Le cascate di Dardagna: il trekking delle 7 cascate nell’Appennino bolognese

Un bosco di faggi, sette salti d’acqua e un santuario immerso nel foliage: ecco come organizzare l’uscita alle Cascate del Dardagna.
cascate di Dardagna
Getty images

Per fare un’escursione spettacolare ma gestibile, le Cascate del Dardagna, nel Parco regionale del Corno alle Scale (tra Emilia e Toscana), sono una scelta ideale. Ponticelli, balconate naturali e sette salti d’acqua con punti di osservazione sicuri: un set fotografico a cielo aperto alla portata di famiglie, principianti e camminatori abituali. Alle Cascate di Dardagna il torrente disegna una sequenza scenografica: una cascata supera i 30 metri, le altre si aggirano attorno ai 15.

Dove si trovano le Cascate di Dardagna e come orientarsi

Le cascate si trovano in provincia di Bologna e la località è quella di Lizzano in Belvedere. I due punti-base da tenere presente come riferimento sono:

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  • il Santuario della Madonna dell’Acero per l'accesso più comodo e i percorso più semplice;
  • il Lago del Cavone per una partenza “dall’alto” con rientro in salita o su strada

I sentieri CAI sono ben segnalati e collegano i punti chiave lungo il corso del Dardagna.

Tre modi di visitare il Dardagna 

Le cascate del Dardagna hanno percorsi adatti a ogni tipo di escursionista, dai più tranquilli ai più completi e immersivi. Per una passeggiata semplice o un itinerario più strutturato, ecco tre modi diversi per scoprire questo spettacolo naturale:

  • Formula soft dal Santuario (CAI 331): circa 3 km totali, 1h30' A/R. Il fondo è agevole, ideale con bambini o poca esperienza. Si arriva alla cascata inferiore senza dislivelli impegnativi. Scarpe con ottimo grip consigliate: le rocce vicino all’acqua possono essere scivolose, soprattutto dopo pioggia.
  • Anello completo lungo il torrente (CAI 333 + collegamenti): 5–7 km totali, 3,5–4,5 ore a passo tranquillo, dislivello positivo 300–350 m. Si risale il Dardagna passando sotto faggete, gradini in legno e corrimano nei tratti più ripidi. Il rumore dell’acqua è sempre presente, più possente vicino ai salti maggiori.
  • Dall’alto e dal Lago del Cavone (CAI 337): si comincia con una discesa iniziale nel bosco fino a incrociare il CAI 333 presso la prima cascata; ritorno con risalita oppure su strada provinciale. Dislivello simile all’anello, senza diventare un’impresa.

Il Santuario dell’Acero: devozione, natura e cucina

In una radura di faggi e grandi aceri si trova il Santuario della Madonna dell’Acero, nato da un antico racconto popolare legato a un’apparizione miracolosa. All’interno è custodita l’immagine mariana che ha alimentato la devozione locale dal XVI secolo; all’esterno, in autunno, il colpo d’occhio del foliage è iconico. 

Le aperture sono più regolari tra maggio e settembre; in bassa stagione variano in base alle funzioni: prima di visitare l’interno, verifica gli orari presso gli uffici turistici. Accanto al santuario c’è una struttura ricettiva con ristorante in stile montano dove provare crescentine e gnocco fritto con salumi, tortelloni, tagliatelle ai funghi e selvaggina.

Come arrivare e muoversi

Per arrivare nella zona delle cascate del Dardagna si possono scegliere sia l'auto sia i mezzi pubblici. Ecco come fare:

  • in auto: da Bologna e Modena verso Lizzano in Belvedere/Vidiciatico/Lago del Cavone. I parcheggi sono disponibili sia presso il Santuario sia in zona Cavone.
  • Con i mezzi: la base consigliata è Porretta Terme (raggiungibile in treno regionale). Da lì partono autobus per Lizzano in Belvedere e per le località del Corno alle Scale. Idea furba: partire dal Lago del Cavone, scendere fino al santuario e rientrare in bus, riducendo il dislivello in salita.

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