Passo Cinque Croci, il balcone del Trentino tra panorami e trincee

Val Campelle, balcone del Lagorai tra Cima d’Asta e storia di guerra. Novità accessi 2026 e percorsi per ogni livello.
Passo Cinque Croci: balcone del Trentino tra panorami e trincee
Photo by Alessandro Cesarano on Pexels

C'è un punto in Trentino dove il bosco si apre e la montagna diventa una balconata infinita. È il Passo Cinque Croci, soglia naturale tra la Catena del Lagorai e il massiccio granitico di Cima d'Asta. Qui il trekking è uno sguardo che corre dai pascoli alti ai profili scuri delle cime, con una sorpresa che non molti si aspettano, le tracce intatte della Prima guerra mondiale. Nel 2026, però, c'è anche una novità: l'accesso su strada è regolato e si deve considerare una navetta stagionale.

Dove ci si trova il Passo Cinque Croci

Il Passo Cinque Croci si colloca poco sopra i 2.000 metri, tra Val Campelle e il gruppo di Cima d'Asta. Il colpo d'occhio ricompensa la salita: da una parte la dorsale del Lagorai, dall'altra il massiccio isolato di Cima d'Asta; sotto, un mosaico di pascoli e dorsali erbose punteggiate da piccoli laghi d'alta quota. 

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È uno degli accessi più noti alla catena perché consente di entrare nel Lagorai senza itinerari alpinistici, seguendo un sentiero segnato e progressivo che alterna bosco e praterie d'altitudine.

L'itinerario base: da Ponte Conseria al passo

Il punto di partenza più usato è Ponte Conseria (circa 1.468 m). Si segue il segnavia SAT 326 verso Malga Conseria, salendo tra abeti e larici con pendenza regolare; acquisendo quota, il bosco si dirada e compaiono i pascoli. La malga (intorno ai 1.840 m) è un ottimo punto sosta prima dell'ultimo tratto, che richiede circa 40 minuti sempre sul 326 per raggiungere il valico.

L'andata e ritorno misura circa 8,4 km, con un dislivello di 545 m e tempi indicativi di 3 ore e 40 minuti. Non ci sono passaggi tecnici particolari, ma resta una gita di montagna: servono scarponi adeguati e un minimo di allenamento. 

Cosa si vede dal Passo Cinque Croci

La posizione spiega il fascino del luogo. Dal passo lo sguardo intercetta Cima d'Asta, Cima delle Stellune, il Cauriol e, con aria limpida, anche le Pale di San Martino. Verso valle si leggono i pascoli attraversati in salita e le dorsali che chiudono la Val Campelle. 

Qui passa anche il Sentiero Italia, che prosegue verso Passo dei Lasteati e Forcella Magna fino all'area del Lago di Cima d'Asta e al Rifugio Ottone Brentari. Dal Rifugio Conseria al Brentari si prevedono circa cinque ore di cammino: una variante impegnativa, non indispensabile per una classica escursione giornaliera.

Alcune deviazioni: Cima Socede e le trincee

Direttamente dal passo si può salire a Cima Socede lungo un sentiero tra rododendri e prati alti. Sulla dorsale affiorano resti recuperati di trincee, baraccamenti e postazioni della Prima guerra mondiale. È un tratto in cui paesaggio e memoria si sovrappongono: lo spartiacque oggi escursionistico fu parte di un sistema militare esteso su gran parte del Lagorai.

Nei pressi di Malga Conseria si incontra anche un monumento nel luogo dove sorgeva un piccolo cimitero militare, utilizzato durante il conflitto, anche per vittime di valanghe.

Laghi dei Lasteati e Cima Lasteati: dove il sentiero diventa isolato

Chi desidera proseguire segue il 326 oltre il passo verso Passo dei Lasteati e Forcella Magna. La traccia corre a mezzacosta tra saliscendi e raggiunge i Laghi dei Lasteati, piccoli specchi glaciali sopra i 2.000 metri. Da qui il percorso si allunga e si fa più solitario: vanno valutati tempi, meteo e rientro a Ponte Conseria.

Nella zona di Cima Lasteati affiorano alcune delle testimonianze storiche più forti dell'itinerario. La mulattiera militare attraversa resti di postazioni e gallerie scavate nella roccia; intorno a quota 2.295 m si trova il ricovero dedicato al tenente Cecchin, segnalato da una lapide ancora leggibile. Poco oltre, un lungo trincerone segue per centinaia di metri la dorsale affacciata sui laghi. 

Si notano anche una croce costruita con vecchi pali e, sul versante orientale, la lapide del ricovero del tenente Sante Calvi (274a Compagnia Alpini Val Brenta). È un'estensione rispetto al giro base: impegno e dislivello aumentano in modo sensibile.

Quando andare: fioriture, affollamento estivo e colori d'autunno

Per camminare con affidabilità si indica il periodo giugno-ottobre, sempre in base a neve residua e meteo. Ad aprile e inizio primavera il passo supera i 2.000 metri: neve e ghiaccio possono coprire sentieri e creste. 

Tra fine giugno e luglio esplodono le fioriture dei pascoli e dei rododendri; agosto è in genere il periodo più frequentato; settembre e inizio ottobre offrono temperature più fresche e larici in trasformazione. 

In inverno l'area si presta a ciaspole e sci alpinismo, ma si entra in un contesto diverso: servono esperienza, attrezzatura e attenta lettura del bollettino nivometeorologico.

Come arrivare e novità 2026: accessi regolati e navetta

La Val Campelle si raggiunge dalla Valsugana (uscita SS47 Strigno-Scurelle), proseguendo per Strigno e Spera e seguendo le indicazioni per la valle e il Rifugio Crucolo. Nel 2026 è attiva una regolazione: da agosto al 15 ottobre la strada tra Carlettini e Ponte Conseria è chiusa al traffico privato, salvo autorizzati. 

Si deve lasciare l'auto nei nuovi parcheggi a pagamento in Località Hotel, vicino all'Info Point (circa 130 posti), e proseguire a piedi, in bici o con navetta gratuita quando in servizio.

Per programmare al meglio conviene avere sott'occhio giorni e fasce orarie indicate per il 2026:

  • Navetta operativa tutti i giorni dall'8 al 23 agosto
  • Dal 24 agosto al 27 settembre attiva nei weekend, indicativamente al mattino e nel pomeriggio.

Articolo visto su (travel.thewom.it) È il balcone naturale più spettacolare del Trentino: un paradiso tra vette selvagge e segreti della storia

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