Un punto panoramico così vicino e così spettacolare che in molti non l'hanno ancora segnato in agenda. La Croce di Egro, affacciata sul Lago d'Orta, è uno sperone di roccia che regala una vista circolare rara sul Cusio: acqua, borghi, montagne e un'isola che sembra sospesa. Non è soltanto un belvedere: è la tappa clou di un itinerario ad anello che parte a pelo d'acqua, risale antiche mulattiere e scivola di nuovo verso il lago.
- Dove inizia il percorso: Pella e il ponte cinquecentesco
- Il borgo di Egro: pietra, silenzio e cura dei dettagli
- Il balcone sospeso: cosa si vede dalla Croce di Egro
- Proseguire verso Ronco lungo una mulattiera senza tempo
- Consigli utili: quando andare e come viverla al meglio
- Un'idea di gita fuori traccia sul Lago d'Orta
Dove inizia il percorso: Pella e il ponte cinquecentesco
La partenza naturale si trova a Pella, cittadina affacciata direttamente sul lago e rivolta verso l'Isola di San Giulio. Qui, prima di puntare alle alture, conviene soffermarsi sul ponte in serizzo con arcata a schiena d'asino costruito alla fine del Cinquecento sul torrente Pellino: un tassello di storia locale che introduce al tema del percorso, fatto di pietra, lavoro e antiche vie di collegamento.
Il borgo di Egro: pietra, silenzio e cura dei dettagli
Il borgo è minuto, abbarbicato su una posizione rialzata, e appare come un compendio di architettura rurale ben conservata: vicoli stretti, cortili curati, case in granito e serizzo con tetti in piode. La chiesetta di San Camillo veglia discreta sul paese e sottolinea l'atmosfera di quiete che qui è quasi tangibile. Camminando tra le sue viuzze si percepisce quanto il tempo scorra più lento, lontano dalle rotte turistiche consuete che si fermano sulle rive più note del Cusio.
Il balcone sospeso: cosa si vede dalla Croce di Egro
Arrivati alla croce, la vista si apre in tutte le direzioni. La roccia offre sedute naturali per fermarsi, respirare e leggere il paesaggio come una mappa tridimensionale. L'assenza di ostacoli visivi consente di individuare con chiarezza i riferimenti principali e di cogliere la relazione tra le due sponde, l'isola e i rilievi che incorniciano il bacino lacustre.
Per orientarsi meglio sul colpo d'occhio, si può seguire un semplice giro d'orizzonte:
- A sud, i rilievi di Gozzano e le colline che chiudono il lago.
- In centro, l'Isola di San Giulio, che da qui appare come un gioiello sull'acqua.
- Di fronte, il Monte Mottarone che separa il Lago d'Orta dal vicino Lago Maggiore.
- A nord, la costa che sale verso Omegna e le prime vette alpine all'orizzonte.
Proseguire verso Ronco lungo una mulattiera senza tempo
Rientrando verso Egro si può allungare la giornata seguendo un'antica mulattiera che scende dolcemente fino al lago. Il tracciato attraversa terrazzamenti in disuso e rientra più volte nel bosco, conservando un ritmo regolare. Si incontrano prima le case di Ronco Superiore, con le strade acciottolate e l'architettura d'epoca ben riconoscibile, poi si raggiunge Ronco Inferiore, poche abitazioni adagiate a raso d'acqua.
Qui la scena cambia ancora: un micro-porticciolo, facciate colorate, nessun traffico stradale. L'atmosfera è quella di un avamposto tranquillo sul lago, lontano dal brusio delle località più note. Da Ronco, una strada panoramica a bordo acqua consente di chiudere l'anello e tornare verso Pella, completando così un percorso che tiene insieme montagna e lago in poche ore.
Consigli utili: quando andare e come viverla al meglio
L'itinerario si presta in tutte le stagioni, con preferenza per giornate terse che valorizzano il panorama. Le ore dell'alba e del tramonto accentuano i contrasti tra acqua e rilievi, mentre in estate l'ombra del bosco rende la salita più gradevole. Il fondo in pietra e il tratto finale su roccia possono risultare scivolosi dopo la pioggia: è opportuno scegliere scarpe con buona aderenza e procedere con attenzione nei passaggi a picco.
Un'idea di gita fuori traccia sul Lago d'Orta
Il percorso che unisce Pella, Egro, la Croce e Ronco è una proposta compatta ma ricca di contenuti, ideale per scoprire un volto meno battuto del Lago d'Orta. Si attraversano strade che erano un tempo arterie di lavoro, si osservano borghi che custodiscono materiali e tecniche costruttive tradizionali, si guadagna un punto panoramico che ripaga ogni passo. Lontano dai flussi più intensi, questo anello consente di riscoprire l'equilibrio tra paesaggio naturale e intervento umano, dove la pietra racconta ancora il modo in cui si viveva e ci si spostava da una sponda all'altra.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Il vertiginoso sperone di roccia per vedere il Lago d’Orta dall’alto







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