Monti Sibillini, tra riaperture e leggende gli itinerari da non perdere

Norcia torna a illuminare i Sibillini con teatri e basiliche riaperti. Tra il Lago di Pilato, il Grande Anello e borghi fortificati, c'è molto da fare.
parco dei monti sibillini
FrDr, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Quasi dieci anni dopo il sisma del 2016, i Monti Sibillini rilanciano con un segnale forte: a Norcia riaprono tesori civili e religiosi che ridisegnano la mappa di un viaggio tra natura estrema, arte colta e tavole storiche. La sorpresa arriva dal mix inaspettato tra ghiacciai fossili e reliquiari tardo gotici, tra uccelli rapaci e teatri ottocenteschi, tra borghi murati e ciclabili che costeggiano castelli affrescati. 

Norcia riparte, riaperture che cambiano il viaggio

La ripartenza si legge nella pietra. A Norcia è stato riaperto il Teatro Civico, costruito nel 1876 dall'architetto perugino Domenico Mollajoli, tassello simbolico di una rinascita culturale che attira pubblico e iniziative. Il recupero ha coinvolto anche il Palazzo Comunale con il loggiato, la torre campanaria e la Cappella dei Priori, dove si conserva un reliquiario tardo gotico a forma di tempietto esagonale con il dente di San Benedetto. A questo si aggiunge la restituzione alla città della Basilica dal celebre portale gotico, legata alla figura di San Benedetto e della sorella Scolastica. La città torna così al centro dei Sibillini, non solo come base di partenza, ma come motivo stesso del viaggio.

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Lago di Pilato: l'escursione che sorprende tra vette e miti

Dall'altopiano di Castelluccio si guarda verso una valle a U che porta a 1.941 metri: è il bacino glaciale del Lago di Pilato, fra i luoghi più singolari dell'Appennino. I sentieri che partono da Foce di Montemonaco e da Forca Viola attraversano ghiaioni e pendii severi, offrendo un attraversamento di grande impatto visivo, incorniciato dalle cime maggiori dei Sibillini: il Vettore, la Cima del Redentore, il Pizzo del Diavolo e la Cima del Lago.

Secondo una tradizione antica, il nome richiama il destino del prefetto romano Ponzio Pilato, il cui corpo sarebbe stato gettato in queste acque; un dettaglio che aggiunge un'aura di mistero a un luogo già straordinario per conformazione. La superficie, spesso descritta come simile a un paio di lenti, nasce da depositi morenici e lungo le rive ospita la Stella Alpina dell'Appennino. Nelle acque vive esclusivamente il chirocephalus marchesonii, minuscolo crostaceo rosso descritto per la prima volta nel 1954 dal botanico Vittorio Marchesoni durante ricerche sui Sibillini.

Grande Anello dei Sibillini: 124 km di natura e storia

Per chi desidera una visione d'insieme, il Grande Anello dei Sibillini è il filo rosso che unisce paesaggi e memorie. Si tratta di un percorso escursionistico di 124 chilometri diviso in nove tappe, che parte da Visso, sede del Parco Nazionale, e ricalca tratti dell'antica via della Madonna di Macereta et Loreto, battuta dai pellegrini diretti al Santuario di Loreto. 

Già nella prima giornata si rimane colpiti dalle pareti dolomitiche del Monte Bove, con avvistamenti possibili di gheppio, poiana e aquila reale, protagonisti silenziosi del cielo. Lungo le tappe successive emergono tracce medievali e rinascimentali, che offrono soste di lettura oltre che di respiro, ricomponendo la geografia storica del territorio. Questo equilibrio tra biodiversità e stratificazione culturale è l'elemento che più trattiene lungo il cammino, trasformando il tracciato in una sequenza di quadri.

Valle del Chienti in bici: tra chiese romaniche e castelli riflessi

Muovendosi verso la valle del Chienti si trova un terreno ideale per pedalate di medio raggio, con dislivelli regolari e soste culturali a portata di ruota. Da Pievebovigliana, dopo la cripta medievale della chiesa di Santa Maria Assunta, si parte su strade immerse nei boschi ai piedi del monte San Savino e sulle pendici del monte Fiegni, dove attende la romanica San Giusto. 

L'itinerario lambisce il lago artificiale di Polverina, che diventa uno specchio naturale per l'architettura trecentesca del Castello di Beldiletto. Costruito da Giovanni da Varano e poi conquistato da Carlo Malatesta, il maniero mostra una pianta quadrangolare, una corte con loggiato e archi a sesto acuto in pietra bianca e rossa. All'interno si conservano affreschi del XV secolo che ritraggono figure come Roberto il Guiscardo, Ruggero e Tancredi d'Altavilla, portando sul lago echi di cavalieri e dinastie lontane.

Teatri, festival e borghi fortificati: l'altro volto dei Sibillini

Il calendario culturale aggiunge un tassello urbano alla mappa dei Sibillini. A Spoleto, il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, progettato tra il 1854 e il 1864 da Ireneo Aleandri (lo stesso dello Sferisterio di Macerata), è dal 1958 una delle sedi del Festival dei Due Mondi e consolida il legame tra la valle e le arti performative. 

Questo asse culturale amplia i motivi per restare nell'area, collegando percorsi in natura e programmazioni di livello internazionale. Nei dintorni, lo sguardo incontra borghi compatti che hanno conservato mura, porte e torri, offrendo un'esperienza di attraversamento scenografica ma concreta. 

Vallo di Nera: mura doppie e affreschi che parlano

Sulle rive del fiume Nera si staglia Vallo di Nera, tra i monti Coscerno e Maggiore, luogo abitato fin dalla preistoria dal popolo umbro dei Naharki e poi curtis longobarda sotto l'influenza di Spoleto, prima del periodo pontificio. 

L'ingresso tra porte come Ranne e Portella introduce a un tessuto murario doppio, torri e vicoli che portano alle chiese romaniche di San Giovanni Battista e di Santa Maria Assunta. In quest'ultima, affreschi di scuola giottesca spiccano per intensità narrativa; tra questi, la Processione dei Bianchi firmata da Cola di Pietro da Camerino. 

Il racconto del territorio prosegue all'Ecomuseo della Dorsale Appenninica Umbra, mentre nelle locande locali, come la Cacio Re, il formaggio diventa veicolo di memoria, con ospitalità raccolta e canti d'uccelli a fare da sottofondo.

Articolo visto su (ilsole24ore.com) Dolce girovagar tra natura, arte e buon cibo sui Monti Sibillini

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