Farnese, nel cuore della Tuscia viterbese, è ancora un luogo autentico, scenografico e poco affollato per una fuga di uno o due giorni. Il borgo unisce tre ingredienti rari: un set a cielo aperto dedicato a Pinocchio, un centro storico compatto da esplorare a piedi e una natura rigogliosa appena fuori dal paese. Ecco cosa vedere a Farnese e come organizzare la visita per ottenere il massimo, anche con bambini al seguito.
- Perché scegliere Farnese e dove si trova
- Itinerario Pinocchio: 5 soste per vivere il set
- Oltre il set: rocche, palazzi e affacci silenziosi
- La storia sottosopra: pozzi a butto e museo civico
- Nei dintorni: Selva del Lamone, cascate e archeologia
- Cosa mangiare a Farnese e quando andare
- Come arrivare e muoversi
Perché scegliere Farnese e dove si trova
Farnese si trova in provincia di Viterbo, non lontano dal Lago di Bolsena: qui si può vivere una particolare esperienza “cinema+borgo”: le location dove è stata girata la fortunata serie TV di Comencini "Le avventure di Pinocchio" trasformano le vie in un percorso tematico coinvolgente.
Anche la natura è a portata di passo: cascate, boschi e archeologia in pochi chilometri. Qui ci sono ritmi lenti e prezzi ragionevoli rispetto alle mete più note del Lazio e della Toscana vicina.
Itinerario Pinocchio: 5 soste per vivere il set
La favola diventa mappa: il centro storico è disseminato di pannelli che raccontano, punto per punto, dove sono state girate alcune tra le scene più amate della serie tv "Le avventure di Pinocchio" di Luigi Comencini.
- Via Circonvallazione: murales dedicati all’immaginario di Comencini introducono il percorso. Ideale per foto “prima e dopo” tra fotogrammi e realtà.
- Corso Vittorio Emanuele: il vecchio lavatoio e un palazzo sono riconoscibili nelle sequenze dell’arresto e delle porte chiuse in faccia al protagonista. Un tuffo nella memoria televisiva italiana.
- Colle San Martino – Palazzo Ceccarini‑Chigi: elegante edificio settecentesco che nel racconto filmico diventa la scuola. Da osservare con calma i dettagli architettonici.
- Rocca Farnese: nelle riprese è la caserma dei Carabinieri; oggi è un accesso privilegiato alla storia nobiliare del borgo.
- Ingresso e vicoli in tufo: camminare tra archi, rampe e sottopassi fa capire perché molte inquadrature sono rimaste attuali: qui il tempo scorre davvero più lento.
Oltre il set: rocche, palazzi e affacci silenziosi
Il centro storico nasce su una rupe di tufo e si sviluppa ad anello: da Porta Nuova si raggiungono vicoli e saliscendi che portano a scorci fotogenici. La Rocca Farnese presidia una delle prime piazzette; completano il quadro Palazzo Chigi e Palazzo Platonio, con portali importanti e corti interne.
Le chiese principali sono la parrocchiale del Santissimo Salvatore, la suggestiva Santa Maria della Neve (di origine altomedievale), il monastero delle Clarisse, Santa Maria delle Grazie (Cinquecento) e Sant’Anna, dove compaiono affreschi con simboli di gusto alchemico. Per una pausa verde, puntate il Giardino di Sottocolonne, affaccio raccolto tra essenze aromatiche e vento leggero.
La storia sottosopra: pozzi a butto e museo civico
A Farnese la stratigrafia storica non è solo nei libri: è scavata nel tufo. I cosiddetti pozzi a butto sono grandi cavità nate per stoccare grano o raccogliere acqua piovana e divenute, col tempo, depositi di oggetti d’uso quotidiano.
Dai reperti rinvenuti nasce il Museo Civico “Ferrante Rittatore Vonwiller”: un percorso concentrato ma ricco, dalla preistoria all’età moderna, con materiali dell’Età del Bronzo, testimonianze etrusche e ceramiche medievali e rinascimentali.
Nei dintorni: Selva del Lamone, cascate e archeologia
La Riserva Naturale Regionale Selva del Lamone è il “giardino selvaggio” di Farnese: un bosco vasto nato su un’antica colata lavica, disseminato di blocchi scuri, querce e carpini. I sentieri segnati conducono a resti di villaggi fortificati, tratti di strade romane, luoghi di culto e necropoli.
- Cascate del Pelicotonno e del Salabrone: anfiteatri di roccia coperta di muschio, ideali nelle ore più calde per temperature naturalmente più basse.
- Sorgenti della Nova: area archeologica con tracce di capanne e manufatti dell’Età del Bronzo, perfetta per collegare paesaggio e lunga durata storica.
Cosa mangiare a Farnese e quando andare
La tavola parla contadino: funghi, legumi, cacciagione e zuppe corpose. Imperdibile l’olio Canino DOP, profumato e deciso, da provare su bruschette e piatti di stagione. Se possibile, programma la visita intorno al 10 maggio per la festa di San Isidoro, quando il paese si anima tra riti e prodotti locali.
La mezza stagione è ideale: in estate il borgo è molto caldo ma i sentieri ombreggiati della Selva regalano sollievo; in autunno colori intensi e menù di funghi e selvaggina sono nel pieno.
Come arrivare e muoversi
La posizione, a ovest del Lago di Bolsena e a ridosso del confine toscano, rende Farnese una base agile per scoprire altre perle della Tuscia e della Maremma laziale, senza la pressione del turismo di massa.
- Auto: la soluzione più comoda. Si raggiunge tramite strade provinciali e statali del nord-ovest del Viterbese, con ultimi tratti panoramici. Parcheggia ai margini e prosegui a piedi.
- Treno + bus/taxi: riferimento alle stazioni dell’Alto Lazio; da lì si prosegue con collegamenti locali.
- Aereo: aeroporti di Roma come hub, poi trasferimento in treno o in auto.
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