Centoquattro chilometri in cinque giorni, senza bisogno di essere alpinisti: in Valsugana ora si può. La Via dell’Alto Brenta è un cammino ad anello che unisce borghi storici, laghi balneabili e forti della Grande Guerra, con partenza e arrivo a Borgo Valsugana. L’obiettivo è quello di portare valore reale con il turismo lento, evitando l’effetto vetrina e coinvolgendo chi in valle ci vive e lavora. Inoltre, il “passaporto del viandante” è pensato per timbrare ogni tappa e rendere il percorso ancora più coinvolgente.
Che cos’è la Via dell’Alto Brenta
La Via dell’Alto Brenta è un itinerario circolare di 104 km che si sviluppa interamente in Valsugana, tra il profilo del Lagorai e il corso del Brenta. Il percorso è suddiviso in cinque tappe, ciascuna compresa indicativamente tra 16 e 23 chilometri, e collega luoghi iconici come i laghi di Levico e Caldonazzo, castelli, resti di fortificazioni e borghi con case di pietra e balconi fioriti.
Le tappe in breve
L’anello parte e termina a Borgo Valsugana, fulcro storico e commerciale della valle. Le tappe collegano località vicine ma diverse per atmosfera, facilitando soste, rifornimenti e pernottamenti. Le distanze giornaliere sono equilibrate, così da mantenere un passo sostenibile e lasciare spazio a visite e deviazioni brevi.
- Borgo Valsugana: punto di partenza e arrivo, lungo il Brenta, con portici, botteghe e un centro storico vivace.
- Torcegno: affacciata più in alto sulla valle, circondata da prati e masi, ideale per una prima immersione nel paesaggio rurale.
- Levico Terme: tra lago e tradizione termale, con viali alberati e architetture d’inizio Novecento legate all’epoca asburgica.
- Calceranica al Lago: lungo le rive del lago di Caldonazzo, dove il cammino sfiora spiaggette, pontili e locali sul lungolago.
- Barco di Levico: frazione nel verde, sostenuta anche dall’associazione locale Koop-Art per il supporto ai viandanti.
Segnaletica, passaporto e servizi
Il cammino è identificato da un logo ufficiale su pali, bacheche e punti chiave, per orientarsi senza appesantire la navigazione con tracce digitali. Il “passaporto del viandante” consente di collezionare i timbri delle tappe nelle strutture aderenti. Il progetto riceve il supporto di Pro loco attive (tra cui Borgo Valsugana, Torcegno e Levico) e dei Comuni coinvolti, oltre all’Azienda per il Turismo Valsugana Lagorai per la promozione.
Paesaggi, storia e arte lungo il percorso
La Via alterna tratti di fondovalle, dove il Brenta accompagna il passo tra campi coltivati e filari, a porzioni più alte, con boschi e prati aperti affacciati sui tetti di Borgo e sulle acque verdi e azzurre dei laghi. Lungo il cammino si incontrano borghi storici con vicoli, campanili e fienili in legno, mentre i resti dei forti della Grande Guerra ricordano il passato di queste montagne: feritoie, corridoi di pietra e mura spesse che dialogano con la quiete dei pascoli.
In zona spicca l’universo di Arte Sella, dove l’arte contemporanea entra letteralmente nel bosco, segnando un legame stretto tra natura e creatività che si ritrova nello spirito della Via.
Sapori e soste: cosa aspettarsi
La sosta si vive anche a tavola: in Valsugana la tradizione trentina si ritrova in formaggi di malga, salumi affumicati e canederli, con dolci di mele e strudel a chiudere il pasto. Lungo la Via si incontrano trattorie e ristoranti, spesso legati a piccole aziende agricole. Nelle stagioni giuste i mercati contadini permettono di riempire lo zaino con pane locale, frutta e piccoli salumi, utili per uno spuntino tra una tappa e l’altra.
Come arrivare alla Via dell'Alto Brenta
La partenza e l’arrivo sono a Borgo Valsugana, raggiungibile facilmente. La valle è servita da una linea ferroviaria che collega il Trentino con la pianura veneta, con fermate a Borgo Valsugana, Levico Terme e Calceranica al Lago.
La strada statale della Valsugana segue il fondovalle per chi viaggia in auto. Per chi arriva in aereo, si possono considerare gli aeroporti di Verona o Venezia, proseguendo poi in treno o con auto a noleggio.
Quando andare e fare il percorso
Il periodo più comodo va dalla primavera inoltrata all’autunno, quando i sentieri sono liberi da neve e ghiaccio e le giornate più lunghe. In primavera i prati fioriscono e l’aria resta fresca, ideale per un passo regolare. In estate i laghi di Levico e Caldonazzo diventano vere mete balneari: si può alternare la camminata a una nuotata o a una pausa in spiaggia. In autunno, boschi e vigne virano al giallo e al rosso, rendendo i panorami particolarmente scenici e la luce più morbida per chi ama fotografare.



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