Monte Cimino, il foliage top del Lazio nella faggeta UNESCO

Bosco UNESCO a Soriano nel Cimino: 2 km facili, accesso libero e foliage tra faggi secolari e massi vulcanici.
faggeta Cimino
Pexels

Un bosco patrimonio UNESCO a meno di due ore dalla Capitale, un anello di appena 2 km e un masso che la tradizione vuole capace di "tremare" se spinto. In autunno la Faggeta Vetusta del Monte Cimino, nel Viterbese, si accende di giallo, rame e rosso-bruno, trasformandosi in uno dei luoghi più scenografici del Lazio per il foliage. La sorpresa è la facilità con cui si entra nel cuore del bosco: basta raggiungere il parcheggio in quota e il sentiero inizia subito tra faggi altissimi e blocchi di roccia vulcanica ricoperti di muschio. E per chi ama le storie, qui si cammina dentro un frammento dell'antica Selva Cimina, tra tracce preistoriche e curiosità naturali.

Dove si trova la Faggeta Vetusta di Cimino

La faggeta si estende nella parte alta del Monte Cimino, tra circa 900 metri e la vetta a 1.053 metri, nel cuore dei Monti Cimini. Il bosco puro di faggio copre circa 60 ettari, di cui 57,54 ettari sono il nucleo riconosciuto dall'UNESCO. Il sito fa parte della serie europea "Antiche e primordiali faggete dei Carpazi e di altre regioni d'Europa" (iscrizione 2017).

Pubblicità

Questa scelta premia non solo età e dimensioni degli alberi, ma soprattutto la struttura ecologica: età diverse coesistono, il legno morto resta in bosco e l'intervento umano è ridotto, elementi chiave per capire la diffusione del faggio europeo dopo l'ultima glaciazione. Qui si conserva anche la memoria della Selva Cimina, la foresta che in epoca romana veniva descritta come ardua da attraversare.

Quando andare per il foliage nel Lazio

Il cambio di colore si concentra in genere tra fine ottobre e l'inizio di novembre, quando le chiome virano dal verde al giallo ocra, all'arancio e al rosso-bruno, mentre a terra le foglie creano un tappeto spesso. Non esiste però un "giorno perfetto": temperature, piogge, vento e prime gelate possono anticipare o ritardare il momento clou. 

Se l'obiettivo è fotografare il foliage al meglio, conviene verificare le condizioni pochi giorni prima della partenza e puntare ai fine settimana centrali del periodo. Nei weekend autunnali, per il parcheggio in quota, si dovrebbe arrivare al mattino.

Il percorso facile: chilometri, tempi, terreno

Il sentiero più battuto è un anello semplice che parte dal parcheggio in quota, a ridosso della faggeta. Si entra subito tra i faggi e i grandi blocchi vulcanici, con pendenze moderate e continue aperture che svelano la verticalità dei tronchi. 

Il terreno è quello tipico di un bosco montano: in autunno le foglie possono nascondere radici e pietre, e dopo la pioggia alcuni tratti risultano fangosi o scivolosi. Per chi vuole vivere il bosco senza fretta, si mettano in conto almeno due ore, includendo le soste e le brevi deviazioni consigliate lungo il tracciato.

Le deviazioni da non perdere

Lungo l'anello si incontrano tappe che aggiungono valore alla passeggiata, tra curiosità naturali e testimonianze antiche. Vale la pena prevedere brevi allunghi per queste soste "obbligate".

  • Sasso Menicante (o Rupe Tremante): un enorme blocco di roccia vulcanica di circa 250 tonnellate appoggiato su un punto sorprendentemente ridotto. La sua fama è antica: già Plinio il Vecchio citava sul Cimino una roccia capace di muoversi leggermente con la giusta pressione. Si trova vicino all'accesso della faggeta.
  • Cima del Monte Cimino: dalla sommità, oggi segnata da una torre, gli scavi hanno rivelato i resti di un insediamento fortificato dell'Età del Bronzo, esteso su più ettari. Un'aggiunta breve che regala una lettura storica oltre a quella naturalistica.

Come arrivare e parcheggiare

Da Soriano nel Cimino si seguono le indicazioni per il Monte Cimino: la strada sale fino alla zona sommitale dove si trova il principale parcheggio utilizzato dagli escursionisti, intorno a quota 970 metri e nelle vicinanze della cosiddetta Rupe Tremante. 

Dal centro del paese servono indicativamente 15 minuti di auto. Da sud è comodo l'asse A1 con uscita a Orte e successivo raccordo verso Soriano; da nord è pratico uscire ad Attigliano e proseguire per Bomarzo e Soriano. Soriano è raggiungibile anche con i mezzi pubblici, ma per l'ultimo tratto fino alla faggeta l'auto resta la soluzione più semplice.

Foliage con i bambini? Cosa sapere prima di entrare

L'anello di 2 km con circa 100 metri di dislivello si presta a una passeggiata con bambini già abituati a muoversi su terreno naturale. L'interesse non manca grazie al Sasso Menicante e ai grandi massi che punteggiano il bosco. 

Diverso il discorso per i passeggini: il sentiero attraversa un vero ambiente forestale, con radici, pietre, foglie e possibili tratti fangosi, quindi non va considerato praticabile con un passeggino tradizionale. Sono consigliate calzature adatte e si dovrebbe restare sempre sulla rete segnata, specie in autunno quando il tappeto di foglie rende meno visibili i margini del tracciato.

Articolo visto su (travel.thewom.it) Il foliage più bello da vedere in autunno nel Lazio è in un bosco patrimonio UNESCO

per commentare devi effettuare il login con il tuo account