Veneto sospeso, gallerie nella roccia e viste oltre Santorso

Tra Summano e Cengio, passi e gallerie: un museo all’aperto tra trekking, bici e panorami sulla pianura.
santorso
Michele.inderle, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Un balcone naturale affacciato sulla pianura vicentina, punteggiato da gallerie scavate nella roccia e valichi che sembrano quadri a cielo aperto. Attorno a Santorso, tra Prealpi vicentine e Piccole Dolomiti, la montagna unisce sentieri di cresta, memorie della Grande Guerra e vecchie mulattiere di mercanti. Qui ogni passo cambia scena: una chiesetta tra i faggi, un capitello lungo la salita, un tunnel militare che buca la parete. Si scopre un territorio che sorprende per varietà e facilità d'accesso, con itinerari per chi cammina, pedala o cerca solo aria fresca.

Il paesaggio: boschi, creste e gallerie nella roccia

Il comprensorio tra Santorso, Schio e la fascia prealpina alterna faggi, abeti, creste dolci e altipiani. Le tracce modernissime si intrecciano con mulattiere storiche, vecchi roccoli e contrade in pietra, mentre lo sguardo corre dalla Val Leogra alla Val d'Astico, fino all'Altopiano di Asiago e, nelle giornate limpide, alla linea dei Colli Euganei. Il Monte Summano domina con percorsi come la Cresta del Summano e il Sentiero dei Gyrolimini verso il santuario mariano, dove la visuale si allarga passo dopo passo. Più a nord, verso il Monte Cengio, le pareti si fanno severe e compaiono gallerie di guerra come la Cannoniera, oggi parte di un itinerario di memoria oltre che escursionistico. È un mosaico in cui natura e storia si sovrappongono senza mai togliersi scena a vicenda.

Pubblicità

Quando andare e cosa aspettarsi sul meteo

Primavera e autunno offrono colori intensi e temperature miti, ideali per salite lunghe e soste panoramiche. In estate il fresco dei passi regala sollievo, soprattutto al mattino e a fine giornata, quando la luce dipinge le pareti del Sengio Alto. In inverno neve e ghiaccio compaiono facilmente in quota: alcuni tratti bassi restano fruibili, ma sui segmenti esposti serve attrezzatura adeguata e prudenza. Il clima prealpino cambia in fretta, quindi conviene pianificare con margine e verificare gli accessi prima di partire.

I passi da non perdere: dal fascino di Camonda alla Bocchetta Paù

Ogni valico porta con sé una storia commerciale o militare e un punto di vista unico sul paesaggio. Il Passo della Camonda si raggiunge dal fondovalle verso Rovegliana: dopo l'asfalto, la strada diventa più rustica fino a un capitello che un tempo accoglieva mercanti e viandanti tra Valle dell'Agno e Val Leogra. Durante la Prima guerra mondiale l'area entrò nella linea difensiva italiana: oggi, camminando, si leggono ancora tracce di quelle settimane concitate. 

Il Passo Xon, piccolo ma panoramico, svela scorci sempre diversi sulle Piccole Dolomiti e sul profilo frastagliato del Sengio Alto, con la luce del pomeriggio che cambia la roccia a ogni minuto. E nei dintorni, l'atmosfera termale di Recoaro aggiunge una pausa di villeggiatura d'altri tempi.

Il Passo dello Zovo, a circa seicento metri tra boschi e prati, unisce Schio e Valdagno: è spesso usato come base per sentieri accessibili e offre servizi utili come ristorante e parcheggi nelle vicinanze. Per chi cerca la grande apertura, la Bocchetta Paù sul Monte Paù regala una vista ampia sulla Valdastico e sulla pianura vicentina, ricordando anche il suo ruolo strategico nel giugno 1916, quando l'avanzata austro-ungarica fu arrestata su questi rilievi. Il Passo del Mucchione, lungo l'itinerario storico-naturalistico "Ortogonale 1", attraversa boschi fitti tra Cima e la contrada del Mucchione, con la chiesetta raggiunta anche dal Sentiero dei Rocoli, tra radure e antichi impianti di caccia.

Trekking per tutti: anelli semplici e salite di respiro

Il territorio è pensato per camminare con gradi di impegno molto diversi, senza rinunciare alla qualità dei panorami. L'Itinerario delle Fonti è un anello di circa 8,5 chilometri che collega antiche fontane, raccontando la vita rurale tra zone verdi e salite contenute: una mezza giornata ideale per fare ritmo e lasciarsi sorprendere dai dettagli. Chi vuole un'ascesa con vista progressiva può seguire il Sentiero dei Gyrolimini verso il Santuario della Madonna del Summano: la vecchia mulattiera richiede fiato moderato ma ricompensa con affacci sempre più ampi su Schio, Santorso e la pianura che si allontana sotto i piedi. Dalle cime e dai valichi, la geografia del Vicentino si legge come in una mappa aperta ai quattro venti.

Bici, gravel e MTB: strade bianche e salite di confine

La rete di strade bianche, forestali e collegamenti tra contrade rende l'area molto amata da chi pedala. I percorsi gravel sfruttano tracciati regolari e sterrati scorrevoli, mentre la MTB trova single track nel bosco e passaggi più tecnici su roccia. Per chi preferisce l'asfalto, le strade con traffico contenuto verso Zovo, Xon e i versanti di Monte Paù e Monte Cengio permettono salite regolari e discese rilassanti. La varietà dei fondi invita a costruire uscite su misura, alternando dislivelli moderati a tratti più esigenti.

Servizi, accessi e logistica: come organizzarsi senza sorprese

Molti punti di partenza dispongono di parcheggi e, in alcuni casi, bar o ristoranti; tuttavia i servizi più affidabili si concentrano nei centri di fondovalle come Schio, Santorso, Valdagno e Recoaro Terme, per cui conviene pianificare acqua e snack prima dell'uscita. I sentieri sono in gran parte percorribili con cani al guinzaglio, soprattutto dove è possibile incontrare fauna selvatica o bestiame al pascolo. In auto, arrivando da Vicenza si risale verso Schio e la fascia prealpina su arterie scorrevoli, mentre da nord l'accesso segue la Val d'Astico tra paesi e tornanti regolari. 

In treno si può fare riferimento alle stazioni di Schio e Vicenza, collegate fra loro, e proseguire poi in autobus o con mezzi propri verso gli attacchi dei sentieri. Un minimo di pianificazione trasforma una gita in montagna in un'esperienza lineare e piena di sostanza.

Storia a ogni passo: santuari, trincee e il 1916 sul filo delle cenge

La montagna qui non è solo fatica e quota: è anche spiritualità e memoria stratificata. Sul Monte Summano sale una Via Crucis che porta al Santuario di Santa Maria del Summano, frequentato da secoli, con capitelli e stazioni che punteggiano il bosco e invitano a rallentare il passo. 

Più a nord, il Monte Cengio impressiona con il Salto del Granatiere e le sue terrazze a picco sulla Val d'Astico: un museo all'aria aperta dove cenge, trincee e gallerie raccontano la durezza della Prima guerra mondiale. La Bocchetta Paù evoca una delle fasi più delicate del 1916, quando l'avanzata austro-ungarica fu fermata su questi rilievi, lasciando sul terreno opere militari, lapidi e targhe che ancora oggi scandiscono i percorsi.

Un'idea di viaggio: 2-3 giorni tra passi e città d'arte

Per cogliere l'insieme, si dovrebbe prevedere un soggiorno di due o tre giorni alternando camminate e visite culturali. Una prima giornata può essere dedicata a un anello come l'Itinerario delle Fonti, utile per orientarsi e misurare le forze sul terreno. In seguito si può puntare a un percorso di cresta o a una salita verso il Santuario del Summano, e riservare il giorno successivo a un tour in bici tra Zovo, Xon e i versanti di Monte Paù e Cengio.

Una deviazione a Vicenza, con le architetture palladiane riconosciute dall'UNESCO, arricchisce il programma senza allontanarsi troppo dalla montagna. Con più tempo a disposizione, l'Altopiano di Asiago e l'area di Campogrosso ampliano ulteriormente le possibilità tra salite, cammini e memoria storica.

per commentare devi effettuare il login con il tuo account