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Babylife, a Milano il primo asilo nido comunale in legno e sostenibile

Giovanni De Faveri
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Autore: Giovanni De Faveri (collaboratore di idealista news)

Si chiama BabyLife il primo asilo del Comune di Milano costruito interamente in legno con un obiettivo dichiarato: la sostenibilità. A partire dalla certificazione “Leed platinum”, molto restrittiva da un punto di vista ambientale, per ottenere la quale è stato pensato dagli architetti che lo hanno ideato, Ettore Bergamasco e Andrea Starr Stabile, dello studio 02Arch. Studio vincitore del concorso indetto nel 2014 da Assicurazioni Generali e Federabitazione Lombardia e rivolto a giovani architetti under 35.

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Il nido, che è stato inaugurato venerdì 8 giugno e a settembre accoglierà 72 bambini da 0 a 3 anni (per i quali Generali donerà altrettanti nuovi alberi alla città), si trova all'interno del parco pubblico di CityLife, progetto di riqualificazione ormai in stadio avanzato del quartiere della vecchia Fiera di Milano. E BabyLife riprende i tre elementi che caratterizzano la zona: il bianco dei palazzi di Zaha Hadid, il vetro dei grattacieli firmati da Arata Isozaki e Daniel Libeskind e ovviamente il legno della natura circostante.

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Natura che entra anche all'interno del complesso, grazie al patio delle Farfalle che si può ammirare all'ingresso dell'asilo: “Una forma di vetro morbida che contiene diverse piante – spiega Starr Stabile – una vetrina e al contempo un modo per legare il bambino al verde che lo circonda”. Da questo suo fulcro, il progetto si sviluppa attraverso la scomposizione della superficie di mille metri quadrati in una serie di casette a misura di bambino, che ospitano le tre sezioni e i laboratori, tutte con un affaccio verso l'esterno, dove a disposizione dei piccoli c'è un giardino attrezzato di circa tremila mq.

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Come detto, Babylife è stato realizzato in maniera ecosostenibile e con tecniche e materiali a basso impatto ambientale. Un occhio di riguardo è stato dato anche al contenimento del consumi d’acqua: “Nelle giornate piovose – spiega Bergamasco – l'edificio incamera la pioggia che verrà poi riutilizzata per innaffiare il giardino”. Il risparmio energetico, infine, è garantito dai pannelli solari posti sul tetto, da impianti di riscaldamento ad alta efficienza e dal rifornimento di energia dal termovalorizzatore di Figino, che brucia i rifiuti dei milanesi.