Cucina con lavandino su isola? Pro, contro e cosa serve per farla

Collocare o spostare il lavello sull'isola di cucina cambia il modo di cucinare: ecco pro, contro, impianti e permessi necessari.
Isola di cucina con lavello
Unsplash
Gabriella Dabbene (Collaboratore di idealista news)

L'isola è ormai un simbolo della cucina moderna: uno spazi funzionale e conviviale, che rende la preparazione dei cibi un momento condiviso; così, inserire il lavandino direttamente su questo elemento è una scelta sempre più ricercata oggi, ma non sempre affrontata con la giusta consapevolezza progettuale. La cucina con lavandino su isola sposta il centro operativo verso il cuore della stanza, aprendo nuove possibilità di movimento e di interazione con chi vive la casa; richiede però una pianificazione attenta, che coinvolge impianti, materiali e spazi di passaggio.

Perché scegliere una cucina con lavandino su isola: i vantaggi

Portare il lavandino sull'isola porta con sé dei benefici che cambiano la quotidianità in cucina. Innanzitutto, chi cucina non dà più le spalle a chi si trova in soggiorno, mantenendo un contatto diretto con ospiti e familiari durante la preparazione dei pasti.

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Bisogna poi considerare la fluidità nei movimenti: quando lavello, piano cottura e frigorifero sono distribuiti correttamente, i percorsi si accorciano e il lavoro scorre in modo più naturale. Nelle cucine di grandi dimensioni è anche possibile creare due punti di lavaggio separati, assegnando all'isola la zona riservata alla preparazione degli alimenti.

Sul piano estetico, un'isola attrezzata con il lavello può diventare il punto di riferimento visivo dell'intera cucina; infine, spostare il lavello dalla parete libera quello spazio per colonne, dispense o soluzioni di arredo più creative.

Cucina moderna con lavandino sull'isola
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Gli svantaggi del lavandino sull'isola da considerare

Come ogni scelta progettuale ambiziosa, anche quella di collocare il lavandino sull’isola della cucina presenta delle criticità da valutare prima di procedere. La più rilevante riguarda gli impianti: spostare acqua e scarico al centro della stanza comporta dei costi più alti rispetto a una disposizione tradizionale.

Nelle cucine open space il lavandino è sempre in piena vista dalla zona soggiorno, il che significa che stoviglie sporche e schizzi d'acqua danno più nell'occhio. Il problema dei vapori e degli odori in ambienti come questi richiede poi una soluzione di aspirazione adeguata come una cappa aspirante o filtrante, non sempre semplice da integrare in modo armonioso.

Cucina open space con lavandino e piano a induzione sull'isola
Pexels

Come installare il lavello sull'isola della cucina

L'aspetto più delicato dell'installazione di un lavello nell’isola di cucina riguarda lo scarico: a differenza di un lavello a parete, quello sull'isola deve sfruttare un collegamento alla rete fognaria attraverso il pavimento, il che implica spesso aprire tracce nel massetto per assicurare la pendenza corretta.

Prima di procedere mettendo il lavello sull'isola, è fondamentale verificare una serie di elementi:

  • lo spessore disponibile nel massetto e la presenza di impianti già esistenti, compreso il riscaldamento a pavimento;
  • la posizione di eventuali elementi strutturali che potrebbero condizionare il percorso delle tubazioni;
  • la distanza dal punto di collegamento alla rete fognaria.

Quando la pendenza naturale non è percorribile, si ricorre a una pompa di sollevamento dimensionata in base alle caratteristiche dell'impianto.

Nello spostare lo scarico del lavandino di cucina va tenuta in considerazione anche la ventilazione dello scarico, utile per scongiurare problemi ai sifoni nel tempo. Tutti i componenti che richiedono manutenzione devono essere raggiungibili per le operazioni di controllo, senza essere murati all'interno della struttura.

Lavastoviglie ed elettrodomestici sull'isola con lavandino

La scelta più razionale per ridurre i collegamenti idraulici necessari e concentrare la zona di lavaggio in uno spazio compatto ed efficiente consiste nel posizionare la lavastoviglie vicino al lavandino; sotto il piano dell'isola possono trovare posto la pompa di sollevamento, le prese elettriche e altri componenti.

Chiaramente l'impianto elettrico dell’isola di cucina deve rispettare le normative tecniche vigenti (compresa la norma CEI 64-8), prevedendo linee dedicate per piano cottura a induzione, lavastoviglie e prese di servizio.

Per l'aspirazione dei fumi, la presenza del piano cottura sull'isola richiede una scelta ponderata:

  • le cappe a soffitto offrono buone prestazioni, ma risultano visivamente ingombranti;
  • i sistemi che aspirano dal basso, come i piani a induzione con cappa integrata, sono più discreti e sono particolarmente indicati negli ambienti open space e dallo stile minimalista.
Ampia isola di cucina con lavello, lavastoviglie e piano a induzione
Pexels

Quanto spazio serve attorno all'isola della cucina con lavello

Le dimensioni dell'isola e i corridoi liberi intorno a essa non sono aspetti trascurabili. Per ospitare comodamente lavandino e piano cottura con uno spazio di lavoro adeguato nel mezzo, servono almeno 2 metri di lunghezza: la zona centrale di piano libero tra il lavello e i fuochi - la parte che a volte si sottovaluta - è in realtà dove si prepara, si appoggia e si organizza il lavoro.

Per i corridoi di passaggio, il minimo funzionale si aggira intorno a 1 metro, mentre la configurazione ottimale punta ai 120 cm. Nella pianificazione complessiva della cucina vanno tenuti in conto anche l'apertura di ante e cassetti, l'eventuale piano snack, la posizione del frigorifero e i percorsi verso le altre stanze.

Cucina open space con piccola isola munita di lavello
Pexels

Permessi e normativa: cosa verificare prima di iniziare

Spostare gli impianti idraulici ed elettrici non è un intervento banale sotto il profilo burocratico: a seconda dell'entità delle opere e della normativa locale, potrebbe essere necessario presentare una CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) ai sensi dell'art. 6-bis del DPR 380/2001, ma la tipologia dell'intervento va definita caso per caso con un tecnico abilitato.

Il DM 37/2008 impone alle imprese installatrici di attestare la conformità degli impianti realizzati. Chi vive in un contesto condominiale dovrà accertarsi in anticipo che il tracciato degli impianti non si estenda su parti condivise dell'edificio, cosa che potrebbe comportare passaggi aggiuntivi nella procedura complessiva.

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