Tra le dune, il "cinema alla fine del mondo": un fantasma nel Sinai

Sedie nel deserto e uno schermo mai usato: la storia incredibile di un cinema fantasma tra mistero, isolamento e ambizioni.
I resti del cinema nel deserto del Sinai
Wilson44691 - PD-self – Wikimedia Commons

Ci sono luoghi che sembrano usciti dalla mente di un regista visionario: troppo assurdi per essere reali, eppure perfettamente concreti nel loro abbandono. La punta meridionale della penisola del Sinai, in Egitto, nasconde tra dune e rocce infuocate uno di questi spazi sospesi tra sogno e fallimento. Centinaia di sedie di legno disposte in file ordinate, uno schermo simile ad una vela, un generatore rimasto muto per sempre: tutto fermo, in attesa di uno spettacolo che non è mai iniziato. Il cinema alla fine del mondo, infatti, non ha mai proiettato nessun film.

Dove si trova il The End of the World Cinema

Il The End of the World Cinema è situato nella zona più meridionale della penisola del Sinai, in Egitto, immerso in un paesaggio desertico aspro e remoto, circondato da catene montuose e da un silenzio che raramente conosce interruzioni. La posizione esatta è difficile da raggiungere senza una guida locale che conosca il territorio: non esistono né una segnaletica ufficiale né strade asfaltate che conducano al sito.

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Il cinema sorge non lontano da Sharm el-Sheikh, località balneare dove si trova la barriera corallina più bella del Mar Rosso; tuttavia, la distanza tra il calore delle spiagge attrezzate e il deserto pietroso che ospita la struttura è, nella pratica, molto più che geografica. L'ambiente circostante, infatti, è dominato da rocce, sabbia e montagne aride: un paesaggio lunare che rende ancora più sorprendente, per chi riuscisse a raggiungerlo, la presenza di file di sedie lignee nel mezzo del nulla.

La struttura è individuabile, con una certa difficoltà, anche tramite Google Maps: ingrandendo la mappa nella zona desertica è possibile scorgere il profilo rettangolare formato dalle file di sedie, un'anomalia geometrica che spicca sul terreno color ocra del deserto egiziano, segnalata nel corso degli anni da diversi blogger e fotografi di viaggio.

canyon in sinai egitto
Vyacheslav Argenberg - CC-BY-4.0 – Wikimedia Commons

Il The End of the World Cinema si può visitare?

Raggiungere il The End of the World Cinema non è mai stato semplice: le autorità egiziane impongono restrizioni ai movimenti turistici nel Sinai, e qualunque escursione nell'entroterra desertico richiede l'accompagnamento di guide locali autorizzate. 

Fino al 2018, alcuni viaggiatori erano riusciti a visitare il cinema abbandonato tramite tour organizzati; tra l'altro, in quegli anni alcune foto diffuse online avevano attirato molta attenzione internazionale ma proprio nell'aprile del 2018 le autorità hanno chiuso l'intera area ai turisti, rendendo di fatto impossibile qualsiasi visita ufficiale.

A questo si aggiunge il fatto che la struttura era già stata quasi completamente demolita nei mesi precedenti: raggiungere il sito oggi significherebbe trovare soltanto frammenti di legno sparsi sulla sabbia, lontano da ogni servizio o infrastruttura turistica.

Storia del The End of the World Cinema, il cinema alla fine del mondo

La storia del cinema alla fine del mondo ha inizio nei primissimi anni del nuovo millennio, quando un imprenditore francese di nome Diynn Eadel si trova a trascorrere del tempo nella penisola del Sinai. L'idea che ha è questa: costruire un cinema all'aperto nel mezzo del deserto egiziano, in uno dei luoghi più remoti e apparentemente inospitali della regione.

Eadel torna in Europa per reperire i finanziamenti necessari, poi si reca al Cairo per acquistare attrezzatura da una vecchia sala cinematografica in dismissione: sedie di legno, proiettori, un generatore elettrico e uno schermo di dimensioni imponenti, descritto dai testimoni come la vela di un bastimento. Il materiale viene trasportato su piste sabbiose per decine di chilometri fino al luogo prescelto, ai piedi di una catena montuosa nel Sinai meridionale.

Il nome originario dell'installazione è The Seventh Art Cinema, ossia un omaggio alla settima arte; tuttavia, dopo l'abbandono, il luogo acquisisce spontaneamente un soprannome ben più evocativo, End of the World Cinema, il cinema alla fine del mondo.

L'inaugurazione del The End of the World Cinema: il primo film mai proiettato

L’inaugurazione del The End of the World Cinema venne preparata con ogni cura: le sedie erano disposte in file ordinate di fronte allo schermo, il generatore era pronto a fornire l'energia necessaria per la proiezione, e persino il governatore del Sinai era invitato all'evento. 

Quella notte, però, qualcosa andò storto: il generatore smise di funzionare prima ancora che la proiezione potesse avere inizio. Scondo la ricostruzione raccolta da fonti locali, si sarebbe trattato di un sabotaggio deliberato, orchestrato da chi non vedeva di buon occhio l'iniziativa di uno straniero in quel territorio. Il film, dunque, non venne mai proiettato, né quella sera né in nessun'altra occasione.

Cos'è successo dopo la mancata première

Dopo la serata inaugurale andata a vuoto, Diynn Eadel sparì dalla scena. Stando ad alcune voci, il francese era stato finanziato da un terzo soggetto che aveva investito risorse nel progetto; il fallimento dell'inaugurazione aveva reso insostenibile continuare, e il promotore abbandonò il Sinai senza lasciare tracce pubbliche della vicenda.

La struttura, però, rimase lì, intatta, senza che nessuno si preoccupasse di smontarla o recuperare i materiali.

Perché un cinema nel deserto era un'impresa impossibile

Indipendentemente dalla disponibilità economica del promotore, costruire un cinema nel deserto del Sinai presenta sfide logistiche di proporzioni considerevoli. La penisola, infatti, è una delle zone più aride e isolate del Medio Oriente: le temperature raggiungono valori estremi durante il giorno, la sabbia penetra in qualsiasi meccanismo esposto all'aperto e le infrastrutture stradali si rarefanno man mano che ci si allontana dalla costa.

Il trasporto del materiale cinematografico dal Cairo fino al sito prescelto aveva richiesto mezzi pesanti e percorsi impegnativi. Anche la gestione dell'energia elettrica in un luogo privo di allacciamenti alla rete rappresentava un elemento critico: un generatore isolato, in quelle condizioni ambientali, è esposto a guasti e danneggiamenti con estrema facilità.

deserto del sinai egitto
Florian Prischl - CC-BY-SA-3.0 - Wikimedia Commons

Altri cinema e proiezioni in luoghi straordinari e inusuali

Nel mondo esistono diverse esperienze che mostrano come la settima arte riesca ad adattarsi, con risultati a volte sorprendenti, a contesti del tutto atipici

  • Il Raj Mandir Cinema di Jaipur, in India: considerato uno dei cinema più sfarzosi d'Asia, ricavato in un palazzo dall'architettura elaborata nel cuore del Rajasthan, dove l'esperienza visiva si fonde con quella architettonica.
  • Il cinema all'aperto del Castello di Otranto, in Puglia: proiezioni estive nell'antico castello aragonese affacciato sul mare, uno degli esempi italiani di come la storia possa fare da palcoscenico alla cultura;
  • Il Deckchair Cinema di Darwin, in Australia: uno dei cinema all'aperto più longevi del continente, attivo dal 1933, con sedie a sdraio affacciate sul porto della città;
  • Il Wadi Rum Desert Cinema, in Giordania: proiezioni occasionali organizzate da operatori locali nel deserto di arenaria rossa, sotto un cielo stellato di nitidezza eccezionale;
  • Il Floating Cinema di Londra: un'imbarcazione trasformata in sala di proiezione che percorre i canali e il Tamigi, portando il cinema d'autore in punti insoliti della città.

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