Ogni giorno, a mezzogiorno in punto, a Roma si sente un "botto" secco. È lo sparo del cannone del Gianicolo, un rito che resiste da quasi due secoli e continua a sorprendere chi si trova in città. Un colpo a salve e, subito dopo, il suono delle campane che si allineano su tutta la Capitale. Per capire perché accade e come si può assistere, conviene risalire alle origini di questa tradizione e guardare cosa succede oggi su quello che molti considerano l'ottavo colle di Roma.
Mezzogiorno col botto: perché il cannone spara ancora
Ogni giorno alle 12, in qualunque periodo dell'anno, un colpo a salve parte dal colle e fa da innesco al rintocco delle campane delle chiese di Roma. Il risultato è un mezzogiorno sincronizzato, percepibile in diversi quartieri e familiare ai residenti come a chi lavora nel centro storico. Questa scansione del tempo, nata in epoca pre-radiotrasmissioni, svolge ancora oggi una funzione simbolica precisa: ricordare, con un gesto collettivo, l'identità della città.
Una tradizione nata nel 1846 e rinata nel 1959
La tradizione si fa risalire al pontificato di Pio IX, che nel 1846 istituì il colpo di mezzogiorno per uniformare il suono delle campane. Il cannone non è sempre stato sul Gianicolo: in origine sparava da Castel Sant'Angelo; successivamente fu spostato sulle pendici di Monte Mario e, solo più tardi, raggiunse l'attuale posizione. La data decisiva è il 25 gennaio 1904, quando il pezzo venne trasferito sotto la statua equestre di Giuseppe Garibaldi, sul colle che sovrasta Trastevere. La tradizione si interruppe durante la Seconda guerra mondiale, come molte pratiche pubbliche dell'epoca. Riprese il 21 aprile 1959, nell'anniversario della fondazione di Roma, e da allora il colpo di mezzogiorno non ha più conosciuto pause.
Come funziona lo sparo: dal segnale ottico al telefono
La precisione del colpo era, e resta, l'elemento cruciale. In passato il via libera arrivava dall'Osservatorio del Collegio Romano e veniva reso "visibile" dalla caduta di una sfera di vimini lungo un'asta sul tetto della chiesa di Sant'Ignazio. Un militare, puntando il binocolo, attendeva quel gesto per dare l'ordine. Oggi il segnale giunge per telefono, soluzione più affidabile e continua, che mantiene però intatta la coreografia delle 12: colpo secco, eco sulla città, campane all'unisono.
Dove assistere allo sparo: ingressi e terrazze panoramiche
Per vivere lo sparo da vicino ci si deve portare sul Gianicolo, colle facilmente raggiungibile salendo da Trastevere e affacciato sul centro storico. L'area, che ebbe anche un ruolo difensivo per Roma, offre diversi accessi e una terrazza ampia da cui si apre una veduta che attraversa cupole, tetti e assi monumentali. La postazione del cannone si trova sotto il monumento equestre a Garibaldi. L'atmosfera a ridosso di mezzogiorno si anima di curiosi, studenti e chi lavora nei dintorni: la scena, nonostante la ripetizione quotidiana, conserva sempre una componente di attesa.
Oltre il cannone: cosa vedere sul colle
Sul colle si incontrano luoghi che intrecciano memoria risorgimentale, scenari cinematografici e una delle viste più riconoscibili della città. Programmare la visita intorno alle 12 consente di abbinare il rito sonoro a un itinerario breve ma denso, con tappe che raccontano la storia di Roma tra Ottocento e contemporaneità. La varietà delle soste è tale da interessare appassionati di storia, arte, musica e paesaggio urbano.
Mausoleo Ossario Garibaldino
Nel punto dell'ultima difesa della Repubblica Romana del 1849 contro i francesi si trova il Mausoleo Ossario Garibaldino. L'edificio, progettato da Giovanni Jacobucci, custodisce i resti di alcuni soldati garibaldini e ricorda quanti caddero per la nascita della Repubblica Italiana. Qui sono conservate anche le spoglie di Goffredo Mameli, autore dell'inno nazionale, collegando idealmente il luogo alla costruzione dell'identità unitaria.
Fontana dell'Acqua Paola
La Fontana dell'Acqua Paola, il "Fontanone", è un'icona popolare e musicale. Citata in "Roma capoccia" di Antonello Venditti e scelta da Paolo Sorrentino per l'incipit de "La Grande Bellezza", la fontana è anche una straordinaria balconata sulla città. L'acqua, il bianco della pietra e la vista disegnata in profondità offrono uno dei set urbani più fotografati, che ben si combina con l'attesa del colpo delle 12.
Faro del Gianicolo e monumento a Garibaldi
Il cosiddetto "Faro di Roma" nacque come monumento nazionale per celebrare il cinquantesimo dell'Unità d'Italia. La sua luce simbolica dialoga con il vicino monumento equestre a Giuseppe Garibaldi, sotto il quale si trova la postazione del cannone.
Trastevere a portata di passeggiata
Dal cuore del Gianicolo, in pochi minuti a piedi si rientra a Trastevere. Si può così concludere l'itinerario tra vicoli, piazze e soste dedicate alla cucina romana, approfittando del ritmo naturale della giornata imposto dal colpo di mezzogiorno. La vicinanza tra il colle e il quartiere consente di organizzare un percorso compatto, che alterna punti panoramici e vita di rione. Un modo semplice per far convivere rito, storia e quotidiano senza allontanarsi dal centro.
Articolo visto su (turistipercaso.it) Ogni giorno a Roma si sente lo sparo di un cannone: è una tradizione che resiste da quasi 200 anni







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