Reperti etruschi e romani e terme libere: il segreto di San Casciano

Nel borgo toscano è riemerso il più grande tesoro di bronzi antichi d’Italia. Acque calde, vasche gratuite e arte a cielo aperto.
san casciano dei bagni
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Nel cuore della Toscana, al confine con Lazio e Umbria, un piccolo borgo ha rimesso in moto la storia. A San Casciano dei Bagni, nel 2022, uno scavo termale ha riportato alla luce un deposito di statue in bronzo di età etrusca e romana in condizioni eccezionali. Gli archeologi lo considerano il più grande rinvenimento di bronzi antichi di questo tipo in Italia, tra i più rilevanti del Mediterraneo. Non è solo un caso di studio: è un luogo vivo, dove l’acqua calda sgorga senza sosta da decine di sorgenti e dove le vasche in pietra, accessibili liberamente, richiamano l’uso secolare del benessere termale. 

Perché San Casciano è diventata una “Roma in miniatura”

Il soprannome non è un vezzo turistico, ma il riflesso della densità di testimonianze romane riemerse attorno all’antico santuario termale. Dalle acque calde sono emerse oltre venti statue in bronzo, insieme a iscrizioni in etrusco e in latino, ex voto e apparati decorativi in marmo: un corpus unico per qualità e stato di conservazione. L’ambiente termale ha protetto i reperti per secoli, consegnandoli quasi intatti alla ricerca contemporanea. 

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Per toccare con mano questa storia, nel palazzo comunale è stato allestito un percorso libero nell’atrio: qui si osservano iscrizioni votive recuperate dal bordo della vasca sacra, insieme a una statuetta di Igea, ceramiche d’epoca romana e piccoli ex voto in bronzo, integralmente conservati.

Bagni liberi e acque che non si fermano mai

San Casciano dei Bagni è tra i centri europei con maggiore abbondanza di sorgenti termali, con oltre quaranta fonti sulfuree che alimentano il territorio. Ai piedi del colle si incontrano almeno tre vasche in pietra accessibili, segno tangibile di una tradizione che non si è mai interrotta. 

La più famosa ha una forma triangolare e concentra molti bagnanti; poco oltre si trova un’antica vasca-lavatoio coperta, quindi un grande bacino di raccolta alimentato dal torrente Caldagna, conosciuto in paese come “gora”. Prima di immergersi, è utile ricordare alcune buone pratiche. L’acqua può essere molto calda in prossimità delle sorgenti, per cui si dovrebbe entrare gradualmente e valutare il proprio benessere. 

Le vasche sono beni condivisi: conviene lasciare pulito, evitare saponi o prodotti che possano alterare l’acqua e attenersi sempre alla segnaletica presente.

Terrazze, rocche e chiese: cosa vedere tra i vicoli

Il borgo non vive solo di acque. Dalla sua terrazza panoramica si abbracciano in un colpo d’occhio la Val d’Orcia verso nord, la Val di Paglia a ovest e, guardando a sud, il Lazio con il profilo del lago di Bolsena. Nel centro storico si riconoscono la posizione elevata del Palazzo Comunale, il Castello di impianto cinquecentesco e una grande rocca che domina i campi toscani con una vista che ripaga la salita.

Le chiese raccontano altre pagine: la collegiata di San Leonardo, legata ai soggiorni termali di prelati italiani e stranieri, e la chiesa di Sant’Antonio, dove una Madonna lignea con Bambino convive con interventi di arte contemporanea dell’artista iraniano Bizhan Bassiri, creando un dialogo inaspettato tra epoche.

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