Le ultime manovre di finanza pubblica hanno confermato la possibilità di incrementare gli importi, ma entro limiti nazionali precisi e con vincoli stringenti sull’uso del gettito. Questo significa che la tassa di soggiorno 2026 potrebbe risultare più alta in alcune città, soprattutto quelle d’arte e i grandi capoluoghi, ma allo stesso tempo più tracciabile e “finalizzata” a interventi visibili sul territorio: dai servizi per i turisti, alla pulizia urbana, fino al sostegno di specifici fondi sociali.
Normativa sulla tassa di soggiorno 2026 e Dl Anticipi
Per orientarsi tra importi, aumenti e differenze tra Comuni, è utile partire dalla cornice nazionale che disciplina la tassa di soggiorno 2026. Il sistema si basa su una combinazione di legge statale (che fissa i massimali e le destinazioni del gettito) e regolamenti comunali (che stabiliscono le tariffe concrete e le modalità di applicazione).
Con il Dl Anticipi, il legislatore ha deciso di prolungare gli effetti delle maggiorazioni introdotte con le nuove regole della tassa del 2024, consentendo ai Comuni di continuare ad applicare anche nel 2026 l'aumento della tassa di soggiorno deliberato negli anni passati.
- Le amministrazioni che hanno già alzato la tassa di soggiorno nel 2024–2025 possono mantenere gli stessi livelli anche nel 2026, senza dover ripartire da zero con un nuovo regime.
- Questa continuità permette ai Comuni di programmare meglio spese e investimenti legati al turismo, contando su un flusso di entrate relativamente stabile.
- Resta però imprescindibile il rispetto dei massimali nazionali: nessuna delibera locale può superare i limiti fissati dalla normativa statale, anche se il Comune ha un forte afflusso turistico o grandi eventi programmati.
Massimali e limiti della tassa di soggiorno 2026
I massimali della tassa di soggiorno 2026 non sono uguali in tutta Italia: cambiano in base alla tipologia di Comune, in particolare se si tratta di capoluogo o città d’arte, o come nel caso di Milano che ospiterà i Giochi Olimpici Invernali 2026 MIlano-Cortina.
La legge di bilancio 2026 per la tassa di soggiorno ha confermato la possibilità, per capoluoghi di provincia e città con forte vocazione turistica, di applicare importi più elevati, entro soglie nazionali predefinite. Questi tetti si applicano per persona e per notte di soggiorno.
- In molti capoluoghi il limite massimo si colloca intorno a 7 euro al giorno per persona, in particolare per le strutture di categoria più alta.
- Per le principali città d’arte, la soglia può spingersi fino a 12 euro al giorno per persona, sempre riferita alle strutture di lusso o comunque di fascia alta.
- Quando un Comune decide di avvicinarsi ai massimali, è chiamato a motivare l’aumento, specialmente se collegato a grandi eventi, flussi straordinari o interventi infrastrutturali importanti.
La ripartizione del gettito della tassa di soggiorno 2026
Una novità centrale dell'imposta di soggiorno 2026 non riguarda solo quanto si paga, ma anche dove vanno i soldi. Il Dl Anticipi ha infatti previsto regole precise sulla destinazione del maggior gettito derivante dagli aumenti applicati dai Comuni, introducendo una ripartizione tra livello locale e Stato.
La quota del 70% per turismo, beni culturali e servizi locali
Il 70% del maggior gettito della tassa di soggiorno 2026 rimane in capo ai Comuni, ma non può essere usato liberamente per qualsiasi spesa: la legge individua alcuni ambiti specifici in cui queste risorse devono essere investite.
- Turismo e promozione turistica: campagne di comunicazione, info point, segnaletica, servizi di accoglienza, eventi e manifestazioni a richiamo turistico.
- Beni culturali e ambientali: manutenzione di musei, monumenti, parchi, percorsi naturalistici, infrastrutture di fruizione (es. illuminazione, percorsi di visita).
- Servizi pubblici locali: trasporto, sicurezza urbana, servizi di igiene e decoro, in particolare nelle aree maggiormente interessate dal turismo.
- Gestione dei rifiuti: copertura dei costi per la raccolta e lo smaltimento, che in alta stagione aumentano a causa del maggior numero di presenze.
La quota del 30% acquisita dallo Stato
Il restante 30% del maggior gettito della tassa di soggiorno 2026 viene invece destinato al bilancio dello Stato, ma con vincoli d’uso altrettanto precisi e concentrati sul sociale.
- Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità: un canale di finanziamento aggiuntivo per progetti e servizi a sostegno dell’autonomia e dell’inclusione.
- Fondo per l’assistenza ai minori in case-famiglia: risorse destinate a rafforzare strutture e percorsi di tutela per bambini e ragazzi in situazioni di fragilità.
- Maggiore tracciabilità: la quota versata allo Stato rende più semplice monitorare complessivamente il fenomeno, con dati nazionali più accurati su quanto produce la tassa di soggiorno in Italia.
Un esempio pratico: i range tipici per grandi città
Nelle grandi città italiane, dove l’afflusso turistico è molto consistente, la tassa di soggiorno 2026 tende a collocarsi su livelli medio-alti. L'imposta è quasi sempre espressa in euro per persona per notte e viene riscossa direttamente dai Property Manager e dalle strutture ricettive. A titolo puramente esemplificativo, i range più frequenti sono i seguenti:
- Hotel di fascia alta: tra 6 e 12 euro, a seconda che il Comune si collochi o meno nella categoria di “città d’arte” con massimali più elevati.
- Hotel di categoria media: in genere tra 3 e 7 euro, con possibili differenze tra centro storico e periferia, o tra alta e bassa stagione.
- B&B, guest house, affittacamere, case vacanze: spesso allineati alle fasce degli hotel medi, quindi indicativamente tra 3 e 7 euro.
- Campeggi e strutture all’aria aperta: in molti casi tra 1 e 3 euro, con possibili riduzioni per soggiorni lunghi o periodi di minor afflusso.
per commentare devi effettuare il login con il tuo account