L’Assemblea Capitolina ha approvato il 22 ottobre la delibera che aggiorna la Carta per la Qualità del Piano Regolatore Generale di Roma, lo strumento urbanistico che individua i valori storici, architettonici e urbani diffusi della Capitale. Il documento stabilisce quali elementi devono essere considerati nella progettazione di interventi di trasformazione, conservazione o recupero. Il provvedimento rappresenta la seconda fase della revisione avviata negli anni scorsi e ridisegna la mappa del patrimonio urbano, comprendendo villini storici, architetture contemporanee, archeologia industriale, scuole, caserme, conventi, teatri e stazioni.
- Che cosa sono i “valori storici diffusi”
- Villini storici: 677 nuovi ingressi e 13 nuovi tessuti urbani
- Nuovi stralci: 466 edifici e 30 elementi di archeologia industriale
- Roma moderna e contemporanea: 72 nuove opere, dal Maxxi a Corviale
- Dal 2024 a oggi: il quadro complessivo
- Le parole dell’assessore Maurizio Veloccia
Che cosa sono i “valori storici diffusi”
Per la Carta, la città storica non coincide solo con il centro, ma include spazi aperti e grandi complessi architettonici e urbani dell’Ottocento, del Novecento e della città contemporanea. Questi elementi, definiti “valori storici diffusi”, sono riconosciuti dal Prg come espressione di qualità urbana o come parti che contribuiscono all’identità dei luoghi, e devono essere conosciuti e valutati quando si interviene sul territorio.
Villini storici: 677 nuovi ingressi e 13 nuovi tessuti urbani
La novità principale riguarda i villini storici. L’aggiornamento completa il censimento avviato nel 2022 degli edifici costruiti tra la fine dell’Ottocento e la Seconda guerra mondiale:
- 677 nuovi villini entrano nella Carta;
- vengono individuati 13 nuovi tessuti urbani, oltre all’ampliamento di uno già esistente.
Dove si concentrano i nuovi inserimenti:
- Montesacro: 331 villini
- Parioli e Nomentano: 238
- Municipio I: 58
- Tuscolano: 32
- Municipio XII e Ostia Lido: 9 ciascuno
Il censimento valuta sia il pregio del singolo edificio sia il valore dell’insieme. Nati come residenze mono o plurifamiliari, spesso con piccoli giardini e altezze contenute, i villini hanno accompagnato per circa sessant’anni l’espansione della Roma postunitaria, dando forma a quartieri a bassa densità con un rapporto particolare tra edifici e strada. Per questo la Carta ne riconosce anche il valore urbano complessivo.
Nuovi stralci: 466 edifici e 30 elementi di archeologia industriale
La delibera prevede anche stralci di immobili che non presentano più le caratteristiche per essere tutelati: 466 edifici della tipologia edilizia speciale, a cui si aggiungono 30 elementi di archeologia industriale. Viene inoltre aggiornata la Guida per la qualità degli interventi, con una scheda dedicata ai villini storici che approfondisce i criteri per la loro conservazione e trasformazione.
Roma moderna e contemporanea: 72 nuove opere, dal Maxxi a Corviale
Il lavoro di ricerca affidato da Roma Capitale al Laboratorio Qart del Dipartimento di Architettura e Progetto della Sapienza Università di Roma ha portato nella Carta 72 opere e complessi di interesse architettonico e urbano.
Tra i nuovi inserimenti figurano:
- Maxxi
- Stazione Alta Velocità Roma Tiburtina
- La Nuvola
- Stazione San Giovanni della Metro C
- Ponte Settimia Spizzichino
- Nuovo ingresso della Domus Aurea
Accanto ai luoghi simbolo, entrano anche interventi legati alla vita dei quartieri: la Biblioteca della Collina della Pace e il Parco Peppino Impastato a Borgata Finocchio, le case Ater e le case sperimentali di Ponte di Nona/Villaggio Falcone, il Centro culturale Elsa Morante, la Biblioteca Laurentina e gli interventi del Piano di Recupero Urbano di Corviale. Musei, infrastrutture, edilizia pubblica, biblioteche e parchi compongono una geografia della qualità urbana che attraversa Roma dal centro alle periferie.
Dal 2024 a oggi: il quadro complessivo
Questo è il secondo aggiornamento realizzato dall’Assessorato all’Urbanistica nel corso del mandato. Il primo, approvato nel 2024, ha portato allo stralcio di circa 750 immobili e all’introduzione di 246 nuovi immobili da tutelare (113 villini storici nel Municipio I e 133 nel Municipio II). Su questi non è più possibile intervenire senza il preventivo assenso della Sovrintendenza Capitolina.
Le parole dell’assessore Maurizio Veloccia
L’assessore all’Urbanistica, Maurizio Veloccia, ha sottolineato che la delibera completa il lavoro avviato nel 2024, inserendo villini in quartieri come Città Giardino (Municipio III), Appio Claudio (Municipio VII), Monteverde Vecchio (Municipio XII) e Nomentano (Municipio II), e stralciando contestualmente gli immobili ormai privi dei requisiti di tutela. Se la prima fase aveva riguardato solo il centro storico, oggi il censimento “si estende all’intera città”, preservando l’identità storico-architettonica di interi quartieri.
Veloccia ha ringraziato l’Assemblea Capitolina e ha indicato l’obiettivo dell’Amministrazione: promuovere uno sviluppo urbano che unisca rigorosa tutela dei beni di pregio e conservazione dell’identità di Roma, favorendo al tempo stesso la trasformazione e la rifunzionalizzazione degli immobili che hanno perso le proprie caratteristiche identitarie.
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