Ancona non è una città qualsiasi sull’Adriatico: nella sua storia, infatti, è sempre stato fondamentale il rapporto con il mare e il ruolo strategico che questa città ha avuto per Greci, Piceni e Romani. Nel corso dei secoli, il toponimo è stato scritto e pronunciato in modi leggermente diversi, ma il suo nucleo è rimasto lo stesso, ma il suo nucleo è legato alla parola greca Ἀγκών (Ankón), ossia “gomito”. Ecco, quindi, perché Ancona si chiama così e quali sono le origini dei suoi soprannomi.
L'origine del nome di Ancona
Il nome deriva infatti dal termine greco Ἀγκών (Ankón), che significa letteralmente “gomito”. Non casualmente, il promontorio del Conero viene anche chiamato Gomito d’Italia, che si incurva creando una baia riparata e un porto naturale particolarmente favorevole alla navigazione e agli approdi.
I Greci, e in particolare i Dori provenienti da Siracusa, fondarono una colonia in questo punto della costa adriatica intorno al IV secolo a.C. Quando arrivarono, notarono subito la forma del litorale, che ricordava appunto un braccio piegato.
Prima ancora dei Greci, nell’area erano presenti popolazioni picene, che avevano propri insediamenti e probabilmente un loro nome per il luogo, di cui però non ci sono testimonianze certe.
Perché Ancona si chiama città dei due soli?
La città ha anche un soprannome decisamente peculiare che nasce da una caratteristica della sua posizione geografica e del modo in cui il sole illumina il golfo. Ancona si trova su un promontorio che sporge nel mare Adriatico e si piega verso nord, creando un’insenatura rivolta in modo atipico rispetto alla classica costa adriatica.
Grazie a questa conformazione, da alcuni punti panoramici della città, soprattutto nella zona del Duomo di San Ciriaco e del Parco del Cardeto, si può assistere sia all’alba sul mare sia al tramonto sul mare, evento piuttosto raro sull’Adriatico.
Ecco perché viene detta “città dei due soli”: il primo sole è quello che sorge a est, con l’alba che illumina il porto e le banchine. Il secondo è quello che tramonta verso ovest, con il sole che scende sul profilo del mare e del promontorio.
Qual è lo stemma di Ancona
Lo stemma di Ancona affonda le sue radici nel Medioevo ed è presente da secoli su edifici e monumenti cittadini; particolarmente celebre è l’esemplare scolpito da Giorgio da Sebenico sulla facciata della Loggia dei Mercanti nel XV secolo. L’emblema presenta uno scudo rosso con un guerriero dorato armato di spada in sella a un cavallo lanciato al galoppo, sormontato dal cosiddetto Capo d’Angiò, caratterizzato da fondo azzurro con gigli dorati e lambello rosso.
Lo scudo è coronato da una corona muraria a cinque torri ed è incorniciato da rami di ulivo e di quercia intrecciati, accompagnati dal motto “ANCON DORICA CIVITAS FIDEI”, a sottolineare l’identità storica e la fedeltà della città.
La storia di Ancona: cosa c'è da sapere?
Le prime tracce di insediamenti nell’area risalgono all’età del Bronzo, ma furono i Piceni i primi a lasciare un’impronta significativa, con villaggi e necropoli diffusi nel territorio circostante. I Greci dorici da Siracusa intorno al IV secolo a.C. fondarono una colonia proprio sul promontorio, attratti dalla conformazione del porto naturale.
Con l’espansione di Roma, Ancona divenne città romana a tutti gli effetti. Giulio Cesare la menziona nelle sue opere, e l’imperatore Traiano potenziò il porto, costruendo il famoso Arco di Traiano, ancora oggi visibile affacciato sul mare. ì
Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, la città attraversò le turbolenze delle invasioni barbariche e delle contese tra Bizantini e Longobardi. Nel Medioevo, poi, Ancona raggiunse uno dei momenti più floridi della sua storia: si trasformò in una Repubblica Marinara, capace di ritagliarsi spazi di autonomia politica ed economica.
Tra il XIII e il XV secolo, Ancona visse una fase di espansione dei commerci, con mercanti, banchieri e artigiani che la collegavano non solo ai porti dell’Adriatico, ma anche al Mediterraneo orientale. Successivamente entrò nell’orbita dello Stato della Chiesa. In epoca moderna, soprattutto tra Ottocento e Novecento, il porto venne ampliato e industrializzato, confermando l’importanza per l’Italia centrale.
Per cosa è famosa Ancona?
Ancona è conosciuta per il suo porto, uno dei più importanti dell’Adriatico. Da qui partono collegamenti per Croazia, Grecia e Albania prevalentemente. Ma sono anche molte le cose da vedere ad Ancona, come il Duomo di San Ciriaco, una delle chiese romanico-bizantine più affascinanti d’Italia. Accanto al Duomo, spiccano monumenti come l’Arco di Traiano, la Loggia dei Mercanti e il Lazzaretto (Mole Vanvitelliana).
Dal punto di vista naturalistico, Ancona è la porta di accesso al Monte Conero e alla sua riviera, celebre per le spiagge di ghiaia bianca, le falesie a picco sul mare e i sentieri panoramici.
Inoltre, la presenza dell’Università Politecnica delle Marche richiama studenti da varie regioni, mentre musei, teatri e iniziative culturali contribuiscono a un clima vivace. Tra i musei spicca il Museo Archeologico Nazionale delle Marche, che custodisce reperti fondamentali per capire la storia dei Piceni e delle popolazioni dell’Italia centrale adriatica. A livello gastronomico, Ancona è apprezzata per la cucina di mare e per piatti tipici come il brodetto all’anconetana.
Vivere ad Ancona
Pur offrendo servizi come scuole, ospedali, università e infrastrutture efficienti, Ancona non è troppo grande da risultare caotica. Inoltre, il porto, i moli, le spiagge cittadine e la vicinanza alla riviera del Conero permettono di vivere il mare non solo d’estate, ma tutto l’anno, con passeggiate, sport e punti panoramici.
In città si svolgono anche eventi, festival, mostre e rassegne teatrali che arricchiscono il calendario cittadino. Scopri, quindi, con idealista quali sono i migliori quartieri dove vivere ad Ancona e trova le soluzioni in vendita o in affitto più adatte a te:
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