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Il turismo in Italia con il covid, quali effetti sulle imprese del settore

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Autore: Redazione

Qual è la situazione del turismo italiano al tempo del covid? Bankitalia con la sua nota Covid sul tema evidenzia come il settore sia tra quelli che ha scontato più di altri le conseguenze delle restrizioni, che hanno limitato i flussi e le presenze e costretto vari operatori a sostenersi con prestiti o a chiudere del tutto.

Secondo quanto rilevato da via Nazionale nella nota Il settore turistico e la pandemia di Covid-19 il fatturato degli operatori turistici ha subito un calo del 40 per cento nel 2020 rispetto all’anno precedente, una cifra che rappresenta quasi il quadruplo rispetto all’11 per cento medio patito da tutte le imprese.

Causa di questo, ovviamente, le chiusure dovute alle restrizioni nei movimenti legate ai lockdown che hanno limitato le attività ricreative, ricettive e culturali e di intrattenimento. Le presenze in genere hanno registrato un calo di oltre il 52 per cento, di cui il 33,8 da parte dei turisti nazionali e oltre il 70% da quelli internazionali, con una contrazione della spesa di questi ultimi che sfiora a sua volta il 70 per cento in media in Italia. Con le nuove chiusure dell’autunno 2020 i cali si sono accentuati, dopo un parziale recupero durante l’estate.

Dal punto di vista geografico, si legge nella nota, “Le presenze straniere si sono contratte in misura più marcata nel Mezzogiorno e al Centro (-81,4 e -80,4% rispettivamente), aree maggiormente orientate al turismo internazionale culturale (in particolare Toscana, Lazio, Campania, Sicilia, Basilicata e Umbria) o alle vacanze presso località balneari, montane, lacuali o altri luoghi rurali (in particolare le regioni del Mezzogiorno ad eccezione del Molise e della Basilicata). Nelle aree settentrionali il calo delle presenze straniere è stato di entità inferiore in connessione con il maggiore peso dei viaggi per motivi lavorativi (soprattutto in Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e nelle province autonome di Trento e Bolzano) e del turismo internazionale di prossimità, componente che ha registrato una minore flessione. Con riferimento a quest’ultimo aspetto, nel Nord del Paese l’andamento dei flussi turistici internazionali ha beneficiato soprattutto della maggiore tenuta delle presenze dei turisti tedeschi (la cui incidenza sul totale delle presenze nel Nord Est si è mantenuta superiore a un quinto anche nel 2020), francesi e svizzeri“.