Un'ala rimasta inaccessibile per quasi tutto il Novecento apre finalmente le porte. A Torino, a Palazzo Carignano, aprono gli Appartamenti di Mezzanotte: vi si entra per la prima volta dopo decenni di attese e aperture rarissime (nel 1937 e nel 1961). L'esordio avviene con una mostra gratuita che porta il pubblico dietro il sipario dell'opera di Giuseppe Verdi, tra lettere autografe, partiture, figurini e costumi di scena. Per chi programma un weekend in città, si tratta di una novità ad alto valore storico e culturale, con prenotazione obbligatoria e un calendario su giorni selezionati.
- Le sale di Mezzanotte di Palazzo Carignano a Torino
- Un allestimento gratuito che svela il dietro le quinte di Verdi
- Gli affreschi del Legnanino e le boiseries
- La storia di Palazzo Carignano, tra Verdi e il Risorgimento
- Orari, biglietti, prenotazione e costi
- Come arrivare e quanto tempo serve
- Vivere a Torino
Le sale di Mezzanotte di Palazzo Carignano a Torino
Palazzo Carignano, capolavoro barocco firmato dall'architetto Guarino Guarini, ha una pianta a C con due ali speculari. Quella a sud, detta di Mezzogiorno, era già inclusa nelle visite; quella a nord, la cosiddetta Mezzanotte affacciata su via Cesare Battisti, ha invece ospitato per anni uffici della Direzione regionale Musei del Piemonte e del Ministero della Cultura.
A parte due aperture eccezionali nel 1937 e nel 1961 e poche giornate speciali, l'accesso è sempre stato precluso. Da ottobre 2026 le sale restaurate entrano stabilmente nel percorso, restituendo ambienti con boiseries dorate e volte affrescate da Stefano Maria Legnani, detto il Legnanino, eseguite a fine Seicento per i Savoia-Carignano.
Un allestimento gratuito che svela il dietro le quinte di Verdi
La prima apertura stabile è accompagnata dalla mostra "Verdi oltre il sipario. Creare l'opera nell'Italia moderna", realizzata dall'Archivio Storico Ricordi con la curatela di Gabriele Dotto. L'esposizione, gratuita e ospitata proprio negli Appartamenti di Mezzanotte, segue le fasi concrete della produzione lirica ottocentesca: dagli accordi tra compositore, librettista ed editore fino alla definizione di scene e costumi e all'organizzazione della prima.
Il percorso, costruito su documenti originali, interagisce con gli ambienti barocchi e ne esalta i dettagli, trasformando le sale in parte integrante del racconto museale.
Tre opere, un metodo di lavoro
Il focus si concentra su tre titoli verdiani: La traviata, Otello e Falstaff. Attraverso partiture, figurini e materiali di scena, si ricostruiscono passaggi e scelte che hanno portato alla forma definitiva delle opere.
Dalle bozze annotate alle soluzioni visive studiate per i diversi teatri, emerge un metodo di lavoro preciso e condiviso tra artisti e maestranze. Un episodio emblematico riguarda Falstaff, ambientato in Inghilterra: per definire l'impianto scenico si arrivò a inviare uno scenografo oltre Manica per osservare dal vero luoghi e atmosfere, a testimonianza della cura progettuale messa in campo.
Le lettere con Boito e Ricordi
Tra i pezzi di maggior rilievo spiccano le lettere tra Giuseppe Verdi, Arrigo Boito e l'editore Giulio Ricordi. Il carteggio, oggi patrimonio dell'Archivio Storico Ricordi, documenta il lavoro congiunto che sfociò in Otello e Falstaff e restituisce, tra righe e postille, l'attenzione di Verdi ai dettagli e il dialogo serrato con i collaboratori.
Il libretto di Otello annotato alla prima
Tra le "micro-sorprese" della mostra si incontra il libretto di Otello annotato durante la prima alla Scala: un reperto che cattura in diretta le reazioni di una serata storica per l'opera italiana. Accanto, trovano posto costumi originali del Teatro Regio di Torino e figurini preparatori, preziosi per comprendere come idee e indicazioni si trasformavano in materia scenica e sartoriale. Visti nel contesto delle sale affrescate, questi materiali assumono nuova forza narrativa.
Gli affreschi del Legnanino e le boiseries
Gli Appartamenti dei Principi di Carignano rappresentano uno degli esempi più ricchi del barocco piemontese. Le volte decorate dal Legnanino e dalla sua bottega dialogano con boiseries dorate e arredi concepiti per la vita di corte.
Le nuove sale percorribili all'interno della visita di Palazzo Carignano a Torino, permettono di cogliere sequenze decorative finora interrotte, offrendo un racconto più completo della residenza.
La storia di Palazzo Carignano, tra Verdi e il Risorgimento
Palazzo Carignano è un'icona del Risorgimento. Qui nacque Vittorio Emanuele II e qui si riunì il primo Parlamento italiano a Torino nel 1861, quello stesso in cui Verdi venne eletto deputato e il collegamento tra il compositore e la storia politica dell'Italia unita emerge con chiarezza.
L'esposizione rientra nel programma "Viva (il) Verdi" promosso dal Conservatorio Statale di Musica "Giuseppe Verdi" di Torino, in occasione dei novant'anni dal riconoscimento come Regio Conservatorio. Ad accompagnare l'iniziativa è previsto anche un calendario di concerti gratuiti.
Orari, biglietti, prenotazione e costi
L'accesso all'esposizione è gratuito ma richiede la prenotazione online attraverso il portale Musei Italiani o l'app dedicata. Gli Appartamenti sono inclusi nel percorso museale con bigliettazione ordinaria, salvo le giornate a ingresso libero previste dall'iniziativa nazionale di Musei Gratis.
- Mostra "Verdi oltre il sipario": aperta il venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17); chiusa dal lunedì al giovedì; ingresso gratuito su prenotazione.
- Appartamenti dei Principi: aperti il venerdì, sabato, domenica, lunedì e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 14:15 alle 18 (ultimo ingresso ore 17); chiusi martedì, mercoledì e giovedì.
- Prima domenica del mese Torino: ingresso gratuito agli Appartamenti dei Principi, con prenotazione obbligatoria.
Come arrivare e quanto tempo serve
Palazzo Carignano si affaccia su piazza Carignano, a pochi minuti da piazza Castello e dal Museo Egizio. Dalla stazione di Porta Nuova si raggiunge in circa un quarto d'ora a piedi lungo via Roma oppure con la metropolitana fino alla fermata Porta Nuova e proseguendo a piedi.
L'area è soggetta a zona a traffico limitato: per chi arriva in auto si consiglia l'utilizzo dei parcheggi del centro. Per la gestione dei tempi, è utile considerare le diverse durate dei percorsi.
- Mostra: stimare circa 1 ora per consultare lettere, partiture e apparati con la dovuta attenzione.
- Mostra + Appartamenti: prevedere circa 2 ore complessive.
- Con il Museo Nazionale del Risorgimento (al piano nobile): dedicare mezza giornata all'intero complesso.
Vivere a Torino
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