Quali sono i Paesi più bravi in matematica e dove si posiziona l'Italia? I risultati dell'ultimo studio PISA 2025, pubblicati a settembre 2026, fotografano l livello di competenze matematiche dei quindicenni in 91 Paesi del mondo — oltre 760.000 studenti coinvolti, rappresentativi di circa 33 milioni di ragazzi. L'Italia è nella media, ma ben lontana dall'eccellenza.
L'Asia non si batte
La Cina si conferma in cima alla classifica con un punteggio medio di 612, quasi 150 punti sopra la media OCSE. Dietro di lei Singapore (563), Macao (549) e Taiwan (546). Sette delle prime dieci posizioni sono occupate da sistemi educativi asiatici, un dominio che ormai non sorprende più ma che continua a interrogare i modelli occidentali.
L'Italia: nella media, ma lontana dall'eccellenza europea
L'Italia si piazza al 24° posto con 468 punti, appena cinque punti sopra la media OCSE di 463. Un risultato che garantisce una sufficienza globale, ma che nel contesto europeo racconta una storia più complessa.
Il Paese supera alcune grandi economie del continente — Germania (464), Francia (458), Spagna (457) — ma resta distanziato dall'Estonia (508), prima nazione europea in classifica, e dal Regno Unito (488). Anche Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Austria e Repubblica Ceca fanno meglio.
In altre parole, l'Italia si trova nella fascia mediana europea: né tra le eccellenze né tra le ultime, in una zona grigia che non preoccupa nell'immediato ma non lascia tranquilli sul lungo periodo.
Un trend che dovrebbe far riflettere
Il dato italiano va letto sullo sfondo di un calo generalizzato che riguarda tutti i Paesi OCSE: in media, i punteggi in matematica sono scesi di 22 punti tra il 2015 e il 2025, l'equivalente di oltre un anno di apprendimento andato perduto.
Tra i fattori associati a questo declino, lo studio segnala l'uso intensivo dei dispositivi digitali nel tempo libero. Gli studenti che trascorrono più di quattro ore al giorno in attività digitali ricreative tendono ad ottenere risultati peggiori, sia in matematica che nel senso di appartenenza scolastica. Non è una causalità dimostrata, ma è una correlazione che torna costante nei dati.
La valutazione PISA, va ricordato, non misura la capacità di memorizzare formule, ma quella di applicare il ragionamento matematico a problemi reali. Ed è proprio su questo piano — il pensiero applicato, non nozionistico — che i divari tra Paesi tendono ad allargarsi.








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