A Sellano c'è il “Loch Ness” umbro: il lago di Vigi, turchese e con le cascate

Fra i boschi di Sellano c’è un lago turchese che custodisce cascate scolpite nel travertino e storie di avvistamenti misteriosi.
Lago di Vigi
Getty images

Un lago nascosto dietro un canneto, acque color turchese e un corridoio di cascate raggiungibili con una passeggiata breve: in Umbria esiste un luogo che unisce natura, folklore e facilità di accesso. È il Lago di Vigi, alle porte di Sellano, ribattezzato da tempo il “Loch Ness umbro”. Non serve essere esperti di trekking: il sentiero è quasi pianeggiante e in circa mezz’ora porta alle Cascate delle Rote, incastonate in una gola di travertino. 

Dove si trova il Lago di Vigi 

Il Lago di Vigi si trova poco a nord di Sellano, nel cuore della Valnerina, tra i borghi più caratteristici dell’Umbria. Il centro storico, raccolto su un crinale, domina una valle stretto-golosa di verde in cui il torrente Vigi ha inciso una gola profonda. Qui, negli anni Sessanta, è nato il bacino artificiale che alimentava la produzione idroelettrica nella zona di Ponte Sargano, vicino a Cerreto di Spoleto.

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L’ambientazione è quella che ci si aspetta da una valle rimasta integra: pendii con roverella e leccio nei tratti più aridi, ontani e salici lungo l’acqua, canneti compatti a proteggere lo specchio del lago. Il risultato è un microclima fresco anche nei mesi più caldi, con il fruscio dell’acqua come sottofondo costante fin dal primo passo.

Dal lago alle Cascate delle Rote: il percorso

La porta d’ingresso è proprio il Lago di Vigi, che si svela all’improvviso dopo un breve tratto tra canne e un sentiero su terra battuta. La piccola spiaggia di ghiaia regala un primo colpo d’occhio: il Vigi entra nel bacino con acqua fredda e chiarissima. Qui si trovano un’area attrezzata per la pesca sportiva e strutture ricettive ricavate dagli edifici legati all’antica gestione idroelettrica, affacciate direttamente sull’acqua.

Dalla riva parte il tracciato segnalato verso le Cascate delle Rote. Il percorso alterna sterrato e bosco, con andamento quasi sempre pianeggiante: in circa mezz’ora, passando un ponticello che supera il Vigi e seguendo le indicazioni per Setri e Peneggi, si arriva a un prato.

A pochi metri, schermate dagli alberi, si aprono le cascate. L’acqua scorre in un corridoio di travertino con tre salti consecutivi che cadono in una conca. Il prato è il punto migliore per apprezzare l’intero salto, scattare foto e, nelle giornate più calde, bagnare piedi e caviglie nell’acqua gelida. 

Perché il lago di Vigi viene chiamato “Loch Ness” umbro

Il fiume Vigi nasce sul Monte Pizzuto, in provincia di Macerata, e scende verso la Valnerina fino a confluire nel Nera. Tra il lago e le cascate c'è un ecosistema sorprendentemente vitale: non sono rari gli avvistamenti del martin pescatore.

La fama di “Loch Ness umbro” nasce dall’atmosfera raccolta e dalle storie di avvistamenti nelle mattine di nebbia. Tra le spiegazioni più concrete si citano grandi carpe o tronchi trascinati dalla corrente. Il folclore, però, preferisce immaginare una creatura serpentiforme che veglia sulla valle.

Come arrivare senza sbagliare strada

In auto da Roma si percorre l’asse Terni–Spoleto e si svolta verso Cascia–Norcia; circa a metà del tragitto si trova il bivio per Borgo Cerreto, da cui si sale a Sellano. All’ingresso del borgo, una discesa ripida sulla sinistra, ben segnalata da un cartello per il lago, porta nel fondovalle.

Chi arriva dall’area di Foligno segue la Statale 77 Val di Chienti e devia per Rasiglia e la Valnerina fino a Sellano. Una volta nel fondovalle, si trovano spazi per lasciare l’auto e raggiungere a piedi sia il lago sia l’imbocco del sentiero per le cascate.

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