Un borgo piccolo, tantissime esperienze: cinema d’autore all’aperto, cammini tra cascate e boschi vulcanici, palazzi storici e un museo che racconta millenni.
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cosa vedere a Farnese
WikiRomaWiki, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Farnese, nel cuore della Tuscia viterbese, è ancora un luogo autentico, scenografico e poco affollato per una fuga di uno o due giorni. Il borgo unisce tre ingredienti rari: un set a cielo aperto dedicato a Pinocchio, un centro storico compatto da esplorare a piedi e una natura rigogliosa appena fuori dal paese. Ecco cosa vedere a Farnese e come organizzare la visita per ottenere il massimo, anche con bambini al seguito.

Perché scegliere Farnese e dove si trova

Farnese si trova in provincia di Viterbo, non lontano dal Lago di Bolsena: qui si può vivere una particolare esperienza “cinema+borgo”: le location dove è stata girata la fortunata serie TV di Comencini "Le avventure di Pinocchio" trasformano le vie in un percorso tematico coinvolgente.

Anche la natura è a portata di passo: cascate, boschi e archeologia in pochi chilometri. Qui ci sono ritmi lenti e prezzi ragionevoli rispetto alle mete più note del Lazio e della Toscana vicina.

Itinerario Pinocchio: 5 soste per vivere il set

La favola diventa mappa: il centro storico è disseminato di pannelli che raccontano, punto per punto, dove sono state girate alcune tra le scene più amate della serie tv "Le avventure di Pinocchio" di Luigi Comencini.

  • Via Circonvallazione: murales dedicati all’immaginario di Comencini introducono il percorso. Ideale per foto “prima e dopo” tra fotogrammi e realtà.
  • Corso Vittorio Emanuele: il vecchio lavatoio e un palazzo sono riconoscibili nelle sequenze dell’arresto e delle porte chiuse in faccia al protagonista. Un tuffo nella memoria televisiva italiana.
  • Colle San Martino – Palazzo Ceccarini‑Chigi: elegante edificio settecentesco che nel racconto filmico diventa la scuola. Da osservare con calma i dettagli architettonici.
  • Rocca Farnese: nelle riprese è la caserma dei Carabinieri; oggi è un accesso privilegiato alla storia nobiliare del borgo.
  • Ingresso e vicoli in tufo: camminare tra archi, rampe e sottopassi fa capire perché molte inquadrature sono rimaste attuali: qui il tempo scorre davvero più lento.

Oltre il set: rocche, palazzi e affacci silenziosi

Il centro storico nasce su una rupe di tufo e si sviluppa ad anello: da Porta Nuova si raggiungono vicoli e saliscendi che portano a scorci fotogenici. La Rocca Farnese presidia una delle prime piazzette; completano il quadro Palazzo Chigi e Palazzo Platonio, con portali importanti e corti interne.

Le chiese principali sono la parrocchiale del Santissimo Salvatore, la suggestiva Santa Maria della Neve (di origine altomedievale), il monastero delle Clarisse, Santa Maria delle Grazie (Cinquecento) e Sant’Anna, dove compaiono affreschi con simboli di gusto alchemico. Per una pausa verde, puntate il Giardino di Sottocolonne, affaccio raccolto tra essenze aromatiche e vento leggero.

La storia sottosopra: pozzi a butto e museo civico

A Farnese la stratigrafia storica non è solo nei libri: è scavata nel tufo. I cosiddetti pozzi a butto sono grandi cavità nate per stoccare grano o raccogliere acqua piovana e divenute, col tempo, depositi di oggetti d’uso quotidiano.

Dai reperti rinvenuti nasce il Museo Civico “Ferrante Rittatore Vonwiller”: un percorso concentrato ma ricco, dalla preistoria all’età moderna, con materiali dell’Età del Bronzo, testimonianze etrusche e ceramiche medievali e rinascimentali. 

Nei dintorni: Selva del Lamone, cascate e archeologia

La Riserva Naturale Regionale Selva del Lamone è il “giardino selvaggio” di Farnese: un bosco vasto nato su un’antica colata lavica, disseminato di blocchi scuri, querce e carpini. I sentieri segnati conducono a resti di villaggi fortificati, tratti di strade romane, luoghi di culto e necropoli.

  • Cascate del Pelicotonno e del Salabrone: anfiteatri di roccia coperta di muschio, ideali nelle ore più calde per temperature naturalmente più basse.
  • Sorgenti della Nova: area archeologica con tracce di capanne e manufatti dell’Età del Bronzo, perfetta per collegare paesaggio e lunga durata storica.

Cosa mangiare a Farnese e quando andare

La tavola parla contadino: funghi, legumi, cacciagione e zuppe corpose. Imperdibile l’olio Canino DOP, profumato e deciso, da provare su bruschette e piatti di stagione. Se possibile, programma la visita intorno al 10 maggio per la festa di San Isidoro, quando il paese si anima tra riti e prodotti locali.

La mezza stagione è ideale: in estate il borgo è molto caldo ma i sentieri ombreggiati della Selva regalano sollievo; in autunno colori intensi e menù di funghi e selvaggina sono nel pieno.

Come arrivare e muoversi

La posizione, a ovest del Lago di Bolsena e a ridosso del confine toscano, rende Farnese una base agile per scoprire altre perle della Tuscia e della Maremma laziale, senza la pressione del turismo di massa.

  • Auto: la soluzione più comoda. Si raggiunge tramite strade provinciali e statali del nord-ovest del Viterbese, con ultimi tratti panoramici. Parcheggia ai margini e prosegui a piedi.
  • Treno + bus/taxi: riferimento alle stazioni dell’Alto Lazio; da lì si prosegue con collegamenti locali.
  • Aereo: aeroporti di Roma come hub, poi trasferimento in treno o in auto.
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