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"Utilizzeremo la formula dello smart working e del turnover per garantire la sicurezza"

All'interno dello speciale "Agenti tra le mura di casa", Fabio Guglielmi, consigliere delegato Gabetti Agency, ha spiegato quali strategie sono state adottate per affrontare il difficile momento e come cambierà la casa in seguito all'emergenza coronavirus

Fabio Guglielmi, consigliere delegato Gabetti Agency
Fabio Guglielmi, consigliere delegato Gabetti Agency

A idealista/news Fabio Guglielmi, Consigliere delegato Gabetti Agency, ha spiegato quali strategie sono state messe in atto per affrontare questo difficile momento, come si stanno organizzando per la prossima apertura e anche come cambierà la casa in seguito all'emergenza coronavirus.

Come avete vissuto il fermo forzato dalle attività a causa dell'emergenza coronavirus?

"La nostra prima attenzione è stata rivolta alle pratiche in corso, perché è vero che si è fermato ciò che c'era da fare, ma è altrettanto vero che dovevamo mettere al riparo e al sicuro tutti i nostri clienti. Le attività in quel senso sono proseguite: definendo le trattative già in corso, realizzando i compromessi, anche con firme disgiunte, organizzandoci con gli studi professionali per dare conclusione alle varie trattative in essere. In merito specificatamente alla prosecuzione della nostra attività, abbiamo realizzato delle agenzie virtuali. Questo lo abbiamo fatto in particolar modo sulla componente della cantieristica. Nel dettaglio, ci siamo organizzati per far sì che all'interno di queste agenzie virtuali i nostri clienti possano prendere un appuntamento, un vero e proprio meeting con un nostro advisor, che presenti loro le tabelle dei vari appartamenti, la loro descrizione, la situazione. È un appuntamento vero e proprio, realizzato attraverso tutti gli strumenti che consentono di fare videocall e presentare con maggiore precisione gli appartamenti".

Come vi siete organizzati in prospettiva della ripresa?

"Sempre sul fronte dell'attività lavorativa, abbiamo predisposto la sanificazione di tutti i nostri ambienti, l'acquisizione degli strumenti necessari (guanti, mascherine, divisori) e abbiamo lavorato per rendere gli ambienti in linea con le disposizioni. Utilizzeremo la formula dello smart working e del turnover per far sì che i nostri spazi, soprattutto nel caso di appuntamenti con i clienti, siano luoghi adatti a evitare aggregazioni non consentite e a garantire la sicurezza dei clienti stessi. Ragionando in termini di strategie di marketing immobiliare da mettere in atto, stiamo valutando quando sarà il momento per incentivare la nostra attività di marketing, probabilmente questa estate, per dare proprio nel periodo luglio-agosto continuità all'attività".

Dal suo punto di vista, come cambierà il mercato?

"Parlando del residenziale, noi crediamo che tornerà in auge una parola che non usavamo da tanto: 'casa' nel senso di luogo dell’abitare. Riteniamo che, proprio in questo periodo, la casa intesa come luogo degli affetti, luogo di vita e serenità, abbia riacquisito una centralità. Credo che le persone nel futuro si dovranno interrogare su qual è la loro casa ideale, non soltanto sul fatto di fare o meno un ottimo affare. Il buon affare si fa quando si ha la casa che si desidera e credo che tutti noi in questo periodo storico abbiamo capito pregi e difetti delle nostre abitazioni. Ci si concentrerà di più sulle necessità e sui desideri".

Cambieranno le esigenze delle persone?

"Lo smart working resterà e lo studio sarà un elemento caratterizzante del futuro delle abitazioni, sia per quanto riguarda il concetto di spazio sia di arredamento. Ad esempio, mi piacerebbe immaginare un mobile che non devo attrezzare e disattrezzare continuamente perché poi quello spazio serve ad altro, ma che abbia una capacità propria anche all'interno del mobilio di offrirmi uno studio-soggiorno vero e non improvvisato. Il balcone non sarà più un optional. Probabilmente cambierà anche l'interesse per i micro-appartamenti: per un lungo periodo abbiamo frazionato e realizzato ambienti sempre più piccoli, non so se questa sarà una risposta vincente nel prossimo futuro. Le logiche di prima sono cambiate".

Dal suo punto di vista, come potrà cambiare il settore immobiliare nel post Covid-19?

"Dare adesso dei valori tangibili sul nuovo mercato è un po' difficile. Tuttavia, in un'economia come la nostra, non vedo l'immobiliare la parte più debole della catena. Forse in questa prima fase riflessiva ci sarà un rallentamento nella propensione all'acquisto, ma se devo pensare a quale potrebbe essere il desiderio di una persona una volta riacquisita una certa normalità, probabilmente sarà migliorare la propria casa. Forse ci sarà più prudenza sul consumo più semplice, ma non sull'abitazione. Probabilmente, viaggiando di meno e rimanendo di più nel nostro Paese, anche il settore della seconda casa troverà un nuovo impulso. Magari l'acquisto all'estero sarà numericamente meno importante.

Occorre analizzare il settore e comprendere certe nuove logiche e dinamiche. Il mercato della casa si muove su cicli economici differenti rispetto a quelli di altri asset d’investimento. L’acquisto dell’abitazione è un processo più lungo, con aspetti decisionali non immediati. Ogni giorno sappiamo se in Borsa abbiamo guadagnato o perso, la casa ha dei cicli più ampi e quindi deve essere vista in un'ottica un pochino diversa, più a largo respiro. Come tale, secondo me, è un mercato maggiormente forte, più resistente, perché ha delle reazioni più lente".

Il codice Ateco 68, relativo alle "Attività immobiliari", è all'interno del Dpcm del 26 aprile 2020. Siete pronti a ripartire?

"Sì, siamo pronti a ripartire. Abbiamo attivato già da tempo le procedure per la riapertura. Siamo in linea con le sanificazioni, abbiamo i materiali e abbiamo già predisposto gli uffici. Questa settimana ci servirà per mettere a punto e far arrivare tutto il necessario per segnare le distanze di sicurezza nelle agenzie e all'interno delle nostre direzioni. E ci siamo. Si tratta assolutamente di una bellissima notizia".