Affordable Housing Act, il Mit boccia il regolamento Ue sulla casa

Il Ministero delle Infrastrutture ha espresso una valutazione negativa sulla proposta europea: dubbi su possibili limitazioni all’utilizzo degli immobili, competenze nazionali e rischi per il risparmio immobiliare di famiglie e settore turistico
Emergenza casa
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L’Affordable Housing Act, ossia la proposta di regolamento europeo pensata per favorire la disponibilità di alloggi e migliorarne l’accessibilità economica, ha incontrato la contrarietà del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit). La relazione ministeriale, depositata in Parlamento, che ha analizzato il testo sotto il profilo giuridico ed economico, esprime una posizione critica sull’impostazione complessiva del progetto europeo. In particolare, individua diverse questioni riguardanti la ripartizione delle competenze tra Unione europea e Stati membri, il rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità e la tutela costituzionale del diritto di proprietà e della libertà economica.

A suscitare forti perplessità c’è soprattutto la scelta di intervenire sulle modalità di utilizzo degli immobili, anziché puntare prioritariamente su misure strutturali capaci di incrementare l’offerta di abitazioni. Secondo l’impostazione illustrata nella relazione, eventuali restrizioni dovrebbero essere sostenute da dati oggettivi che dimostrino un legame effettivo tra la tensione del mercato abitativo e fenomeni come le locazioni brevi, l’acquisto di immobili o il loro utilizzo per finalità diverse dalla residenza principale.

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Affordable Housing Act, quali sono le criticità evidenziate dal Mit

La relazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti mette in discussione diversi aspetti della proposta europea, sottolineando la necessità di verificare la legittimità e la proporzionalità degli interventi prospettati.

Tra i principali punti sollevati figurano:

  • competenze nazionali – il rischio che il regolamento incida su materie nelle quali gli Stati membri devono poter esercitare le proprie prerogative;
  • sussidiarietà e proporzionalità – la necessità di dimostrare che l’intervento europeo sia giustificato e non ecceda quanto necessario per conseguire gli obiettivi dichiarati;
  • diritto di proprietà e libertà economica – le possibili ripercussioni delle restrizioni sull’utilizzo degli immobili e sull’autonomia dei proprietari;
  • locazioni brevi e mercato immobiliare – la richiesta di prove concrete che colleghino questi fenomeni alle difficoltà di accesso alla casa;
  • offerta abitativa – la critica a un approccio che privilegerebbe i vincoli all’uso degli immobili rispetto agli interventi strutturali per aumentare il numero di abitazioni disponibili.

Il punto centrale del confronto riguarda quindi gli strumenti individuati per affrontare il problema dell’accessibilità economica degli alloggi. La relazione richiama l’importanza di fondare le misure regolatorie su evidenze verificabili, evitando che limitazioni generalizzate vengano introdotte senza una dimostrazione adeguata del loro rapporto con le cause della tensione abitativa.

I rischi per il risparmio immobiliare delle famiglie e per il turismo

Tra le preoccupazioni espresse dal Ministero figurano anche le possibili conseguenze economiche e giuridiche del regolamento. Il documento richiama i rischi per il risparmio immobiliare delle famiglie, per il comparto turistico e per la certezza del diritto.

Eventuali nuove limitazioni potrebbero infatti incidere sulle scelte dei proprietari e sulle modalità di gestione degli immobili, con possibili effetti sui contratti, sugli investimenti e sulle attività legate alle locazioni turistiche. La relazione segnala inoltre il rischio di un aumento del contenzioso, qualora le disposizioni europee dovessero generare incertezze interpretative o conflitti con le norme nazionali.

Si tratta di criticità che, secondo il documento, richiedono un’attenta valutazione prima dell’eventuale approvazione definitiva della proposta. 

Confedilizia contro il regolamento europeo sulla casa

La posizione del Mit trova il sostegno di Confedilizia. Il presidente Giorgio Spaziani Testa ha accolto la relazione ministeriale come una conferma delle contestazioni già avanzate dall’organizzazione nei confronti dell’Affordable Housing Act.

Secondo Spaziani Testa, il Ministero ha contestato il progetto sia sul piano giuridico sia su quello politico, mettendo in evidenza un’impostazione che Confedilizia definisce “dirigista”. L’associazione aveva già sollevato dubbi sulla legittimità della proposta e sulla sua compatibilità con la tutela della proprietà privata.

“Il Ministero delle Infrastrutture smonta sul piano giuridico e respinge sul piano politico una proposta normativa che come Confedilizia abbiamo sin da subito giudicato inaccettabile”, ha dichiarato il presidente, richiamando le criticità evidenziate nella relazione parlamentare.

Spaziani Testa ha quindi auspicato che il Governo prosegua nell’azione di contrasto al provvedimento, intervenendo anche nelle sedi europee per impedirne l’approvazione.

Il confronto europeo sulle politiche abitative

La vicenda riporta al centro del dibattito il rapporto tra politiche europee per la casa, autonomia normativa degli Stati membri e tutela della proprietà immobiliare. L’obiettivo di migliorare l’accessibilità economica degli alloggi si confronta con interrogativi sugli strumenti da adottare, sull’efficacia delle restrizioni e sulle possibili conseguenze per proprietari, investitori e operatori turistici.

Cosa accadrà all’Affordable Housing Act dipenderà dall’iter istituzionale e dalle eventuali modifiche che potranno essere apportate alla proposta.

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