C'è un angolo di Sicilia occidentale che mette insieme, nello stesso sguardo, il bianco del marmo, il blu profondo del Tirreno e un villaggio costruito dentro una grotta. A Custonaci, tra la baia di Cornino e il profilo di Monte Cofano, ogni giornata alterna bagni in acque chiarissime, sentieri affacciati sulla scogliera e tappe di memoria contadina. Ai panorami si aggiunge un cucina di carattere, dove il cous cous di pesce incontra i dolci di mandorla. È un territorio piccolo ma densissimo di spunti.
Dove si trova Custonaci e come arrivare
Custonaci si trova nella provincia di Trapani, nella Sicilia nord-occidentale. Gli scali di riferimento sono Trapani e Palermo: dall'aeroporto, con auto a noleggio o autobus, si raggiunge rapidamente la costa passando tra uliveti, vigneti e rilievi calcarei. In auto, si seguono le principali direttrici verso Trapani e San Vito Lo Capo con deviazione per Custonaci; il trasporto pubblico è presente ma con frequenze più adatte a chi alloggia in zona e si muove senza orari serrati.
Per un assaggio completo, si consiglia un soggiorno di due-quattro giorni: tempo sufficiente per Monte Cofano e Cornino, Grotta Mangiapane, una visita al Santuario e al Museo del Marmo, oltre a una cena dedicata alla cucina trapanese.
Mare e sentieri: Monte Cofano, Cornino e Frassino
La Riserva naturale di Monte Cofano è il punto di partenza ideale per capire il territorio. I sentieri corrono bassi lungo la costa o salgono più in alto, con vedute che alternano scogliera e vegetazione mediterranea.
Lungo il percorso si incontra un sistema di torri costiere, tra cui la Torre di San Giovanni e la Torre della Tonnara, testimonianza delle antiche difese contro le incursioni dal mare.
Cornino e Cala Buguto: spiagge e acque chiare
Ai piedi di Monte Cofano si apre la spiaggia di Cornino, con un arenile chiaro e un mare trasparente. Il fondale alterna sabbia e tratti misti, condizione che regala sfumature turchesi vicino a riva e blu più intensi al largo.
La baia di Cala Buguto, davanti al centro abitato, offre punti comodi per l'ingresso in acqua e, in alta stagione, servizi balneari essenziali. Nei mesi meno affollati la costa invita a lunghe camminate sull'arenile, scegliendo di volta in volta dove sostare.
Frassino-Punta Bucerno: scogli levigati e acqua cristallina
Verso San Vito Lo Capo la costa cambia ritmo tra Frassino e Punta Bucerno. Qui la roccia domina e lascia spazio solo a brevi incisioni sabbiose, con un'acqua particolarmente limpida che vira dal verde chiaro all'azzurro intenso.
Il fondale è spesso roccioso: l'uso di calzature da scoglio aiuta a entrare in mare con maggiore stabilità.
La ciclabile Cornino-Bonagia: il Golfo visto a ritmo lento
Un modo diverso di leggere il paesaggio costiero è la pista ciclabile che collega Cornino a Bonagia. Il tracciato segue da vicino la linea di riva e propone punti di sosta su muretti e piazzole da cui osservare il Golfo e il profilo di Monte Cofano, che cambia tono con la luce del giorno.
È una soluzione semplice e accessibile per pedalare o camminare al tramonto, sfruttando la brezza dopo ore di mare.
Un borgo dentro una grotta: la sorpresa di Scurati
A pochi minuti dal centro, in contrada Scurati, la Grotta Mangiapane racconta una storia abitata. La cavità, frequentata dall'uomo fin dalla preistoria, in epoca recente è diventata un piccolo villaggio rupestre con case, stalle e depositi costruiti all'interno dell'antro.
Ambienti e strumenti agricoli sono rimasti in gran parte come nella prima metà del Novecento: un percorso all'aperto che restituisce gesti e ritmi della vita rurale siciliana.
Il Presepe vivente: quando la grotta si anima
Nel periodo natalizio, la Grotta Mangiapane diventa teatro di un Presepe vivente molto noto in Sicilia. Oltre ai personaggi della Natività, compaiono artigiani e contadini che ripropongono lavorazioni d'epoca: dal cucito del calzolaio all'intreccio del cestaio, fino alla panificazione nei forni a legna.
Più che una scenografia, è una rievocazione corale che coinvolge odori, suoni e movimenti, riportando alla fine dell'Ottocento e ai primi del Novecento.
Marmo perlato: cave, museo e un paesaggio modellato
Custonaci è strettamente legata all'estrazione del marmo perlato di Sicilia. Le cave punteggiano le campagne e hanno lasciato segni riconoscibili sulle alture, disegnando terrazzi e pareti di un bianco quasi abbagliante. Alcune realtà organizzano visite per mostrare da vicino il ciclo estrattivo, dal taglio dei blocchi alla preparazione per il trasporto.
In paese, il Museo del Marmo mette a disposizione immagini, attrezzi e campioni di pietra, chiarendo l'impatto di questa attività su occupazione, artigianato e paesaggio.
Sapori trapanesi: dal cous cous alle spince
La tavola segue la tradizione dell'area trapanese e privilegia materia prima del Mediterraneo. Il cous cous di pesce arriva con brodi ricchi preparati con specie locali come scorfano e cernia, spesso servito in cocci bollenti. Le busiate si condiscono con pesto alla trapanese, una crema corposa di pomodoro, mandorle, basilico e aglio che avvolge la pasta grazie alla sua superficie ruvida.
Non mancano specialità come i gamberi rossi di Mazara, proposti crudi o appena scottati, e formaggi tipici - pecorini e ricotte fresche - talvolta accompagnati da miele agrumato o confetture.
Dolci di festa: protagoniste le spince di Custonaci
Tra i dolci spiccano le spince, frittelle soffici preparate con farina, patate e zucchero, fritte fino a doratura e poi passate nello zucchero semolato. Accanto, i classici dolci alle mandorle completano il quadro della pasticceria locale, confermando il legame profondo tra mandorlo e cultura gastronomica siciliana.
Articolo visto su (travel.thewom.it) È l’angolo più spettacolare della Sicilia: mare cristallino, montagne di marmo e un intero borgo dentro una grotta







per commentare devi effettuare il login con il tuo account