Nel cuore della Val di Chiana c'è un borgo toscano dove la porchetta è un'istituzione, celebrata ogni anno da una sagra capace di richiamare visitatori da tutta Italia. Si tratta di Monte San Savino, poco più di 8mila abitanti in provincia di Arezzo, un centro che unisce gusto, storia e architettura in un mix difficile da trovare altrove. La tradizione gastronomica, tuttavia, è solo l'inizio: il borgo custodisce tracce etrusche, memorie medievali e un calendario di eventi durante tutto l'anno.
- Dalle origini etrusche alla rinascita rinascimentale
- Il centro storico: palazzi, chiese e dettagli da non perdere
- Nei dintorni: santuari, castelli e campagne da esplorare
- Eventi e tradizioni: il calendario
- A tavola: porchetta, olio, aglione e un dolce fuori dal coro
- Quando andare e come organizzare la visita
- L'angolo "da sapere" prima di partire
Dalle origini etrusche alla rinascita rinascimentale
La collina su cui sorge Monte San Savino era frequentata già in età etrusca e, in epoca romana, ospitò l'insediamento di Ajalta. La posizione dominante sulla Val di Chiana ha reso il luogo strategico nel Medioevo, quando il borgo passò tra mani diverse fino al controllo di Firenze nel 1287, epoca cui si deve lo stemma con il giglio rosso sul monte a sei colli e i rami di savina. Dopo l'incursione del 1325, che lo lasciò per anni disabitato, il territorio tornò a crescere tra le rivalità di perugini, senesi e fiorentini.
Il centro storico: palazzi, chiese e dettagli da non perdere
Camminare nel centro storico murato significa attraversare secoli di storia in pochi minuti. L'ingresso ideale è da Piazza Gamurrini, dove inizia corso San Gallo: qui spicca la guglia del 1644, segno distintivo della piazza, affiancata da Palazzo Galletti, dimora dell'omonima famiglia. Lungo il corso, sul lato destro, si incontra Palazzo di Monte, oggi sede del Comune, costruito nel 1515 in pietra serena a bugnato: all'interno un cortile con loggiato a tre archi introduce a un giardino pensile su due livelli, un piccolo unicum che vale la sosta. Poco oltre, il palazzo Pretorio, un tempo sede dei Vicari e delle carceri, riconoscibile per gli stemmi fiorentini sulla facciata, ricorda il legame con la città del giglio.
Le opere d'arte da cercare
Tra gli edifici sacri si dovrebbe prevedere una tappa alla chiesa di Santa Chiara, sorta nel 1625 accanto al cassero e un tempo parte del convento delle Clarisse. All'interno è conservata una terracotta del Sansovino che raffigura la Madonna con il Bambino e i Santi, testimonianza del patrimonio artistico locale.
Di grande interesse è anche la chiesa di San Agostino, edificata nel XIV secolo dagli Agostiniani in stile gotico-umbro: qui si conserva, tra le altre opere, la lastra tombale del Sansovino e una vetrata nel rosone che impreziosisce la navata. Completa il quadro la ex Sinagoga, edificio stratificato da secoli di rimaneggiamenti e restauri, con fasi significative tra il 1720 e il 1760.
Nei dintorni: santuari, castelli e campagne da esplorare
Pochi minuti fuori dal paese si trova il Santuario delle Vertighe, noto per la grande festa di Ferragosto con fuochi d'artificio e bancarelle. All'interno è custodita una tavola del Duecento attribuita a Margarito e Ristoro d'Arezzo. A circa 6 km, lungo la vecchia Senese-Aretina verso Siena, emerge poi il castello medievale di Gargonza, oggi trasformato in suggestiva struttura ricettiva e immerso nei boschi di proprietà dei Conti Guicciardini Corsi. Tutto attorno, la campagna della Val di Chiana invita a camminare o pedalare tra coltivi, filari e oliveti, con numerosi percorsi CAI di diversa durata e difficoltà.
Il Sentiero della Bonifica, la via lenta della Val di Chiana
Il Sentiero della Bonifica offre 52 km tra acque e campi, dall'area della Chiusa dei Monaci lungo l'antico canale maestro. Si tratta di un percorso fruibile a piedi o in bici, ideale per vivere la valle con un passo lento, alternando soste nei borghi e scorci sull'orizzonte agricolo. Il tratto più vicino a Monte San Savino si intercetta in zona Montagnano, soluzione pratica per un'uscita mezza giornata.
Eventi e tradizioni: il calendario
Oltre alla sagra della porchetta, il calendario locale propone rievocazioni storiche e musica. La Rievocazione del Conte Baldovino mette in scena l'investitura del conte con la solenne consegna delle chiavi della città, tra cortei, giochi e artisti di strada nel corso principale: una notte che trasforma il borgo in un teatro all'aperto. Tra luglio e agosto, da oltre 25 anni, il Festival delle Musiche anima piazze e sale con corsi, saggi e concerti, offrendo un'occasione di crescita a giovani musicisti e un'agenda fitta per chi visita. In autunno, la Fiera di Santa Caterina riprende l'antica tradizione dei grandi mercati, quando ci si riforniva di indumenti, utensili e bestiame: un tuffo nella cultura materiale che ha plasmato la valle.
A tavola: porchetta, olio, aglione e un dolce fuori dal coro
La gastronomia è un capitolo a parte. La porchetta è la protagonista assoluta e la sagra di settembre ne è la celebrazione più attesa, ma la tavola locale non si esaurisce qui. L'area è rinomata per l'olio extravergine e per l'aglione, ingrediente chiave della Val di Chiana, oltre che per i vini del territorio. Tra i piatti da provare spiccano specialità legate alla tradizione contadina e un fuori schema che incuriosisce: gli gnocchi di crema cotta, una preparazione che stupisce per consistenza e sapore. Un ventaglio di proposte che rende la sosta gastronomica parte integrante del viaggio.
Quando andare e come organizzare la visita
Per cogliere l'anima del borgo si dovrebbe scegliere un periodo in cui le tradizioni si mostrano al meglio. Settembre è la finestra naturale grazie alla sagra della porchetta, mentre Ferragosto regala l'atmosfera di festa al Santuario delle Vertighe. Primavera e inizio autunno sono ideali per le passeggiate tra i campi e per percorrere un tratto del Sentiero della Bonifica, con temperature miti e orizzonti limpidi. In inverno il paese mantiene il fascino raccolto dei centri toscani, con la Fiera di Santa Caterina a scandire il tempo della comunità. Qualunque sia la scelta, Monte San Savino premia chi cerca luoghi autentici, facili da visitare in giornata ma ricchi di motivi per fermarsi di più.
L'angolo "da sapere" prima di partire
Un'ultima nota utile completa il quadro. Il centro è compatto e si gira bene a piedi, con saliscendi moderati che invitano a soste frequenti davanti a cortili, logge e scorci su tetti e campagna. Gli edifici citati si concentrano attorno a corso San Gallo e a Piazza Gamurrini, creando un itinerario naturale senza bisogno di grandi spostamenti. Nei dintorni, le distanze sono contenute e consentono di alternare arte, natura e soste gastronomiche nella stessa giornata. Un approccio lento, ma denso, che spiega perché il "borgo della porchetta" della Val di Chiana stia attirando sempre più attenzioni.
Articolo visto su (turistipercaso.it) Non solo Ariccia: anche in Toscana c’è il borgo della porchetta, ed è il vero gioiello della Val di Chiana








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