Anche se l’opzione per la cedolare secca è già attiva, cedere il contratto di affitto di un’abitazione comporta il versamento dell’imposta di registro. È questo il chiarimento fondamentale fornito dal Fisco per chi si trova a trasferire a un terzo la propria posizione contrattuale di locatore. Si ricorda che il regime della cedolare secca è un’imposta sostitutiva che prende il posto di diversi tributi sul reddito derivante dall’immobile locato.
In particolare, sostituisce:
- l’Irpef;
- le addizionali regionali e comunali sul reddito da locazione.
A questi vantaggi si aggiunge l’esenzione da altre due imposte: l’imposta di registro e l’imposta di bollo.
Con la cedolare secca, queste non sono dovute:
- per la registrazione iniziale del contratto;
- per le annualità successive;
- per le proroghe;
- per le risoluzioni anticipate.
L’eccezione: la cessione del contratto
Ma bisogna fare attenzione all’imposta di registro dovuta per la cessione del contratto. Come infatti spiegato da Fisco Oggi, la rivista telematica dell'Agenzia delle Entrate, l'imposta di registro dovuta per la cessione del contratto non rientra tra quelle assorbite dalla cedolare secca.
Cosa significa in pratica
Quando un nuovo soggetto subentra nel contratto a seguito di cessione, il versamento dell’imposta di registro resta un adempimento obbligatorio, indipendentemente dal fatto che per quel contratto fosse stata scelta la cedolare secca.
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