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"Il Padiglione Italia è un punto di incontro tra architettura, istituzioni e mondo del volontariato"

Autori: @Annastella Palasciano, marco todarello (collaboratore di idealista news)

Dall'emblematico slogan "Taking care -Progettare per il bene comune", il padiglione Italia alla 15º Mostra di Architettura della Biennale di Venezia è il simbolo della vera mission dell'architettura: unire arte e impegno civile. I curatori della mostra sono i fondatori dello studio TAMassociati, Simone Sfriso, Massimo Lepore e Raul Pantaleo, impegnati da anni anche nella realizzazione di progetti architettonici sostenibili nelle aree più svantaggiate del mondo.

"Lo sviluppo del progetto - spiega Massimo Lepore - ha cercato di integrare il tema della rigenerazione urbana con quelli che sono i temi portanti dell'impegno civile. Il nostro lavoro al padiglione è stato quello di far incontrare mondo della progettazione, dell'architettura, istituzioni e attività del mondo del volontariato e dell'associazionismo".

Il padiglione si divide in due aree: "Nella prima abbiamo presentato dei progetti realizzati soprattutto da giovani studi, il tutto tenuto assieme da uno slogan "progettare per il bene comune". L'idea è che proprio attraverso la cura del bene comune si possa attivare un percorso di rigenerazione urbana collegato alla cultura".

"Nella seconda parte proponiamo un progetto nato dal lavoro congiunto di cinque delle maggiori con cinque maggiori associazioni italiane che si occupano di salute, legalità, o sport e cinque studi italiani". Si tratta dell'iniziativa "Taking Care - Periferie in azione" il cui obiettivo è realizzare cinque dispositivi mobili che mirano a diventare presidio per l’educazione alla convivenza e alla cittadinanza attiva. 

La sostenibilità semplice di TAMassociati

Lo studio TAM associati è da tempo impegnato nella realizzazione di edifici sostenibili in Africa. Non a caso ha vinto numerosi premi e riconoscimenti: nel 2013 ha ottenuto il premio Aga Khan per l’architettura per l’eccellenza rappresentata dal Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan, il premio internazionale Ius-Capocchin per la realizzazione dell’ospedale pediatrico più sostenibile al mondo (Port Sudan) e il Curry Stone Design Prize. Nel 2014 ha vinto lo Zumtobel Group Award per l’innovazione e la sostenibilità rappresentate dall’ospedale pediatrico realizzato in Sudan. 

Come riuscire a coniugare la sostenibilità con i limiti economici legati alla costruzione in posti così svantaggiati? Con quella che consideriamo la sostenibilità semplice, ci dice Simone Sfriso, socio fondatore dello studio. "E' andare al centro delle cose, saper riconoscere quello che è necessario in un progetto, unendo la tradizione con l'innovazione tecnologica". "Noi abbiamo una responsabilità in quanto tecnici - aggiunge Lepore - nella realizzazione dell'architettura sostenibile -  però nello stesso tempo abbiamo una responsabilità civica e politica perché l'architettura faccia parte dell'esperienza quotidiana e del dibattito politico".