Ponte 2 giugno 2026: 10 borghi italiani tra mare, vino e panorami

Weekend lungo in arrivo: si dovrebbe puntare su borghi con spiagge tranquille, sentieri d’alta quota ed esperienze di gusto.
ponte 2 giugno
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Un ponte breve può regalare una pausa lunga, se si sceglie la meta giusta. Per il 2 giugno, i borghi italiani offrono vicoli freschi di pietra, piazze silenziose e vedute che non hanno bisogno di filtri. Dal Mediterraneo luminoso alle valli alpine sotto il Monte Rosa, passando per colline di vigne e cipressi, si può ritrovare ritmo e spazio senza inseguire la folla. 

Sperlonga (Lazio): la bianca terrazza sul Tirreno

Arroccata sul colle di San Magno, Sperlonga domina un litorale di sabbia dorata e acque limpide per circa 10 km. Il nucleo storico, intatto e chiaramente mediterraneo, disegna un labirinto di case bianche e vicoli stretti dove botteghe e scorci sul blu si alternano senza fretta. Il borgo conserva tracce importanti tra archeologia romana e difese costiere, mentre nei dintorni si susseguono spiagge scenografiche incorniciate da alte scogliere.

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Montefalco (Umbria): dove il panorama sa di Sagrantino

Chiamata “la ringhiera dell’Umbria”, Montefalco affaccia su campi e colline da un belvedere che fa perdere l’orientamento del tempo. Dentro le mura del XII secolo si intrecciano arte, vino e olio in un borgo medievale curato e vivo. La cultura enogastronomica si organizza lungo la Strada del Sagrantino, che unisce Montefalco a Bevagna, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo e Castel Ritaldi in un percorso di sapori e visite.

Bolgheri (Toscana): cipressi in fila e rosso d’autore

All’ingresso, un viale iconico: circa 2.400 cipressi che conducono al borgo medievale custode del castello dei Conti Della Gherardesca. Qui il tempo sembra allungarsi tra pietre antiche e calici di Bolgheri DOC, mentre sulle colline della Maremma spiccano i filari di Cabernet e Merlot. A breve distanza, un litorale vario alterna dune e pinete a spiagge celebri della costa etrusca.

Tursi (Basilicata): l’anima araba nella Rabatana

Tursi conserva stratificazioni che vanno dai Goti ai Bizantini, fino ai Saraceni. La prova vive nella Rabatana, il rione più antico, nato come insediamento di difesa attorno al castello e cresciuto nel tempo tra vicoli e case essenziali. L’atmosfera è quella di un borgo che racconta con pietre, affreschi e piazze una storia mediterranea poco battuta e molto suggestiva. Nel suo cuore antico si trova anche la chiesa di Santa Maria Maggiore (X–XI secolo) con affreschi attribuiti a Giovanni Todisco.

Positano (Campania): scenografia e moda 

Sulla Costiera Amalfitana, Positano si affaccia a terrazze sul mare con case color pesca, rosa e terracotta. Tra pergolati di glicine, hotel storici e boutique, la passeggiata si arricchisce di episodi d’arte e nobiltà. La moda locale nasce negli anni ’60 e ancora oggi si avverte quell’aria internazionale che ha fatto scuola sul Mediterraneo. Da non perdere la chiesa di Santa Maria Assunta con cupola in maiolica e Madonna Nera bizantina del XIII secolo.

Portovenere (Liguria): dove pietra e mare si incontrano

A sud delle Cinque Terre, nel Golfo dei Poeti, Portovenere unisce architettura e profili rocciosi. Case colorate, vicoli stretti e scalinate ripide disegnano un centro che guarda un porto raccolto. Tra le cose da non perdere non possono mancare il Santuario della Madonna Bianca, il Castello Doria e la celebre Grotta di Byron.

Pizzo Calabro (Calabria): castello e un gelato leggendario

Sul Tirreno calabrese, Pizzo apre la Costa degli Dei con un centro storico compatto e scorci sul mare. Le tracce aragonesi si leggono nel profilo del castello, mentre chiese e piazze raccontano un’identità forte e mediterranea. Da assaggiare, poi, il tartufo di Pizzo in piazza della Repubblica. Ci sono anche molte spiagge da visitare in caso di bel tempo, fra cui Colamaio, Tonnara, Marinella/“del Nautico”, Piedigrotta e Bellamana con la scogliera di Prangi.

Grottammare alta (Marche): adriatico tra arte e memoria

Il borgo medievale domina l’Adriatico da un crinale, con case rustiche, aranceti e mura nate dopo assalti e ricostruzioni. Le testimonianze d’arte costellano chiese e piazzette, regalando un percorso urbano compatto e panoramico. Fra le tappe storiche: la villa del cardinale Decio Azzolino, dove soggiornò Cristina di Svezia. Inoltre, da non perdere la chiesa di Sant’Agostino con la Madonna della Misericordia di Vincenzo Pagani.

Erice (Sicilia): tramonti dall’alto e leggende di Venere

A 750 metri sul monte che porta lo stesso nome, Erice è un concentrato di vista, pietra e miti. Nei giorni limpidi si abbraccia con lo sguardo Trapani, le saline e le Egadi, raggiungendo il borgo anche in funicolare. La storia sacra e militare si intreccia tra castelli, giardini e un numero sorprendente di chiese dentro mura ciclopiche. Il suo simbolo è il castello di Venere, costruito in epoca normanna sulle rovine del tempio dedicato alla dea, ma si può anche passeggiare nei giardini del Balio e lungo le torri d’avvistamento sulle mura.

Gressoney-Saint-Jean (Valle d’Aosta): cultura walser ai piedi del Rosa

Nella valle del Lys, sotto il Monte Rosa, si incontra un borgo alpino legato alla storia dei Walser, popolazione alemanna insediata tra XII e XIII secolo. La lingua “titsch” e l’architettura in legno e pietra con gli “Stadel” raccontano un adattamento alla quota, di lavoro e di stagioni scandite dalla montagna. Le piazze e la chiesa parrocchiale disegnano un centro ordinato, con viste aperte e un castello che sembra uscito da un racconto. Qui si può anche vedere, infatti, Castel Savoia, residenza estiva di Margherita di Savoia (1900–1904) nell’area del Belvedere.

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