Valle dei Calanchi: il paesaggio lunare del Lazio da vedere ora

Un anfiteatro d’argilla che cambia forma sotto i piedi. Ecco dove affacciarsi, come camminare in sicurezza e quando andare per goderselo al meglio.
Valle dei Calanchi
Sabrinadg87, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Nel Lazio c'è un luogo diverso da tutto il resto: crinali sottili, gole scolpite come da un coltello e pareti chiare che riflettono la luce. È la Valle dei Calanchi, tra il lago di Bolsena e il Tevere, dove i borghi in tufo si affacciano sul vuoto come su un antico mare evaporato. Qui il terreno si spacca, arretra, frana, ricompone nuove linee a ogni stagione. Per questo, tornandoci, si ritrova sempre un paesaggio diverso.

Cos'è la Valle dei Calanchi e perché sembra la Luna

La Valle dei Calanchi occupa l'area fra Civita di Bagnoregio, Lubriano e Civitella d'Agliano, nel Viterbese. A colpo d'occhio, si riconoscono le creste d'argilla chiara, quasi nude, incise da solchi verticali e canaloni profondi. La storia inizia in epoca pliocenica, quando questa parte d'Italia era sotto il mare: sul fondo si accumularono sedimenti argillosi ricchi di fossili. 

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Più tardi l'area si sollevò e le argille affiorarono, venendo in parte coperte dai materiali vulcanici del sistema dei Vulsini. Oggi la pioggia, il gelo-disgelo e piccoli smottamenti lavorano incessantemente: l'acqua incide, trascina a valle le particelle, apre fratture. Sui versanti scorrono linee e superfici lisce che cambiano colore con la luce, mentre ai piedi dei calanchi tornano campi, boschi e vigneti tipici della Tuscia.

Dove affacciarsi: belvedere e borghi sospesi sul tufo

Per vedere la valle conviene salire di quota. La rupe di Lubriano è tra i punti d'osservazione più fotogenici: da questo balcone naturale si abbraccia la trama dei calanchi e, in asse, il profilo di Civita di Bagnoregio, adagiata sul suo pianoro tufaceo. 

Dentro la valle spiccano due forme "iconiche": il Montione, una struttura imponente che ricorda una parete d'alta montagna, e la cosiddetta Cattedrale, un grande calanco chiaro con guglie affilate. Avvicinandosi, l'argilla rivela la sua natura friabile: ruvida al tatto, si sbriciola facilmente.

Sulle rupi tutt'intorno affiorano borghi costruiti quasi interamente in tufo. Civita di Bagnoregio è il più noto: posato tra il Rio Chiaro e il Rio Torbido, si raggiunge a piedi tramite un ponte pedonale per il quale è previsto un biglietto. Oltre la Porta Santa Maria si incontrano vicoli stretti, case con scale esterne e scorci improvvisi sulla valle; nella piazza centrale si affaccia la Chiesa di San Donato. Da non perdere il Museo Geologico e delle Frane, che spiega con chiarezza come e perché questo territorio si muove.

Più defilata, Civitella d'Agliano conserva un centro in tufo raccolto e punti di vista diretti sui versanti argillosi. Nei dintorni, anche Lubriano, Castiglione in Teverina, Celleno, Graffignano e San Michele in Teverina offrono finestre panoramiche spesso meno frequentate rispetto a Civita.

I sentieri nella Valle dei Calanchi

I percorsi nella Valle dei Calanchi alternano tratti ombreggiati sul fondo delle valli a salite esposte dove l'argilla domina. Il fondo cambia spesso: dalla sterrata compatta si passa a passaggi argillosi che, con il bagnato, diventano fangosi e appiccicosi.

Molti itinerari sono proposti dal CAI locale e da realtà specializzate in attività outdoor, come Life Outdoors, che organizzano uscite guidate. Affidarsi a guide esperte è consigliabile: il paesaggio è in evoluzione continua, possono verificarsi piccole frane e la segnaletica non è sempre uniforme. 

I cammini più tipici includono anelli che toccano le guglie della Cattedrale, itinerari nei boschi di fondovalle con risalite verso le rupi panoramiche e percorsi che mettono in sequenza i borghi, da osservare come isole di tufo affacciate su un mare d'argilla. 

Come arrivare e muoversi

La Valle dei Calanchi si trova a est del lago di Bolsena, in una zona ben collegata dal Centro Italia. In genere si fa base a Bagnoregio e si prosegue verso Civita e gli altri centri sui bordi della valle. 

L'auto consente di combinare in giornata belvedere e borghi con soste flessibili; dalla viabilità principale si prosegue su strade provinciali in direzione Bagnoregio e Castiglione in Teverina.

Chi viaggia in treno può fare riferimento alle principali linee del Centro Italia, per poi proseguire in autobus o con mezzi privati verso Bagnoregio e i paesi limitrofi. Per l'accesso a Civita sono disponibili parcheggi a Bagnoregio e aree sosta più vicine al ponte: la distanza da coprire a piedi varia in base al punto in cui si lascia l'auto e può includere tratti con dislivello. 

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