Perchè i Quattro Canti di Palermo si chiamano così? Storia e origine del nome

Si tratta di uno degli angoli più celebri di Palermo: ecco la storia dei Quattro Canti e cosa sapere sul nome.
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Bengt Nyman, CC BY 2.0 Wikimedia commons

I Quattro Canti sono il vero cuore simbolico di Palermo. Il nome viene dalla parola canto, che in siciliano antico e in italiano letterario significa "angolo". I Quattro Canti sono quindi, letteralmente, i "quattro angoli": le quattro facciate barocche che chiudono l'incrocio tra Via Maqueda e Corso Vittorio Emanuele, l'antico Cassaro. Il nome ufficiale della piazza è Piazza Vigliena, ma perché i Quattro Canti si chiamano così?

Perché si chiamano Quattro Canti?

Il termine deriva dal latino canthus ed è rimasto nel dialetto palermitano, dove l'angolo di una strada si chiama ancora cantuneri o cantuni. Alla fine del Cinquecento Palermo era attraversata da un solo asse principale, il Cassaro, che collegava il Palazzo Reale al mare. Il viceré Bernardino de Cárdenas, duca di Maqueda, fece aprire una seconda grande strada perpendicolare, che da lui prese il nome di Via Maqueda. Il loro incrocio divise quindi la città in quattro parti quasi perfette.

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Per celebrare quel punto di incontro, il viceré successivo, Juan Fernández Pacheco, marchese di Villena, commissionò una piazza monumentale. I lavori iniziarono nel 1608 su progetto dell'architetto fiorentino Giulio Lasso e furono completati intorno al 1620 da Mariano Smiriglio. Dal titolo del marchese, italianizzato in "Vigliena", deriva il nome ufficiale della piazza.

Ogni facciata guarda verso uno dei quattro mandamenti storici di Palermo, i quartieri in cui era suddiviso il centro antico:

  • Kalsa (o Tribunali)
  • Albergheria (o Palazzo Reale)
  • Capo (o Seralcadio, Monte di Pietà)
  • Loggia (o Castellammare)
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Andrea Schaffer from Sydney, Australia, CC BY 2.0 Wikimedia commons

Chi sono le quattro sante di Palermo?

Le quattro sante dei Quattro Canti sono Sant'Agata, Santa Ninfa, Santa Oliva e Santa Cristina. Prima del 1624 erano le patrone della città, ognuna legata a uno dei mandamenti. Poi arrivò la peste e, con il ritrovamento delle reliquie sul Monte Pellegrino, Santa Rosalia divenne la patrona principale. Le statue dei Quattro Canti erano però già state realizzate, e per questo lei non c'è.

Sant'Agata

È la più celebre delle quattro. Catania la venera come patrona e ne custodisce le reliquie, ma una tradizione palermitana sostiene che fosse nata proprio a Palermo. La sua statua veglia sul lato della Kalsa, il quartiere di origine araba affacciato verso il mare.

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Antoine Pitrou (FAL or FAL) Wikimedia commons

Santa Ninfa

Santa Ninfa è una martire legata alla tradizione cristiana più antica della città. Le è dedicata la chiesa di Santa Ninfa dei Crociferi, proprio lungo Via Maqueda. Protegge il mandamento del Capo, oggi famoso per il suo mercato storico.

Santa Oliva

La sua storia è avvolta nella leggenda. Secondo la tradizione era una giovane palermitana di famiglia nobile, esiliata a Tunisi per la sua fede e lì martirizzata. Alcuni collegano il suo nome alla grande moschea Zitouna di Tunisi (zaytuna significa "olivo" in arabo), ma si tratta di un'ipotesi suggestiva più che di un fatto documentato. Veglia sul mandamento della Loggia.

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Foto di Giovanni Dall'Orto, Attribution Wikimedia commons

Santa Cristina

Le reliquie di Santa Cristina arrivarono a Palermo nel XII secolo e per lungo tempo fu considerata la patrona più importante della città. La sua statua guarda verso l'Albergheria, il quartiere del Palazzo dei Normanni e del mercato di Ballarò. 

Alcune curiosità sui Quattro Canti

Chi passa di corsa dai Quattro Canti rischia di perdersi i dettagli più affascinanti. Ecco quelli che vale la pena conoscere.

  • Il "Teatro del Sole": è forse il soprannome più poetico della piazza. Grazie all'orientamento delle facciate, a ogni ora del giorno almeno una di esse è illuminata dal sole. Da qui il nome di Teatro del Sole.
  • Dal centro si vedevano le porte della città: prima che la città si espandesse, chi si fermava al centro dell'incrocio poteva guardare lungo i due assi verso le antiche porte urbane. Verso il mare c'era Porta Felice, verso il Palazzo Reale Porta Nuova, e lungo Via Maqueda le porte che chiudevano la città a nord e a sud.
  • Il cuore del Festino di Santa Rosalia: ogni anno, nella notte tra il 14 e il 15 luglio, il carro trionfale del Festino percorre il Cassaro dalla Cattedrale fino al mare. Uno dei momenti più attesi è la sosta ai Quattro Canti, dove il sindaco saluta la santa con il grido "Viva Palermo e Santa Rosalia!".
  • Un tesoro circondato da altri tesori: i Quattro Canti sono un punto di partenza perfetto. A pochi passi si trova la Fontana Pretoria, detta anche "Fontana della Vergogna" per le sue statue nude; la Chiesa di San Giuseppe dei Teatini, che occupa uno degli angoli della piazza; il Palazzo delle Aquile, sede del Comune; la Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria e la Martorana, in Piazza Bellini.
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Russell James Smith, CC BY 2.0 Wikimedia commons

Dove si trovano i Quattro Canti e come arrivare

I Quattro Canti si trovano nel centro storico di Palermo, all'incrocio tra Via Maqueda e Corso Vittorio Emanuele. Sono il punto più centrale della città antica e si raggiungono facilmente a piedi da quasi tutte le principali attrazioni.

A piedi

È il modo migliore per arrivarci. Entrambe le strade che si incrociano qui sono in gran parte pedonali, quindi la passeggiata è piacevole.

  • Dalla Cattedrale: circa 10 minuti lungo Corso Vittorio Emanuele, verso il mare.
  • Dal Teatro Massimo: circa 10 minuti lungo Via Maqueda, in direzione della stazione.
  • Dalla Stazione Centrale: circa 15 minuti risalendo Via Maqueda.

Dall'aeroporto

L'aeroporto Falcone-Borsellino dista circa 35 km dal centro. Si può scegliere fra il treno che collega lo scalo alla Stazione Centrale, gli autobus navetta diretti in città e il taxi. Una volta arrivato in stazione o in centro, si prosegue a piedi. 

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