La fiction poliziesca italiana ha un segreto: i suoi protagonisti non sarebbero gli stessi senza i luoghi in cui si muovono. Quando Luca Zingaretti passeggia tra le strade barocche del ragusano o Marco Giallini affronta la neve di Aosta con le sue immancabili Clarks, non si tratta di location scelte a caso. Ogni set è stato selezionato per amplificare l'identità del commissario e della storia che porta con sé. Da nord a sud, ecco dove sono stati girati i commissari più amati tra i più seguiti del piccolo schermo italiano.
Il commissario Montalbano: la Sicilia barocca di Vigàta
C'è un posto in Italia dove esiste una città che non esiste. Si chiama Vigàta, è nata dalla fantasia di Andrea Camilleri, e nella realtà corrisponde a un mosaico di luoghi tutti concentrati nella provincia di Ragusa, nella Sicilia meridionale.
Dal 1999 la serie ha attraversato 15 stagioni ed è uno dei prodotti televisivi italiani più esportati all'estero, trasmesso in oltre 65 paesi. Luca Zingaretti, interprete indimenticabile di Salvo Montalbano, ha costruito un personaggio capace di incarnare la Sicilia nella sua versione più autentica: orgogliosa, contraddittoria, soleggiata e misteriosa.
La casa di Montalbano a Punta Secca: dove il Commissario guarda il mare
Il cuore emotivo della serie è la casa di Salvo Montalbano a Marinella — in realtà una villetta a Punta Secca, frazione del comune di Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa. La grande terrazza della casa di Montalbano si affaccia direttamente sul Mediterraneo ed è uno degli scorci più fotografati di tutta la fiction italiana.
Negli anni '30 il proprietario dell'immobile ottenne un permesso speciale dal demanio per costruire così a ridosso della spiaggia: da quel privilegio è nata l'inquadratura più iconica della serie. Dopo il successo della fiction, la villetta è diventata un bed and breakfast e in estate i turisti si accalcano per un selfie davanti alla terrazza.
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Il commissario Ricciardi: la Napoli degli anni '30
Se Montalbano è la Sicilia del sole e del mare, Il commissario Ricciardi è la Napoli buia e malinconica degli anni '30. La fiction RAI è tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni e ha come protagonista Lino Guanciale nei panni del commissario Luigi Alfredo Ricciardi. Il personaggio è tormentato da un dono che è anche una maledizione: vede le ultime immagini e le ultime parole di chi è morto in modo violento.
Le riprese del commissario Ricciardi si sono svolte interamente a Napoli, tra i luoghi più riconoscibili della serie: Via Toledo e i Quartieri Spagnoli la Napoli popolare e vivace che fa da contrappunto al mondo borghese del commissario, Piazza del Gesù Nuovo, il Real Bosco e Palazzo Reale di Capodimonte, utilizzato per alcune delle scene ambientate negli ambienti dell'alta borghesia partenopea.
Infine, gli interni del commissariato sono stati ricostruiti in una struttura della città, ricreando l'architettura pubblica degli anni del regime.
Rocco Schiavone: Aosta come luogo d'esilio (e di bellezza)
Rocco Schiavone è un personaggio che odia il posto dove vive. O almeno, così sostiene. Il vicequestore romano di origini trasteverine, interpretato da Marco Giallini nella fiction RAI tratta dai romanzi di Antonio Manzini, è stato trasferito per punizione ad Aosta — e non smette di farlo pesare a tutti. Eppure, stagione dopo stagione, la Valle d'Aosta che scorre sullo schermo è di una bellezza che non lascia spazio a dubbi.
La serie, giunta alla settima stagione viene girata prevalentemente in primavera nella Valle d'Aosta. Marco Giallini, a differenza del suo personaggio, ha dimostrato nel tempo un reale affetto per la regione: nel 2019 è stato insignito dell'onorificenza di "Ami de la Vallée d'Aoste".
La città di Aosta è il set principale della serie, con scorci riconoscibilissimi: il Teatro romano di Aosta uno dei monumenti più emblematici da vedere ad Aosta, Palazzo Ansermin, storico palazzo di fine Seicento è la prima casa del vicequestore nella serie, Piazza Chanoux e il Caffè Nazionale, il caffè sotto il porticato del municipio è dove Rocco va ogni mattina a prendere il caffè.
Buonvino – Misteri a Villa Borghese a Roma
Il commissario più recente tra questi è Giovanni Buonvino, protagonista della miniserie RAI "Buonvino – Misteri a Villa Borghese", andata in onda a maggio 2026 su RAI 1 e disponibile su RaiPlay. La serie è tratta dal ciclo di gialli scritti da Walter Veltroni la regia è affidata a Milena Cocozza.
Giorgio Marchesi interpreta il commissario Buonvino, un uomo mite e integerrimo che dopo un errore operativo è stato confinato per anni a mansioni burocratiche. La sua seconda chance arriva con il trasferimento alla guida del commissariato di Villa Borghese — considerato da tutti un posto tranquillo. Ma la quiete del parco nasconde storie, segreti e delitti inaspettati.
Villa Borghese: ottanta ettari di set
Le riprese si sono svolte interamente all'interno degli ottanta ettari del parco di Villa Borghese e nei suoi dintorni. Tra le location principali:
- Il piccolo lago con il tempietto: al centro della scena chiave del primo episodio: il presunto suicidio di un uomo trovato nelle acque del lago.
- I viali alberati, le fontane storiche e gli specchi d'acqua: la vegetazione centenaria del parco offre scorci continuamente mutevoli, capaci di trasformare ogni inquadratura.
- Il Bioparco: nel secondo episodio, all'interno della teca dell'anaconda viene rinvenuto il corpo di un uomo in circostanze sconcertanti. Il Bioparco, che occupa una porzione storica del parco, è uno dei set più memorabili della serie.
- La Casa del Cinema: ospitata nella Casina delle Rose, vicino a Porta Pinciana, è una location che rispecchia la cinefilia del protagonista.
Le riprese escono anche dai cancelli del parco per spingersi nel quartiere Pinciano, l'elegante zona residenziale che circonda Villa Borghese, vicina a via Veneto e ai riferimenti storici della Dolce Vita felliniana.








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