Con l’arrivo dei primi freddi torna puntuale un dilemma domestico che divide famiglie e coinquilini: alcuni infatti spengono la caldaia prima di andare a dormire, nel tentativo di alleggerire la bolletta, mentre altri temono che un impianto fermo per ore debba poi faticare il doppio. Per capire se conviene spegnere la caldaia di notte o no, bisogna considerare più elementi: consumi effettivi, isolamento della casa, clima della zona e sistemi di protezione dei modelli moderni.
- Quanto consuma una caldaia accesa tutto il giorno
- È consigliabile spegnere la caldaia di notte?
- È meglio tenere la caldaia sempre accesa o no: cosa conviene
- Spegnere la caldaia d’estate o quando si va in vacanza?
- La caldaia spenta è pericolosa? Quando può dare problemi
- Come impostare la caldaia per consumare meno
Quanto consuma una caldaia accesa tutto il giorno
Una caldaia in funzione non consuma gas a ritmo costante: un apparecchio da 24 kW, quando spinge al massimo, arriva a circa 2,5 m3 l’ora. Si tratta però di un picco breve: raggiunta la temperatura richiesta, la fiamma si riduce o si ferma, per ripartire solo quando serve; il consumo effettivo della caldaia resta quindi ben più basso.
Dove la coibentazione della casa è buona, il calore si disperde lentamente e il bruciatore resta a riposo più a lungo; in una casa poco isolata, invece, le ripartenze diventano frequenti.
In questo processo ha un peso anche la tipologia di caldaia installata: i vecchi modelli con fiammella pilota bruciano un po’ di gas perfino quando i termosifoni sono freddi, mentre le caldaie a condensazione recuperano parte del calore dei fumi di scarico.
È consigliabile spegnere la caldaia di notte?
Nella maggior parte delle situazioni, gli esperti suggeriscono di ridurre la temperatura della caldaia anziché azzerarla: se l’impianto resta fermo fino al mattino, infatti, al risveglio aria e muri saranno molto freddi, e la caldaia dovrà restare accesa a lungo per recuperare i gradi persi, con un dispendio di gas superiore a quello di un mantenimento moderato.
La scelta più equilibrata è abbassare il termostato di 1,5-2 °C rispetto al valore diurno, portando la temperatura a 17-18 °C: le pareti conservano così parte del calore accumulato e il bruciatore resta inattivo per gran parte della notte, riattivandosi solo quando le stanze diventano troppo fresche.
Secondo alcuni operatori del settore, questa riduzione può tagliare la spesa fino al 10%; un ambiente fresco ma non gelido favorisce inoltre un riposo più sano. Con le pompe di calore è meglio limitare il calo a 1 °C, così da evitare accensioni troppo ravvicinate.
È meglio tenere la caldaia sempre accesa o no: cosa conviene
Una caldaia accesa non ha la fiamma attiva giorno e notte: è il termostato a farla partire quando la temperatura cala, e a fermarla quando le stanze tornano calde. Per questo, in una casa vissuta per buona parte della giornata conviene lasciare la caldaia attiva, e programmare temperature più basse per la notte e per quando l’abitazione resta vuota. Anche per le brevi assenze, spegnere l’impianto e poi costringerlo a recuperare non fa risparmiare davvero.
Spegnere la caldaia d’estate o quando si va in vacanza?
Il discorso cambia quando la casa resta disabitata a lungo. In questo caso la scelta tra spegnere o tenere accesa la caldaia dipende soprattutto dalla durata dell’assenza e dalla stagione, secondo alcuni criteri di massima:
- pochi giorni: è sufficiente abbassare la temperatura;
- oltre una settimana: lo spegnimento permette di contenere i costi;
- vacanze estive: spegnere la caldaia è in genere la scelta più sensata;
- partenze in pieno inverno: meglio mantenere un minimo di calore per non far ghiacciare i tubi dell'acqua in casa, un rischio più basso se si abita in condominio.
È disponibile in molte caldaie recenti una modalità “vacanza” o “eco”: questa modalità limita i consumi mantenendo una temperatura minima, e consente di programmare la riaccensione prima del rientro; in alternativa si può disattivare il riscaldamento lasciando operativa la protezione antigelo.
La caldaia spenta è pericolosa? Quando può dare problemi
Lo spegnimento della caldaia in sé non crea pericoli, ma ha un possibile effetto collaterale: togliendo l’alimentazione elettrica, la funzione antigelo della caldaia non può intervenire e, con temperature rigide, l’acqua dell’impianto rischia di congelare; per questo è preferibile tenere l’apparecchio sempre collegato alla corrente.
Allo stesso modo, non è un funzionamento prolungato ad aumentare il rischio di esplosione di una caldaia. I fattori di rischio, segnalati anche dai Vigili del Fuoco, sono altri:
- fughe di gas da tubi o raccordi, spesso riconoscibili dall’odore;
- smaltimento scorretto dei fumi da parte di canne fumarie e aperture di ventilazione;
- manutenzione trascurata;
- componenti usurati della caldaia;
- installazione scorretta di impianti o bombole GPL.
Le caldaie di nuova generazione dispongono poi di tre dispositivi di protezione: la valvola di sicurezza contro la sovrapressione, il termostato di sicurezza contro il surriscaldamento dell’acqua e il pressostato per il controllo della pressione.
Una ripartenza improvvisa della caldaia nel cuore della notte dipende di solito dall’antigelo o dalla programmazione del cronotermostato; se però le accensioni si ripetono senza motivo, si prolungano o avvengono in orari insoliti, è opportuno chiamare un tecnico.
Come impostare la caldaia per consumare meno
Il risparmio passa da temperature stabili e da un impianto in buona salute. Questi gli accorgimenti più utili per consumare meno con la caldaia:
- termostato: impostare una temperatura di circa 19-20 °C di giorno, con 1,5-2 gradi in meno la notte;
- cronotermostato: programmare il calo notturno automatico, per esempio dalle 23 alle 6:30, e il rialzo della temperatura poco prima del risveglio o rientro in casa;
- temperatura dell'acqua: impostare un intervallo tra 60 e 70 °C per i radiatori classici, 40-50 °C per il riscaldamento a pavimento. Per l'acqua sanitaria bastano 45-55 °C;
- valvole termostatiche: usarle aiuta a tenere più fresche le stanze poco usate, concentrando il calore in quelle più frequentate;
- radiatori liberi e sfiatati: tende, mobili e copricaloriferi trattengono il calore;
- dispersioni termiche: tenere le persiane chiuse la sera, usare paraspifferi e doppi vetri, e mantenere una buona coibentazione;
- controlli periodici: un apparecchio ben mantenuto spreca meno gas e si guasta più raramente.








per commentare devi effettuare il login con il tuo account