Città Giardino a Roma, storia e aneddoti di un quartiere dalla forte identità

Un angolo della città nato nei primi Anni ’20 del Novecento. Ideato dall’architetto Gustavo Giovannoni e ispirato alle ‘garden cities’ inglesi pensate dall’urbanista Ebenezer Howard. Andiamo alla scoperta delle sue origini e delle sue curiosità

Nella zona Nord-Est di Roma, nel III Municipio, è possibile scoprire un angolo della città dalla forte identità storica e architettonica, un territorio ricco di curiosità e fascino, nel tempo sempre più amato. Stiamo parlando di “Città Giardino-Aniene”, che fa parte del quartiere Montesacro e si sviluppa lungo la via Nomentana. Il centenario dalla sua fondazione è stato celebrato lo scorso anno e adesso idealista/news ha deciso di andare alla sua scoperta facendosi accompagnare dal giornalista e scrittore, Fabrizio Falconi, autore di molti libri dedicati alla storia della Città Eterna.

Dove si trova la “Città Giardino-Aniene”?

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“Città Giardino si trova lungo la via Nomentana. La sua storia è abbastanza recente, le sue case e i suoi palazzi sono stati costruiti a partire dagli Anni ‘20”.

Città Giardino Aniene Montesacro Roma
idealista/news

Perché questa zona si chiama Città Giardino?

“Il suo nome, Città Giardino, deriva dalle cosiddette garden cities pensate in Inghilterra dall’urbanista Ebenezer Howard. Secondo il suo progetto urbanistico, villini uniformi dal punto di vista architettonico convivevano e si alternavano con ampi giardini e parchi pubblici”.

Città Giardino Aniene Montesacro Roma
idealista/news

Questo quartiere quando è sorto e per opera di chi?

“Il progetto fu presentato nel 1919 

dall’architetto italiano Gustavo Giovannoni, 

ma i lavori cominciarono nel 1920, quando il quartiere iniziò ad essere abitato anche dagli impiegati. Si trattava soprattutto di impiegati ministeriali e delle ferrovie, che in quel momento cominciavano a diventare molto numerosi a Roma e di conseguenza contribuivano al crescente bisogno di alloggi”.

Città Giardino Aniene Montesacro Roma
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Come si è poi sviluppato?

“Il quartiere si è sviluppato negli Anni ’20 con l’Istituto delle Case Popolari che ha costruito molti dei villini presenti ancora oggi. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, negli Anni ’50, le cose sono però cominciate a cambiare. 

Poiché ognuno di questi villini occupava un considerevole spazio, quasi la metà è stata demolita per favorire la costruzione di palazzine abitative per più nuclei familiari. 

Nel quartiere, dunque, è rimasta circa la metà dei villini presenti in origine. Si tratta sempre di un bel numero, ma certamente inferiore a quello iniziale”. 

Città Giardino Aniene Montesacro Roma
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Qual è la caratteristica di questo quartiere?

“I villini sono di sicuro una delle caratteristiche principali del quartiere. Contribuiscono a rappresentare una sorta di città ideale, un’architettura utopistica, un po’ come è stato per altri quartieri di Roma, come il Coppedè, la Garbatella, l’Eur. Quartieri dalla forte identità. 

Così è stato anche per la Città Giardino, 

che ha assorbito nel suo territorio cose molto antiche, come ad esempio il Ponte Nomentano, uno dei ponti più antichi di Roma in assoluto insieme a Ponte Milvio. 

Ponte Nomentano dagli abitanti del quartiere viene chiamato Ponte vecchio per distinguerlo dal Ponte Tazio, che è moderno e che collega via Nomentana Nuova a corso Sempione”. 

Città Giardino Aniene Montesacro Roma
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Il quartiere racchiude infine qualche curiosità?

“Ne possiamo raccontare due, una più storica e una più moderna. Partiamo con quella storica. Il nome Montesacro ha un’origine antichissima. Il quartiere deve infatti il suo nome a una collina alta all’incirca cinquanta metri chiamata popolarmente proprio ‘Monte Sacro’. E a questa montagnola è legato un aneddoto che vede come protagonista il grande condottiero sudamericano Simón Bolívar. 

Si racconta che Bolívar, entrato a Roma dalla via Nomentana, si fermò proprio davanti alla collina e quando gli dissero che il suo nome era ‘Monte Sacro’ fece lì un solenne giuramento: liberare tutte le popolazioni del Sud America dai regimi dittatoriali dell’epoca. Simón Bolívar riuscì nell’impresa e divenne così un eroe dell’America latina. 

La seconda curiosità è invece molto più recente e riguarda uno dei più amati cantautori delle ultime generazioni, Rino Gaetano, che non era romano perché nato a Crotone, ma che da Roma fu praticamente adottato. 

Rino Gaetano venne qui giovanissimo. Cominciò la sua carriera al Folkstudio, locale di Trastevere che è stato una vera e propria ‘officina di talenti’, e poi venne a vivere qui, prima proprio a Città Giardino e poi lungo la via Nomentana. Si può dire che questo quartiere sia stato sempre la sua casa a Roma”.

Città Giardino Aniene Montesacro Roma
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