Sembra un filtro digitale, invece è fisica della luce: nelle Dolomiti venete esiste uno specchio d'acqua color "latte alla menta" che lascia senza parole. È il Lago di Sorapis, conca glaciale sopra Cortina d'Ampezzo dove il silenzio del bosco incontra pareti verticali e un'acqua lattiginosa che cambia sfumature. Negli ultimi anni è diventato virale, ma l'accesso non è banale e le regole sono chiare. Per evitare errori che rovinano la gita, conviene conoscere prima percorsi, periodi, divieti e piccoli dettagli che fanno la differenza.
Dove si trova il Lago di Sorapis e perché l'acqua è così turchese
Il Lago di Sorapis si trova nelle Dolomiti Bellunesi, in Veneto, a circa 12 km da Cortina d'Ampezzo e non lontano da Misurina e Dobbiaco. È un bacino di origine glaciale posto oltre i 1.900 metri, incastonato in una conca chiara dominata da cime celebri come il Dito di Dio e la Punta Sorapiss. Il suo colore, tra il turchese e il verde lattiginoso, nasce dalle finissime polveri di roccia che il ghiacciaio trascina e lascia in sospensione.
Queste particelle, insieme a specifiche componenti minerali e batteriche, cambiano il modo in cui la luce viene riflessa e diffusa. Il risultato sono sfumature che variano con l'ora, la stagione e il livello dell'acqua, che in autunno tende a ridursi fino a ghiacciare in superficie nei mesi più freddi.
Un dettaglio che sorprende sempre chi arriva per la prima volta è l'origine del nome del gruppo montuoso. Poco sotto il lago scende una cascata chiamata localmente "el Piss", e "Sora el Piss" significa proprio "sopra la cascata". La scenografia naturale è quella di un piccolo anfiteatro, dove il rumore del vento tra i larici si mescola al fragore dell'acqua che scende.
Come arrivare a Sorapis: accessi e sentieri
Il lago non è raggiungibile in auto e l'accesso è solo a piedi. Il punto di partenza più usato è il Passo Tre Croci, sulla strada che collega Cortina a Misurina, comodo anche per chi arriva da Dobbiaco passando per la Val di Landro.
In alta stagione parcheggi e piazzole si saturano presto, quindi si dovrebbe considerare una partenza mattutina o i bus di linea tra Cortina, Misurina e le località vicine, verificando orari e frequenze con gli uffici turistici. Dal passo i percorsi principali portano al lago lungo versanti boscosi, radure e tratti più tecnici. La scelta dipende dall'abitudine a camminare in quota e dalla confidenza con brevi passaggi esposti.
Il tracciato più frequentato: sentiero CAI 215
Prima di imboccare il 215 dal Passo Tre Croci, è utile ricordare che si cammina in ambiente dolomitico e che il fondo varia spesso. Il percorso complessivo misura circa 11 km tra andata e ritorno, con un dislivello intorno ai 300 metri. La prima parte scorre nel bosco con pendenze moderate e ampie vedute sui gruppi di Cristallo, Cadini di Misurina e Tre Cime di Lavaredo.
Nella seconda metà compaiono scalette metalliche, cenge con cavo d'acciaio e tratti stretti a picco, che richiedono passo fermo e assenza di problemi di vertigini. Il tempo di salita medio è di circa 2 ore, a cui aggiungere la discesa sul medesimo itinerario.
La variante ad anello per chi ha esperienza
Chi preferisce un giro più ampio può costruire un anello panoramico combinando i sentieri 213, 216 e 215. Si parte sempre dal Passo Tre Croci, si attraversa il bosco del Ciampo Marzo e si sale alla Forcella Marcoira lungo il 216. Il terreno diventa più severo tra pietraie e brevi tratti attrezzati, sotto le Cime Ciadin del Loudo, finché si scende verso il lago con possibilità di deviazione al Rifugio Alfonso Vandelli.
L'anello misura circa 14 km, con 700 metri di dislivello e alcuni passaggi esposti, quindi è indicato a chi è già abituato a usare mani e piedi su roccette. In ogni caso, il rientro si chiude sul 215, ottimo per stemperare la fatica finale nel bosco.
Regole, divieti e buon senso in riva al lago
Il Lago di Sorapis è fragile e si trova in un contesto protetto, quindi valgono alcune regole che vanno rispettate senza eccezioni.
- Il bagno è vietato e sono previste sanzioni economiche: entrare in acqua altera l'equilibrio del lago, oltre a essere pericoloso perché il fondale non è visibile e non esistono servizi di salvataggio.
- Non è consentito campeggiare nei pressi dello specchio d'acqua né lungo la conca, per evitare un impatto eccessivo in un'area sottoposta a forte pressione.
- Le biciclette non sono ammesse sui sentieri di accesso, troppo stretti e potenzialmente rischiosi per chi cammina.
- Il principio guida resta quello del "lasciare come si è trovato", riportando a valle ogni rifiuto ed evitando urla, musica e calpestii sui prati già stressati.
Accanto al lago sorge il Rifugio Alfonso Vandelli, riferimento prezioso per una pausa calda e, in caso di cambio repentino del tempo, per riparo. La vista sul Sorapis e sulle Dolomiti di Sesto amplifica l'effetto cartolina, ma si dovrebbe comunque monitorare l'orologio per garantire il rientro in sicurezza.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembra un filtro di Instagram ma è tutto vero: lo specchio d’acqua color “latte alla menta” nascosto tra le vette del Veneto







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