Cinque cammini che portano a Roma rilanciati con fondi UE: cosa cambia

Un progetto UE rilancia 5 vie storiche verso Roma attraverso il Lazio. Obiettivi, impatto e cosa aspettarsi sui cammini.
5 cammini verso Roma
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Cinque vie millenarie che portano a Roma tornano al centro della scena. Il Ministero del Turismo e ENIT avviano “Antichi Cammini d’Italia”, un’azione finanziata nell’ambito Next Generation EU per valorizzare itinerari di rilievo europeo che attraversano il Lazio e convergono nella Capitale. Non si tratta solo di promozione: il progetto si inserisce nella rete degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa, nata nel 1987 per tutelare e rendere fruibile un patrimonio condiviso. In gioco ci sono identità, dialogo tra territori e un turismo più sostenibile. E per chi ama camminare, l’occasione concreta di riscoprire montagne, colline, boschi e borghi con un percorso chiaro e riconosciuto.

Cosa prevede “Antichi Cammini d’Italia”

Il progetto mette sotto i riflettori cinque percorsi storici che, da Nord e da Est, si raccolgono nel Lazio per arrivare a Roma: Via Francigena, Via di Francesco, Cammino di San Benedetto, Romea Strata e Via Romea Germanica. 

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L’iniziativa è sostenuta dai fondi dell’Unione europea – Next Generation EU ed è parte del PNRR (Missione M1C3, Investimento 4.3, Intervento 274). Il Ministero del Turismo è soggetto attuatore, con ENIT S.p.A. incaricata dell’esecuzione. L’obiettivo dichiarato è la valorizzazione, ovvero dare visibilità, coerenza e fruibilità a cammini che hanno un impatto culturale e turistico consolidato. 

Perché questi cammini contano per il turismo lento europeo

Gli itinerari selezionati si innestano in una rete sovranazionale nata con il Programma degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa, istituito a Strasburgo nel 1987. In quell’alveo si promuove il cammino come strumento di salvaguardia del patrimonio, di scambio tra culture e di turismo sostenibile.

È una visione che guarda oltre la singola tappa: il percorso diventa esperienza, il territorio protagonista, la lentezza un valore e non un ostacolo. Per l’Italia, che già oggi è tra le mete più ambite per il cammino, significa rafforzare un posizionamento naturale nel turismo culturale a bassa velocità. 

Via Francigena: sulle orme di Sigerico

È l’itinerario storico italiano più riconosciuto a livello internazionale, lungo circa 3.200 chilometri. Ripercorre il viaggio dell’arcivescovo Sigerico di Canterbury, che nel 990 d.C. annotò 79 tappe (le mansiones) del rientro da Roma nel suo diario. 

L’asse moderno collega Canterbury a Santa Maria di Leuca, attraversando Inghilterra, Francia, Svizzera, Italia e Città del Vaticano. È il paradigma del cammino europeo: documentato, transnazionale, capace di tenere insieme devozione, paesaggio e città d’arte, con Roma come fulcro.

Via di Francesco

Fa parte dei cinque percorsi oggetto di valorizzazione e, come gli altri, attraversa il Lazio per raggiungere Roma. È inserita nella cornice degli itinerari europei promossi con finalità culturali e sostenibili, mettendo al centro l’esperienza del cammino. 

La sua presenza nel progetto conferma il ruolo di Roma come punto di convergenza dei grandi tracciati storici.

Cammino di San Benedetto

Rientra tra le vie incluse nell’azione “Antichi Cammini d’Italia”. Condivide l’impostazione che privilegia il passaggio per borghi e paesaggi interni e la convergenza nella Capitale. 

La valorizzazione punta a renderne più chiaro il racconto e l’accesso per chi desidera mettersi in cammino.

Romea Strata

È uno dei cinque tracciati selezionati, con approdo a Roma attraverso il Lazio. Il suo inserimento nel progetto risponde alla logica di rete sovranazionale promossa dal Consiglio d’Europa, con attenzione a dialogo interculturale e turismo responsabile. 

La direttrice di percorso si aggiunge così all’offerta di cammini storici riconoscibili dal pubblico internazionale.

Via Romea Germanica

Completa il quintetto di itinerari attenzionati dal progetto. Raggiunge la Capitale convergendo nel Lazio e, come gli altri, si colloca nell’alveo di cammini storici promossi per il loro valore culturale e paesaggistico. 

La sua presenza rafforza l’idea di Roma come nodo terminale di percorsi europei che attraversano l’Italia interna.

Come pianificare senza improvvisare

Prima di mettersi in marcia, si dovrebbe verificare la documentazione ufficiale dei percorsi e seguire le indicazioni fornite dalle organizzazioni che curano i cammini. È utile pianificare le tappe sulla base delle sezioni storicamente riconosciute e aggiornarsi sugli sviluppi dell’azione “Antichi Cammini d’Italia” promossa da Ministero del Turismo ed ENIT.

In prospettiva, la convergenza su Roma facilita anche scelte logistiche come l’arrivo e la partenza, grazie ai collegamenti della Capitale. Per massimizzare l’esperienza, conviene considerare stagionalità, dislivelli e servizi disponibili nei centri attraversati. 

Le attese: tempi, strumenti e comunicazione

Poiché l’azione è finanziata nell’ambito del PNRR e affidata a Ministero del Turismo ed ENIT, si dovrà seguire la comunicazione istituzionale per conoscere modalità operative e aggiornamenti. La cornice europea degli Itinerari Culturali e la convergenza su Roma indicano un percorso già tracciato in termini di obiettivi: promuovere il cammino come esperienza culturale condivisa.

Nella fase attuativa, l’efficacia dipenderà dalla capacità di rendere chiara l’informazione al pubblico e coerente il racconto dei cinque tracciati. L’interesse c’è, il mercato pure: l’Italia è già tra le mete più corteggiate dagli amanti del cammino. 

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