Il nome di Alberobello ricorda immediatamente l’immagine dei trulli, ma in origine raccontava un paesaggio completamente diverso: una grande selva di querce, oscura e compatta, che copriva queste colline. Ma com’è nato il paese odierno da una foresta, e come una semplice “selva” si è trasformata in un centro riconosciuto dall’UNESCO? Ecco, allora, perché Alberobello si chiama così e quali sono le curiosità sulla città dei trulli.
Perché la città si chiama Alberobello?
In passato nella zona c’era solo una grande foresta: la Selva di Alberobello. Il toponimo deriva infatti da un’espressione latina che indicava proprio un bosco di querce. L’ipotesi più accreditata è che il nome derivi da “Silva Arboris Belli” o In latino, “silva” significa selva, bosco; “arbor” è l’albero, mentre “belli” può essere interpretato come genitivo di “bellum” (guerra) oppure come aggettivo riferito a “bellus” (bello). Col passare del tempo, nella parlata volgare, il nome si è semplificato fino a diventare Alberobello.
Storicamente, l’area apparteneva al feudo dei conti Acquaviva d’Aragona di Conversano. Nei documenti feudali dei secoli XV–XVI, il territorio è spesso menzionato proprio come “Selva”.
Come si chiamano gli abitanti
Proprio dal nome del paese deriva anche l’appellativo per i suoi abitanti. In italiano, il gentilizio ufficiale è “alberobellesi”. È il termine che si trova anche nei documenti amministrativi, nei testi di storia locale e nelle comunicazioni ufficiali del Comune.
La storia della città: perché i trulli sono solo ad Alberobello?
Molto interessante scoprire anche perché da un bosco si è passato a una città interamente fatta da trulli, le tipiche costruzioni pugliesi. I trulli esistono anche in altre zone della Murgia, ma solo ad Alberobello si è creato un agglomerato così compatto e spettacolare, oggi riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
La storia parte ancora una volta dalla selva e dal feudo degli Acquaviva d’Aragona. Tra XV e XVI secolo, i conti decisero di popolare e coltivare la Selva di Alberobello, richiamando contadini da paesi vicini e concedendo loro piccole porzioni di terra.
Tuttavia, per evitare le pesanti tasse imposte dal Regno di Napoli sui centri abitati stabili, i feudatari imposero un espediente: le case non dovevano essere costruite in muratura permanente, ma con una tecnica che permettesse di smontare rapidamente gli edifici in caso di ispezioni fiscali.
Nascono così i trulli: costruzioni a secco, senza malta, realizzate sovrapponendo pietre calcaree locali in cerchi concentrici che si chiudono in una copertura conica. Se fosse arrivato un delegato del re per verificare la presenza di un villaggio, sarebbe bastato togliere alcune pietre per far crollare il tetto e far sparire, almeno formalmente, il centro abitato.
Finalmente nel 1797 Ferdinando IV di Borbone emana il decreto che libera il paese dal dominio feudale degli Acquaviva, riconoscendolo come “città regia”.
Curiosità e leggende su Alberobello
Oltre la storia secolare della cittadina, e le tantissime cose da vedere, ci sono molte curiosità da conoscere e da esplorare.
- La più nota di queste riguarda i simboli dipinti sui coni dei trulli. Croci, cuori trafitti, stelle, segni zodiacali, alberi della vita: non sono semplici decorazioni, ma veri e propri segni propiziatori. Si ritiene che servissero a proteggere la casa, allontanare il malocchio o invocare la benedizione divina sui raccolti e sulla famiglia.
- Si racconta, poi, di un enorme albero secolare, al centro della selva, talmente grande e maestoso da essere visibile da lontano. I contadini lo avrebbero usato come punto di riferimento per orientarsi nel bosco.
- Infine, una curiosità che spesso sorprende chi visita per la prima volta Alberobello: sotto molti trulli esistono piccole cisterne o ambienti sotterranei, utilizzati per raccogliere l’acqua piovana o conservare vino, olio e derrate alimentari.
In che provincia si trova Alberobello e come arrivare
Alberobello si trova al centro dell’altopiano delle Murge, ed è parte della provincia di Bari. È collocata in una zona strategica, fra Valle d’Itria e Terra dei Trulli, ed è molto ben collegata.
- Arrivare ad Alberobello in auto è spesso la soluzione più comoda, soprattutto per esplorare anche i borghi vicini. Da Bari si percorre la SS16 (direzione Brindisi) fino all’uscita per Monopoli/Alberobello e poi si prosegue verso l’interno seguendo le indicazioni per Alberobello; il tragitto dura circa un’ora. Da Brindisi, invece, si segue sempre la SS16 verso Bari e si devia all’altezza di Fasano, salendo poi verso la collina. Chi arriva da Taranto può raggiungere il paese passando per Martina Franca, seguendo le strade provinciali che attraversano la Murgia.
- Con i mezzi pubblici, Alberobello è collegata tramite la rete delle Ferrovie Sud Est (FSE). Da Bari partono treni regionali e autobus che, con un cambio intermedio in alcune fasce orarie, conducono fino alla stazione di Alberobello, situata a breve distanza dal centro storico.
- Per chi arriva in aereo, gli scali più vicini sono l’Aeroporto di Bari e l’Aeroporto di Brindisi.
Vivere ad Alberobello
Alberobello non è solo una meta turistica, ma una comunità viva, con tradizioni e vivacità tutto l’anno. Dal punto di vista dei servizi, Alberobello offre scuole, strutture sanitarie di base, negozi e uffici pubblici, mentre per esigenze più specialistiche si possono raggiungere facilmente i centri maggiori nelle vicinanze.
Le connessioni con il resto della regione, tramite strade e mezzi pubblici, permette di spostarsi per lavoro o studio mantenendo la residenza in un contesto tranquillo e caratteristico. Scopri, quindi, con idealista gli ultimi annunci per case in vendita o in affitto ad Alberobello e trova la soluzione più adatta a te:








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