In mezz'ora si può passare dalle onde delle Cinque Terre ai crinali dell'Appennino che sfiorano i 1.800 metri. In mezzo, una trama fitta di castelli, pievi romaniche e borghi in pietra che sembrano sospesi. È la Lunigiana, angolo di Toscana silenzioso e selvatico, dove il ritmo lo dettano i fiumi e le campane dei paesi. Qui si incrociano antiche vie di pellegrinaggio, piste ciclabili tra castagneti e trattorie che sfornano piatti di frontiera. Un territorio concentrato e sorprendente, ideale per chi vuole alternare mare, montagna e centri storici nella stessa fuga.
Dove si trova e come arrivare
Striscia di Toscana all'estremo nord-ovest, la Lunigiana segue il corso del Magra tra provincia di Massa-Carrara, Appennino e Alpi Apuane. Il baricentro naturale è Pontremoli, porta d'accesso alle valli e alle frazioni in pietra.
La direttrice storica La Spezia-Parma semplifica gli spostamenti: l'Autocisa corre lungo il Magra con uscite per i principali paesi, mentre la ferrovia regionale collega Pontremoli alle città vicine. Per i voli, gli scali più pratici sono Pisa, Firenze e Genova, con prosecuzione in treno o auto a noleggio.
Pontremoli: porta di pietra tra due fiumi
Vicoli lastricati, ponti che stringono due corsi d'acqua e palazzi con portali scolpiti: a Pontremoli l'atmosfera è antica ma viva. In alto sorveglia il Castello del Piagnaro, nato intorno all'anno Mille e intitolato alle "piagne", le lastre in arenaria dei tetti. Ospita il Museo delle Statue Stele Lunigianesi, raccolta unica di figure antropomorfe preistoriche e protostoriche: volti essenziali, armi, collari. Un incontro ravvicinato con le radici più profonde di queste valli.
Il Medioevo qui lascia segni netti. La Cortina di Cacciaguerra, voluta nel Trecento da Castruccio Castracani per domare le fazioni cittadine, resiste con la sua torre simbolo, il Campanone. Nel sottosuolo del Palazzo Comunale si cammina ancora sul piano medievale, uno degli strati che rendono la città un laboratorio a cielo aperto per chi ama storia e archeologia urbana.
Borghi e castelli: un anello da pedalare
La Lunigiana è nota come la terra dei cento castelli, eredità della stagione malaspiniana che ha punteggiato i crinali di rocche e dimore. Per avere un colpo d'occhio senza perdere il contatto con il paesaggio, si dovrebbe considerare la Ciclovia dei Castelli: un anello di circa 47 km che dall'area di Pontremoli tocca Filattiera, Villafranca, Bagnone e Mulazzo. Fondo misto, strade bianche, selciati e passaggi tra castagneti e sponde del Magra accompagnano un percorso pensato anche per le e-bike, con soste naturali nelle piazze dei borghi.
Tra le tappe che meritano, spiccano Licciana Nardi con i castelli diffusi tra le frazioni, Fosdinovo dominata dalla sagoma del Castello Malaspina e Aulla, dove la Fortezza della Brunella accoglie il Museo di Storia Naturale. Sempre ad Aulla, l'Abbazia di San Caprasio, sulla Via Francigena, unisce archeologia, reliquie del santo e sculture in arenaria dai motivi medievali. Più a sud si incontrano Casola in Lunigiana, con i palazzi in arenaria e la chiesa di Santa Felicita, Villafranca con il Museo Etnografico dedicato alla vita contadina e Fivizzano, detto "il comune dei cento borghi" per la costellazione di nuclei sparsi.
Pieve, vie antiche e musei: un tuffo nel Romanico
Le pievi romaniche raccontano il legame tra fede, pietra e paesaggio. A Codiponte, nel comune di Casola, si conserva una facciata a più falde, rilievi e capitelli lavorati. A Montedivalli, al confine con la Liguria, la pieve di Sant'Andrea mostra capitelli in arenaria con motivi vegetali e figure umane, oltre a tre sculture trecentesche in marmo - Madonna col Bambino, San Pietro e Cristo in Pietà - ancora oggetto di devozione. Una figura con pastorale a tau sulla facciata aggiunge una nota di mistero che alimenta ipotesi e studi.
Per leggere il territorio oltre la superficie, si dovrebbe mettere in agenda i musei di Aulla e Villafranca: il primo dedicato a fauna, flora e geologia della valle nella cornice della Brunella; il secondo alla cultura materiale, tra cicli agricoli, utensili e memorie delle comunità.
Cammini, bici e parchi: la Lunigiana in movimento
Qui il paesaggio è la vera attrazione. Tra Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano e Parco Regionale delle Alpi Apuane, il territorio alterna faggete, praterie d'alta quota e profili rocciosi affacciati sul mare. Le aree protette lungo il Magra, tra Filattiera, Terrarossa e Aulla, disegnano anse lente, ghiaioni e zone umide dal valore naturalistico.
La Via Francigena attraversa la Lunigiana e offre tappe accessibili ma autentiche, tra boschi, colline coltivate, ponti in pietra e pievi isolate. Per il trekking si trovano itinerari brevi e traversate di più giorni, mentre chi pedala può contare su percorsi MTB che intrecciano guadi, frutteti e strade bianche con dati tecnici e mappe disponibili online. Diversi agriturismi e strutture offrono noleggio bici ed e-bike, informazioni aggiornate e rientri su richiesta.
Sapori di confine: cosa ordinare
I testaroli vengono spesso considerati tra le paste più antiche: pastella cotta su testo rovente, taglio a losanghe e una breve bollitura. Con il pesto alla genovese esprimono il meglio, ma si apprezzano anche con olio extravergine e formaggio. Diverso il destino dei panigacci: cotti in piccoli testi di terracotta impilati, si servono caldi al posto del pane, ideali con salumi e formaggi freschi. A completare il quadro, la Torta d'Erbi - salata, di erbe e verdure - e gli "Amor", dolcetti con due biscotti e crema centrale, memoria dolce delle feste di paese.
Quando andare e quanto fermarsi
La scelta della stagione dipende da ciò che si vuole vivere. Primavera e autunno offrono temperature miti, sentieri più scorrevoli e colori netti: prati brillanti in aprile, castagneti dorati in ottobre. L'estate permette un gioco semplice: giornate di mare tra Cinque Terre e Versilia e rientro serale al fresco delle valli, con cena all'aperto e rumore del fiume sullo sfondo. In inverno entrano in scena camini, piatti più ricchi e - nelle annate giuste - scenari innevati sui rilievi appenninici.
Per i tempi, un fine settimana consente l'assaggio: passeggiata a Pontremoli, Castello del Piagnaro e Museo delle Statue Stele, un tratto di Francigena o un giro in bici, e una cena tra testaroli e panigacci. Con 4-5 giorni si aggiungono i borghi di Bagnone, Fivizzano, Mulazzo e le pievi di Codiponte e Montedivalli, oltre a un'uscita nei parchi. Una settimana permette di usare la Lunigiana come base elastica per alternare cammini, esplorazioni costiere e soste lente nei paesi, senza rinunciare a sorprese lungo la strada.








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