Il 2026 si avvia a chiudersi come un anno di assestamento per il mercato degli immobili d’impresa. È quanto emerge da Asset 2026, il report di VendiamoImprese che ha analizzato con i propri strumenti di intelligenza artificiale i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate su 103 province. Secondo il modello predittivo, a fine anno le compravendite di capannoni scenderanno dell’1,6%, quelle di uffici del 2,1% e quelle di negozi e laboratori del 4,1%. Nessun crollo, quindi, ma una frenata che interessa tutti i segmenti.
I volumi
Nel 2025 le province censite hanno registrato 16.910 compravendite di capannoni, 14.122 di uffici e 41.195 di negozi e laboratori, con il Nord-Ovest e Nord-Est che valgono il 65,5% delle compravendite di capannoni.
Milano è il primo mercato per i capannoni con 1.327 transazioni, il 7,8% del totale nazionale. Seguono Torino (865), Bergamo e Brescia (708 ciascuna). Negli uffici Milano conta 1.685 compravendite, più del doppio di Roma (790). Le prime 20 province valgono da sole il 56,2% del mercato non residenziale analizzato.
I prezzi
Il prezzo medio provinciale mediano è di 402 €/mq per i capannoni, 539 €/mq per i laboratori e 1.061 €/mq per gli uffici. I capannoni più cari si trovano a Imperia (842 €/mq), Trento (816 €/mq), Aosta (764 €/mq) e Venezia (753 €/mq). I più economici a Oristano (184 €/mq), Biella (189 €/mq) e Alessandria (213 €/mq). I prezzi alti non coincidono con i volumi alti. I mercati più liquidi, come Torino, Treviso e Varese, hanno prezzi sotto o in linea con la mediana nazionale.
Le 20 province chiave
Il report classifica le 20 province con più compravendite e le 20 più care, misurate con l’Indice prezzo VendiamoImprese, che confronta i tre segmenti tra loro. Sette province compaiono in entrambe le classifiche: Milano, Roma, Napoli, Bari, Firenze, Venezia e Genova. Torino, Treviso,Brescia, Vicenza, Modena, Varese e Verona uniscono invece volumi elevati e prezzi sotto o vicini alla mediana.
Rendimenti e previsioni nel 2026
Nelle province con almeno 100 compravendite il rendimento lordo mediano stimato è del 6,2% per i capannoni e del 5,9% per gli uffici. Per il 2026 il modello VendiamoImprese stima un calo delle compravendite dell’1,6% per il produttivo, del 2,1% per il terziario e del 4,1% per il commerciale. Il modello lavora sulla relazione tra volumi OMI e indicatori macroeconomici come tassi sui mutui, Euribor, inflazione, PIL, occupazione e clima di fiducia.
Il 2026, anno di assestamento
“Il 2026 sarà ricordato come un anno di assestamento”, dichiara Ivan Laffranchi, fondatore di VendiamoImprese (www.vendiamoimprese.it). “L’aumento dei costi energetici pesa sui conti delle imprese e l’instabilità politica internazionale spinge molti a rinviare le decisioni di investimento: chi deve comprare un capannone o un ufficio oggi ci pensa due volte. Ma i prezzi reggono e il calo dei volumi è contenuto".
"Nel mercato degli immobili d’impresa la media nazionale serve poco: un capannone a Torino e uno a Imperia hanno poco in comune. Con Asset 2026 mettiamo a disposizione di proprietari, imprenditori e investitori numeri provincia per provincia, gli stessi che usiamo ogni giorno per valutare e vendere gli immobili”, conclude Laffranchi.








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