La sua formazione artistica e la sua passione per la storia e l'antiquariato sono visibili non solo nei tanti progetti - ha firmato hotel e residenze private in tutto il mondo - ma anche nella sua casa, uno spettacolare palazzo d'epoca nel centro di Madrid. Lorenzo Castillo è uno dei designer spagnoli più riconosciuti - è stato inserito nella lista di AD dei 100 designer e architetti più influenti del mondo- per il suo stile così caratteristico, uno stile "intellettuale" capace di unire la tradizione classica con modernità. A idealista/news racconta di sé, della sua professione e del particolare legame che lo lega al design italiano, uno delle "più importanti fonti di ispirazione", e alla figura dell'architetto e scenografo italiano Lorenzo Morgiardino.
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Quando ha iniziato ad avvicinarsi al mondo del design?
Il mio percorso è iniziato molto presto; ho mosso i primi passi da bambino. A soli quattro anni leggevo già libri d'arte: ero davvero un bambino precoce. Non avevo pianificato a tavolino di diventare un decoratore o un interior designer, ma volevo dedicarmi a qualcosa legato all'arte — anche se all'epoca non sapevo esattamente a cosa — ma ero certamente ossessionato dalla bellezza.
Ho studiato storia dell'arte e mi sono formato come antiquario. È stato allora che ho capito di dover trovare il mio cammino, di dover scegliere una strada precisa. Ho deciso di concentrarmi inizialmente sul mondo dell'antiquariato e, in seguito, sulla decorazione. Il mondo del design è vasto e amo creare in ambiti diversi: non solo gli interni che progetto per abitazioni private o hotel, ma tutto ciò che va a riempire quegli spazi.
Che tipo di progetti realizza?
Realizziamo quella che si potrebbe definire decorazione "alta costura" — o di "alta gamma" — creata su misura per la personalità, lo stile di vita e la mentalità di ogni singola persona. Ecco perché tutti i nostri progetti sono così diversi: sono realizzati ad hoc per ciascuno dei nostri clienti.
Deve esserci sempre un equilibrio tra bellezza e comfort, non solo nei progetti residenziali, come una casa, ma anche negli hotel. Qual è l'aspetto più importante — o uno dei più importanti — di un hotel? Il comfort. Lo spazio deve trasmettere tranquillità; deve essere un luogo che invita al riposo e alla serenità. Quando finisci la giornata lavorativa, vuoi entrare in uno spazio che ti avvolga quasi come un grembo materno.
Come si approccia a un nuovo progetto?
Io integro in un unico insieme i tre componenti fondamentali di un progetto architettonico: architettura, interior design e decorazione. Mentre lavoro al progetto architettonico, sto già pensando a quali mobili, dipinti, tappeti o sculture poter realizzare. È un aspetto meraviglioso, perché in questo modo creo uno spazio sapendo già esattamente quali quadri, arredi, specchi e tappeti vi troveranno posto.
Come può definire il suo stile?
Il nostro può essere definito innanzitutto uno stile classico – rinnovato, reinventato o magari rivisitato – ma pur sempre radicato nella tradizione classica. È, soprattutto, uno stile intellettuale perché racconta una una storia, non è mai fine a se stesso. Ogni elemento che compone lo spazio ha qualcosa da dire ed è stato scelto appositamente per quel contesto. Allo stesso tempo, ogni singolo pezzo racconta anche la storia di chi vi abita.
Cosa pensa del design italiano?
L'interior design italiano ha rappresentato una delle maggiori fonti di ispirazione nel corso della mia carriera. Sono un estimatore – e un collezionista – delle opere di Renzo Mongiardino, pezzi che ho acquistato in tutto il mondo. Ritengo che Renzo Mongiardino sia la figura europea più importante del XX secolo nel mondo dell'interiorismo. Per me è stato la più grande fonte di ispirazione insieme ad alcuni designer spagnoli contemporanei
Mongiardino è stato capace di definire molto bene lo stile italiano che non assomiglia per niente allo stile spagnolo, francese o inglese. È uno stile che è innato alla storia d'Italia, è uno stile ricco, ricordiamo fortuny a Venezia o il velluto di Genova. La storia dell'Italia è così ricca sotto ogni aspetto, e tale ricchezza si riflette nel suo stile. Amo lavorare in Italia, adoro questo Paese. Ho progettato interni per hotel a Firenze e ho decorato interni per residenze sul lago di Como e a Roma. Ho grandi clienti e grandi amici italiani, ho trascorso varie estati nella casa di un amico sulla costa dell'Adriatico.
Ci parli di questa casa, che è anche il suo studio. Si tratta di un edificio storico?
Si tratta di un edificio storico progettato da Ventura Rodríguez, architetto di re Carlo IV e ideatore della Fontana di Cibeles, nel centro di Madrid. Vivo in questa casa da oltre vent'anni, l'ho comprata per parti perché era troppo grande per acquistarla tutta insieme e l'ho dovuta ristrutturare. Ho unito le varie parti e restituito alla casa la splendore che possedeva nel XVIII secolo, perché in origine era un palazzo intero, dimora del conte di Torrijos, che però era stata divisa. È un'attività che amo molto: acquistare dimore storiche, sistemarle e riportarle al loro antico splendore.
Qual è lo spazio preferito della sua casa?
Proprio adesso ci troviamo in uno degli angoli preferiti della mia casa, quella che chiamiamo "galleria". È uno spazio dove spesso mi siedo semplicemente a osservare ciò che mi circonda. Innanzitutto, amo la luce di questo ambiente, perché è una luce splendida e calda.
Questo spazio funge da vero e proprio ingresso della casa: accoglie i visitatori ed è la prima cosa che si vede. Colpisce subito perché non è un ingresso tradizionale: assomiglia piuttosto a quello che definiamo un giardino d'inverno. Ricrea proprio questa sensazione grazie all'arazzo che riveste le pareti. È uno dei miei primi disegni che risale a circa 15 anni fa ed è un tessuto indiano. Questa stanza ospita una significativa collezione di dipinti siciliani e napoletani. Amo profondamente l'arte napoletana, non a caso Napoli è forse una delle mie città preferite in Italia. L'altra è Milano.
Questa non è l'unica dimora storica che possiede
Possiedo sette case: sette dimore meravigliose, tutte ristrutturate e situate in Spagna. Le ho salvate tutte dalla rovina riportandole al loro aspetto originario. Ne ho rispettato la storia, ne ho studiato la configurazione iniziale e ho utilizzato materiali d'epoca, come pavimentazioni e finiture coerenti con lo stile originale. Si tratta di un lavoro di restauro autentico, volto a preservare quel patrimonio e a restituire l'antico splendore alla casa.
Ha firmato molteplici progetti in tutto il mondo, ma qual è il progetto che le piacerebbe realizzare?
In effetti, quando si tratta di progetti di interior design, mi sono occupato un po' di tutto, specializzandomi soprattutto negli edifici storici. Detto ciò, dico sempre che il progetto migliore è quello che non ho ancora realizzato. A volte mi piacerebbe esplorare strade diverse: per esempio, entrare nel mondo del cinema, che amo molto. Il cinema è per me una fonte di ispirazione vitale, così come l'opera, il teatro, la scenografia, la decorazione e persino gli studi televisivi. Lavoriamo spesso per programmi TV, progettando le scenografie e creando cose straordinarie. È un aspetto del mio lavoro che apprezzo molto.






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