lunga spiaggia davanti al centro storico introduce un profilo fatto di case affacciate sul Tirreno e torri normanne che spuntano sopra i tetti. Camminando su corso Ruggero si incontrano palazzi di epoche diverse, botteghe e scalinate che scivolano verso il Bastione di Capo Marchiafava, testimonianza seicentesca della funzione difensiva della città.

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Tappa 2 - Sulla Rocca: fortificazioni e Tempio di Diana

In mezz'ora di salita si cambia mondo, senza uscire dal perimetro urbano. Il sentiero parte dal centro e, tra scalini e tornanti, porta a circa 270 metri. Si attraversano resti di mura e un castello di probabile origine bizantina, si toccano le pareti calcaree da cui per secoli è stata estratta la "lumachella", la pietra che riveste chiese e strade locali. Resiste il Tempio di Diana, struttura megalitica rimaneggiata nei secoli, che aggiunge un tassello arcaico al panorama. Dall'alto la vista abbraccia il giallo della Cattedrale, il centro storico e la linea scura delle Madonie sullo sfondo.

Tappa 3 - Cattedrale e Museo Mandralisca

Due icone nello spazio di poche centinaia di metri, tra arte sacra e collezioni d'epoca. La Cattedrale di Cefalù, iniziata nel 1131, sorprende con tre navate imponenti e un ciclo di mosaici dell'XI-XII secolo, precedente a quello di Monreale: il Cristo Pantocratore domina l'abside su fondo oro, uno sguardo che non molla mai. All'esterno, merlature e archi intrecciati, con un portico quattrocentesco a proteggere l'ingresso, mentre il chiostro medievale conserva capitelli scolpiti nonostante un incendio cinquecentesco. A pochi passi, il Museo Mandralisca custodisce archeologia, monete e una collezione malacologica, ma il motivo che attira è uno: il "Ritratto d'Ignoto" di Antonello da Messina, un volto che ha acceso discussioni tra storici e scrittori.

Tappa 4 - Himera: la sponda greca della costa tirrenica

Prima di salire in montagna, una deviazione che apre il capitolo classico dell'isola. L'area archeologica di Himera ricorda l'impronta greca in Sicilia e le tensioni tra Cartaginesi e Siracusani. Il sito dissemina resti di templi e mura, mentre nei musei locali si conservano i reperti più significativi. Dopo il mare e i marmi, la rotta punta alle colline. E le strade iniziano a raccontare un'altra storia.

Tappa 5 - Collesano: porta delle Madonie e mito Targa Florio

Borgo medievale, chiese rinascimentali e un museo che profuma di benzina d'epoca. Arrivando dal mare, Collesano è l'ingresso naturale alla dorsale madonita. Il centro storico conserva vicoli stretti, case addossate e una Chiesa Madre con portale laterale quattrocentesco in stile gotico-catalano; dentro, opere tra Quattro e Seicento, statue legate alla cerchia di Antonello Gagini e una grande croce dipinta su entrambi i lati del Cinquecento. Su corso Vittorio Emanuele, il museo comunale dedicato alla Targa Florio ripercorre la storia della corsa con foto, modellini e cimeli. 

Tappa 6 - Petralia Soprana: belvedere e pietra che racconta

Un paese arroccato con tre affacci che cambiano luce a ogni ora del giorno. In circa un'ora da Collesano si raggiunge Petralia Soprana, raccolta su uno sperone con panorami che invitano a fermarsi: piazza del Duomo e le chiese di Loreto e del Carmine offrono viste diverse sullo stesso orizzonte. Le strade in salita, le case in pietra e la Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo segnano la scena, mentre il vento porta l'eco dei monti.

Tappa 7 - Petralia Sottana: arte, fossili e sentieri del Parco

Quasi mille metri d'altitudine, bandiera arancione e un museo inatteso dentro un ex carcere. A tre chilometri da Soprana, Petralia Sottana unisce quartieri medievali e palazzi signorili lungo un corso vivace. La Chiesa Madre seicentesca sorprende con un portale tardo-gotico sulla fiancata destra, mentre la chiesa della Santissima Trinità alla Badia custodisce un grande retablo marmoreo del Cinquecento con oltre venti bassorilievi. L'ex carcere quattrocentesco ospita oggi il Museo civico "Antonio Collisani", tra reperti archeologici e fossili provenienti dalle Madonie. Attorno si snodano numerosi sentieri del Parco regionale, da passeggiate brevi a itinerari più impegnativi verso le quote alte.

Tappa 8 - Nicosia: città "lombarda" con castello e soffitto dipinto

Quaranta chilometri separano le Petralìe da una delle città d'arte più sorprendenti dell'entroterra. L'abitato si sviluppa attorno ai ruderi del castello sulla rupe, ma le tracce più antiche affiorano dalle grotte e da reperti in terracotta del VII secolo a.C. La storia stratificata passa dal periodo bizantino a quello islamico, fino alla conquista normanna e all'insediamento di genti franco-germaniche, da cui l'impronta "lombarda" di parte della città. La Cattedrale di San Nicolò, del 1340, è un raro esempio in Sicilia di chiesa gotica con soffitto ligneo dipinto quattrocentesco, riconosciuta come Monumento Nazionale. Ai piedi del castello, la Basilica di Santa Maria Maggiore (1767) incorpora elementi salvati da crolli e frane, compresa una grande opera di Gagini nel presbiterio.

Come muoversi e quando partire

Cefalù è il punto di partenza naturale, ben connesso alla costa e all'interno. La linea ferroviaria costiera collega Palermo con la Sicilia orientale e ferma a breve distanza dal centro storico. Chi arriva in aereo può fare riferimento a Palermo o Catania, proseguendo poi in treno o con un'auto a noleggio. L'auto resta il mezzo più pratico per unire le tappe, con provinciali panoramiche verso Collesano e le Petralìe e un tratto più lungo ma lineare sulla statale per Nicosia. 

n inverno le quote più alte, come Piano Battaglia, aprono piste e attività sulla neve. In estate si guadagnano alcuni gradi in meno rispetto alla costa, rendendo piacevoli le passeggiate nel bosco quando in spiaggia fa caldo. 

Articolo visto su (travel.thewom.it) Dalla spiaggia ai borghi tra le nuvole: l’itinerario on the road in 8 tappe tra mare e montagna che ti toglierà il fiato

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