Vacanze 2026, le 6 mete più sicure secondo un sondaggio

Tensioni globali e costi in salita cambiano le priorità del viaggio. Il sondaggio di Money.it fotografa dove oggi ci si sente più al sicuro.
vacanze 2026
Getty images

Per l'estate 2026 la domanda non è più solo dove andare, ma come farlo in sicurezza. Tra crisi geopolitiche diffuse e prezzi dell’energia e dei carburanti in aumento, la scelta della meta si fa più ragionata. In questo contesto, Money.it ha lanciato un sondaggio per capire quali destinazioni vengono percepite come più sicure dai lettori. Ed è qui che emergono sei opzioni ricorrenti, ognuna con motivi precisi che spingono a considerarla affidabile.

Cosa chiede il sondaggio di Money.it

Il questionario, a risposta multipla e con finalità esclusivamente informative, propone sei scelte: Nord Europa, Europa centrale, Mediterraneo, destinazioni fuori dall’Europa, restare in Italia oppure rinunciare alle vacanze. 

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Nord Europa: l’affidabilità dei sistemi

Islanda, Danimarca e Finlandia rappresentano l’idea di sicurezza strutturale. Qui incidono tassi di criminalità inferiori alla media, istituzioni efficienti e reti di soccorso ben coordinate. La stabilità politica, la fiducia nelle amministrazioni e servizi sanitari e infrastrutturali di livello elevato rafforzano la percezione di mete “a prova di imprevisto”. È la scelta di chi privilegia contesti ordinati e prevedibili, anche in stagioni geopolitiche agitate.

Europa centrale: ordine, servizi e coesione

Svizzera, Slovenia e Austria entrano nel gruppo delle mete considerate sicure per una combinazione di fattori chiave: criminalità contenuta, continuità istituzionale, qualità dei servizi pubblici e cura dell’ordine urbano. Elementi che, insieme a una forte coesione sociale, rendono l’esperienza di viaggio più serena e pianificabile. Un vantaggio ulteriore è la prossimità con l’Italia, che accorcia tempi e complessità degli spostamenti.

Mediterraneo: turismo percepito come sicuro

Spagna e Grecia, pur nel quadro di un Mediterraneo attraversato da incertezze, mantengono una buona reputazione in termini di sicurezza generale. Il motivo? Ecosistemi turistici rodati, presidio delle principali aree urbane e costiere e infrastrutture consolidate. 

Oltre l’Europa: andare lontano in sicurezza

Giappone, Canada, Australia e Nuova Zelanda vengono associati a standard elevati di sicurezza pubblica e a una forte stabilità politica. Sistemi sanitari efficienti, infrastrutture turistiche avanzate e una collaudata capacità di risposta alle emergenze contribuiscono alla percezione di affidabilità. Nelle principali aree urbane e turistiche si registrano inoltre livelli di criminalità generalmente bassi: un fattore che pesa nelle scelte di lungo raggio.

Restare in Italia: la vicinanza che rassicura

L’Italia continua a essere vista come un Paese sicuro e tra le mete più apprezzate del Mediterraneo. La presenza capillare di infrastrutture turistiche e il controllo delle zone a maggiore affluenza giocano a favore di chi preferisce rimanere entro i confini. Anche le buone posizioni nelle graduatorie internazionali su sicurezza personale e turismo rafforzano la fiducia, mentre la prossimità riduce incertezza, tempi e complessità degli spostamenti.

Non partire: quando può essere un'alternativa

Tra le opzioni compare anche la scelta di rinunciare alle vacanze. Le ragioni sono soprattutto economiche: l’aumento del costo della vita e delle spese quotidiane spinge a tagliare i viaggi. Ma pesano anche motivi personali e professionali, che rendono più difficile pianificare con anticipo

Che cosa significa “sicuro” per chi viaggia oggi

Dal quadro che emerge si possono isolare alcuni segni ricorrenti. La bassa criminalità e la stabilità politica restano capisaldi della percezione di sicurezza. Contano molto anche la fiducia nelle istituzioni, la qualità della sanità, l’efficienza dei trasporti e la capacità di affrontare le emergenze. La gestione dell’ordine urbano, in particolare nelle aree turistiche ad alta densità, è un ulteriore elemento discriminante. 

Budget e realtà: il peso di energia e carburante

Il contesto economico incide direttamente sulla geografia delle vacanze. Con i costi energetici e del carburante in crescita, la possibilità stessa di mettersi in viaggio viene rimodulata: si ricalibrano distanze, si valutano periodi alternativi e si guarda con più attenzione alla qualità delle infrastrutture rispetto al prezzo.