Nel cratere del Vulture, i due laghi gemelli di Monticchio

Dentro un vulcano spento due laghi diversi per colore e atmosfera. Abbazie nella roccia, pedalò tra ninfee e sapori del Vulture.
Laghi di Monticchio
Aldo Montemarano, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Sembrano due occhi scuri incastonati in un vulcano spento. È l'immagine che resta quando ci si affaccia sui Laghi di Monticchio, nel cuore del Vulture lucano. Qui il paesaggio cambia all'improvviso: il bosco si infittisce, l'aria si fa più umida, la roccia accoglie abbazie bianche che appaiono tra le pareti. Si scopre un'oasi dove non si fa il bagno, ma si scivola sull'acqua in pedalò tra ninfee candide e riflessi verdi. E, appena sopra, si entra in grotte affrescate consacrate nell'XI secolo, mentre la tavola racconta sapori della Basilicata.

Dove sono i Laghi di Monticchio

I Laghi di Monticchio si trovano in Basilicata, nel territorio del Vulture, all'interno della Riserva Naturale nel comune di Monticchio (provincia di Potenza). Occupano l'antico cratere del Monte Vulture, vulcano ormai inattivo che ha lasciato due conche separate da un lembo di bosco.

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Si parla di Lago Grande e Lago Piccolo, molto vicini tra loro e collegati da sentieri facili da percorrere a piedi in pochi minuti. Le sponde sono avvolte da faggi, aceri, frassini e carpini, con radure che arrivano quasi a toccare l'acqua. 

Colori e profondità: due gemelli ma diversi

I due bacini hanno profondità simili, con valori che arrivano a circa 36 metri per il Lago Grande e 38 metri per il Lago Piccolo. La sorpresa sta nei colori: uno tende al verde chiaro, l'altro assume sfumature olivastre, soprattutto nelle giornate coperte. 

La breve distanza consente di confrontarli nel giro di una passeggiata, osservando come luce e vegetazione cambiano da una riva all'altra. Anche per questo l'area viene scelta sia per una gita in giornata sia per un weekend.

Come arrivare a Monticchio

Raggiungere i laghi è più semplice in auto, seguendo le strade che portano verso il Vulture da Potenza e dalle principali località lucane. Chi arriva in treno può fare riferimento alle stazioni più vicine, come Melfi o Rionero in Vulture, e proseguire con autobus locali o taxi. 

Per chi vola, si considerano gli aeroporti della regione e di quelle confinanti, con un ultimo tratto su strada. 

Cosa fareai laghi: passeggiate all'ombra e pedalò tra ninfee

La prima scelta è camminare. Il sentiero che costeggia il Lago Piccolo corre quasi sempre in ombra, grazie a una copertura continua di alberi che crea un vero tetto verde. In primavera il sottobosco si anima di foglie lucide e piccole erbacee, con aria fresca anche nelle ore centrali. 

Spostandosi verso il Lago Grande, la prospettiva si apre e si apprezza meglio la forma dell'antico cratere. Qui è consigliato il giro in pedalò, che regala la vista del bosco come una conchiglia che si chiude attorno all'acqua. Nel Lago Grande cresce la Ninfea alba, con fiori chiari che galleggiano tra grandi foglie tonde.

Natura rara nel cuore del Vulture

I laghi ospitano anfibi, rettili, pesci e numerosi uccelli, tra cui corvi reali e rapaci come nibbi e sparvieri che volteggiano sopra le cime. L'area del Lago Grande è nota anche per la presenza di una farfalla notturna rarissima, scoperta negli anni Sessanta e legata proprio al Vulture.

Non è facile da osservare, ma sapere che abita questi boschi aggiunge fascino, soprattutto al crepuscolo. La riserva tutela questo equilibrio, che resta il valore più prezioso dei laghi.

Abbazie nella roccia: San Michele e la Grotta dell'Angelo

Sopra il Lago Piccolo spicca bianca l'Abbazia di San Michele Arcangelo, nata attorno all'VIII secolo. Il complesso si sviluppa intorno a una grotta scavata nel tufo, dove sono stati rinvenuti depositi votivi databili al IV-III secolo a.C. Nei secoli il presidio è passato dai benedettini ai cappuccini, che vi fondarono anche una biblioteca e un lanificio, e infine, nel Settecento, all'Ordine militare costantiniano. 

All'interno si accede alla Grotta dell'Angelo, consacrata nel 1059 da Papa Niccolò II. La cavità conserva affreschi dell'XI secolo, mosaici di matrice bizantina e una vena d'acqua che sgorga dalla roccia, usata come acquasantiera naturale.

Museo del Vulture: 750 mila anni in mostra

Nei primi piani dell'abbazia ha sede il Museo di Storia Naturale del Vulture, che racconta oltre 750 mila anni di storia del vulcano; il percorso illustra l'evoluzione del paesaggio, la fauna e la flora con pannelli, ricostruzioni di habitat e reperti.

Il museo offre una chiave per comprendere la nascita del cratere e i processi che ne hanno plasmato la forma.

Castello di Monticchio e l'antica Sant'Ippolito

Poco distante si incontrano i resti del Castello di Monticchio, uno dei sistemi difensivi più antichi del Vulture, sorto in epoca pre-normanna. Oggi si vedono una torre a base quadrata, ambienti a pianta pseudo quadrata e archi che sorreggevano una cisterna, con un arco acuto del XII secolo rinforzato in età angioina.

Il castello fu abbandonato a seguito di terremoti e frane medievali, e il villaggio era noto come "Casale con le mura merlate" o "Casal Cornuto". Tra i due laghi, sulla sponda nord del Lago Piccolo, si raggiunge a piedi l'Abbazia di Sant'Ippolito. Probabilmente tra i primi insediamenti benedettini successivi a Montecassino, risale al X secolo e conserva la chiesa con abside trilobata, l'atrio, la torre e tracce di ampliamenti, fino ai crolli dovuti al sisma del 1456.

Sapori del Vulture

Una sosta a tavola completa l'esperienza, tra agriturismi e ristoranti legati al territorio. Tra i formaggi spiccano il Canestrato di Moliterno, a base di latte ovino e caprino con diverse stagionature, e il Casieddu, cacioricotta di capra consumato fresco o brevemente stagionato. 

Come primi, riferimento classico sono le lagane ai legumi, spesso ai ceci, legate alla storia dei briganti dei boschi del Vulture. Tra i secondi torna protagonista il cinghiale, in particolare nelle salsicce dal sapore deciso.

Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembrano due occhi scuri nel cuore di un vulcano: l’oasi magica della Basilicata che sembra uscita da una fiaba

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