Una ferrovia a oltre 2.000 metri che procede a zigzag su una parete di roccia chiamata "Nariz del Diablo", cioè “Naso del Diavolo”. Bastano queste parole per capire perché questo itinerario andino sia entrato nella leggenda. Sulle pendici del monte Pistishi, in Ecuador, un treno turistico compie un’ascesa e discesa che mette alla prova i nervi, premiando con scorci spettacolari. Il dislivello è di 500 metri concentrati in appena 12,5 chilometri, numeri che spiegano la sua fama di percorso estremo. Oggi il richiamo è l’adrenalina, ieri il prezzo pagato fu altissimo: la linea, costruita tra il 1899 e il 1902, costò la vita a centinaia di operai impegnati in condizioni durissime.
- Dove si trova la Nariz del Diablo e perché è diversa da tutte
- Il segreto del percorso: la manovra a zigzag
- Orari, durata e tappe dell’itinerario
- Com'è il tragitto sul "treno a zig zag"
- Sicurezza e operatività: cosa verificare prima di partire
- Un’opera nata nel rischio: il costo umano dietro la leggenda
- Cosa vedere in Ecuador oltre il treno: tre idee da abbinare
Dove si trova la Nariz del Diablo e perché è diversa da tutte
La Nariz del Diablo si trova nelle Ande ecuadoriane, tra le località di Alausí e Sibambe. Il nome nasce dalla parete rocciosa che domina la valle, un profilo severo che ha imposto soluzioni fuori dall’ordinario.
L’itinerario è breve sulla carta, ma il tracciato corre su pendii che non perdonano, con curve strette e pendenze che altrove avrebbero consigliato di rinunciare. Qui, invece, la ferrovia resiste come simbolo dell’ingegno e della tenacia, trasformata oggi in esperienza turistica ad alta intensità emotiva.
Il segreto del percorso: la manovra a zigzag
La chiave che rende possibile l’impresa è una manovra a dente di sega: il treno avanza, si ferma, cambia direzione e riparte sul binario parallelo per guadagnare quota. Questo “zigzag” riduce lo sforzo contro la gravità e consente di superare il dislivello senza ricorrere a gallerie impossibili o tornanti eccessivi.
Il risultato è una progressione a scatti, con visuali che si aprono all’improvviso sui dirupi e sui terrazzamenti andini. La parete del Pistishi, fulcro del tracciato, concentra le pendenze più impegnative e regala i passaggi più scenografici.
Orari, durata e tappe dell’itinerario
Secondo le informazioni diffuse sui canali ufficiali, la corsa viene programmata dal giovedì alla domenica, con partenze alle 8:00, 11:00 e 14:00. L’itinerario inizia dalla stazione di Alausí e raggiunge Sibambe, per poi rientrare al punto di partenza. La durata complessiva è di circa 2 ore e mezza, un tempo pensato per alternare il viaggio e le soste panoramiche senza affaticarsi ma mantenendo alta la tensione.
Durante l’esperienza sono previste fermate e momenti di visita. Il programma standard include il belvedere dedicato alla Nariz del Diablo, affacci che meritano calma e attenzione, e un incontro con le comunità locali di Sibambe. Qui si viene accolti da spettacoli di danza tradizionale e cucina tipica, con la possibilità di conoscere usi e sapori di questa parte delle Ande.
Com'è il tragitto sul "treno a zig zag"
Prima di salire a bordo, è utile avere chiaro cosa rende unica questa tratta e quali momenti scandiscono l’uscita. La sequenza di fermate e attività è parte integrante dell’esperienza e alterna adrenalina, paesaggio e cultura.
- Belvedere sulla Nariz del Diablo: sosta fotografica sui punti più spettacolari del tracciato.
- Accoglienza a Sibambe: danze tradizionali e piatti tipici condivisi con la comunità locale.
- Tempo libero nel villaggio: artigianato, piccole botteghe e attività indipendenti.
Prezzi del biglietto e riduzioni
Per i visitatori internazionali il biglietto ha un costo indicato di 30 dollari statunitensi per le persone tra 12 e 65 anni (circa 25 euro al cambio orientativo). Per bambini e over 65 è prevista una tariffa ridotta di 15 dollari (circa 12 euro).
Le cifre e i cambi possono variare, ma l’impostazione del listino riflette la natura turistica e guidata dell’esperienza, con soste e attività incluse nell’arco delle 2 ore e mezza.
Sicurezza e operatività: cosa verificare prima di partire
Il tracciato corre in un’area montana soggetta a piogge intense, frane e alluvioni. In passato questi eventi hanno provocato sospensioni del servizio, anche improvvise. Per questo motivo si dovrebbe verificare la reale operatività nelle date desiderate e monitorare gli aggiornamenti prima di pianificare spostamenti e pernottamenti.
In quota, inoltre, temperature e condizioni possono cambiare rapidamente: un abbigliamento a strati e margini temporali generosi aiutano a gestire imprevisti e soste più lunghe del previsto.
Un’opera nata nel rischio: il costo umano dietro la leggenda
La costruzione della ferrovia tra il 1899 e il 1902 fu un’impresa estrema per l’epoca. Il cantiere si sviluppò su pareti esposte, con mezzi limitati e protocolli di sicurezza lontani dagli standard odierni.
Le cronache riportano la morte di centinaia di operai, un bilancio tragico che accompagna ancora oggi la reputazione di “percorso più folle” del Sud America.
Cosa vedere in Ecuador oltre il treno: tre idee da abbinare
Chi desidera estendere il viaggio trova nell’Ecuador un mosaico di ambienti a breve distanza relativa. Senza allontanarsi dal perimetro delle Ande e dell’Amazzonia, si possono combinare esperienze molto diverse, mantenendo il ritmo e ottimizzando i tempi.
- Foresta amazzonica da Misahuallí: è una porta d’accesso pratica all’Amazzonia ecuadoriana. Un tour di due giorni consente di alternare navigazione fluviale, osservazione della fauna e incontri con comunità che preservano tradizioni antiche.
- Trekking di due giorni sul vulcano El Altar: per un’avventura d’alta quota, il trekking offre lagune d’altura e paesaggi insoliti delle Ande. La permanenza su due giorni permette di distribuire meglio le energie e di cogliere i cambi di luce tra alba e tramonto, quando le forme del vulcano si leggono con maggiore nitidezza.
- Arrivo a Quito e trasferimenti comodi: all’atterraggio a Quito, l’uso di un trasferimento dedicato aiuta a evitare l’incertezza dei mezzi pubblici, soprattutto con bagagli o coincidenze strette. Un collegamento diretto tra aeroporto e città consente di iniziare l’itinerario con più calma e di programmare al meglio le tappe successive.








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