Gravina in Puglia, il borgo sospeso su canyon e chiese rupestri

A Gravina in Puglia si scopre una “città di pietra” con scenari spettacolari e poca ressa.
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Il Ponte Acquedotto di Gravina - Bariom 0.2, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Un ponte che unisce due pareti di roccia, un canyon profondo e silenzioso, un centro storico in tufo che si affaccia sul vuoto. A Gravina in Puglia la città si posa sull'orlo di una gola modellata dall'acqua, tra l'Alta Murgia e un sistema di chiese rupestri e ipogei che raccontano secoli di vita nella pietra. E, nonostante la vicinanza con Matera e Altamura, qui si passeggia con più calma, senza folle. 

Il colpo d'occhio: canyon, ponte e centro storico

Un paesaggio scolpito dall'acqua e un ponte che diventa balcone sulla gola. La gravina, la profonda fenditura rocciosa che dà il nome alla città, ha garantito per secoli acqua e riparo. Sui versanti si contano decine di cavità scavate, da ambienti essenziali con feritoie e nicchie a grandi complessi come la "grotta delle sette camere". Nel rione Fondovico, la chiesa rupestre di San Michele mostra più navate, tracce di affreschi e un ossario che riporta a epidemie e assedi.

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Il simbolo è il ponte-acquedotto in pietra: nato come infrastruttura idrica a fine Seicento, crollato per un terremoto nel Settecento e poi ricostruito dai duchi Orsini. Oltre il ponte resiste un tratto della cinta muraria medievale, che introduce ai rioni storici: Piaggio, Fondovico e Borgo, un tessuto circolare di scale ripide, vicoli e improvvisi affacci sul burrone.

Tra le architetture civili spicca il Palazzo Ducale Orsini in Piazza della Repubblica, testimonianza di cinque secoli di governo familiare, opere e infrastrutture. Poco lontano, il Palazzo Vescovile in Piazza Benedetto XIII ricorda il sisma del 1456 che travolse anche il castello normanno e diverse chiese, imponendo ricostruzioni nei secoli successivi. 

Il patrimonio diffuso include il complesso di Palazzo e Piazza Scacchi, il Palazzo Capone-Spalluti ben conservato e il Palazzo La Caccia segnato dall'abbandono, a conferma di quanto resti ancora da recuperare.

Sotto la città: i percorsi di Gravina Sotterranea

Una seconda città vive sotto la prima, tra cisterne, cantine e cunicoli. Le abitazioni storiche in tufo si appoggiano su vuoti nati dalla cavatura della pietra; nel tempo questi spazi sono diventati depositi, sistemi di raccolta dell'acqua, ambienti di lavoro. 

Oggi una parte di questo reticolo è visitabile con i tour dell'Associazione Gravina Sotterranea, che accompagnano tra pareti umide, pavimenti scavati e antichi sistemi idrici.

Musei, libri e memorie archeologiche

Dalle origini neolitiche ai fondi librari nobiliari, a Gravina c'è una storia stratificata. La Fondazione Ettore Pomarici Santomasi custodisce i reperti più significativi dell'area, in particolare dal colle Petra Magna/Botromagno: qui l'antica Sidion, di epoca neolitica e greca, divenne poi la romana Silvium. Accanto ai materiali archeologici, migliaia di volumi provengono da famiglie storiche del territorio.

Il quadro si completa con il Museo Laboratorio della Civiltà Contadina e degli Antichi Mestieri (Piazza San Domenico), il Museo Civico Archeologico (Piazza Benedetto XIII) e il Museo Capitolare di Arte Sacra (Piazza Notar Domenico). Nella stessa piazza, la Biblioteca Finya - considerata la più antica di Puglia - è stata riaperta al pubblico nel 2012, segno della lunga continuità culturale cittadina.

Cattedrale e il "museo" delle chiese

Romanico all'esterno, echi barocchi all'interno: un edificio che tiene insieme i secoli. La Cattedrale di Santa Maria Assunta nasce attorno all'XI secolo, viene devastata dal terremoto del 1456 e ricostruita dalla fine del Quattrocento con il vescovo Matteo D'Aquino e il sostegno economico dei cittadini e del duca Francesco II Orsini. La tradizione attribuisce il progetto al Bramante. Dentro, spiccano il soffitto ligneo decorato settecentesco e l'organo con coro cinquecentesco in noce intarsiata.

Nel raggio di poche strade si incontrano numerose chiese: Santa Sofia, San Nicola, Sant'Agostino, San Domenico, Santa Lucia, San Giovanni Battista, Santa Maria delle Domenicane, San Felice, Madonna della Grazia, San Francesco, San Sebastiano, Addolorata e la Chiesa del Purgatorio (Santa Maria del Suffragio), con due figure scheletriche sui capitelli di facciata e la Madonna del Suffragio di Francesco Guarini. 

Tornando al sottosuolo, la già citata San Michele nel rione Fondovico mostra cinque navate scavate, statue e un ossario; la Madonna della Stella e la cripta di Madonna degli Angeli completano il paesaggio rupestre.

Nella Murgia: parco, boschi e tracce sveve

A due passi dal centro, l'altopiano si apre tra praterie, querceti e muretti a secco. Gravina è porta del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, area protetta con praterie, boschi e terreni rupicoli, riconosciuta anche come zona di protezione speciale per diverse specie di uccelli. 

A sud-ovest si estende il Bosco Difesa Grande, quasi duemila ettari dove si alternano querceti, macchia e radure, con sentieri segnalati e punti panoramici sulle Murge. Verso nord, nella contrada Castello, i ruderi del complesso federiciano raccontano una funzione più venatoria che urbana: una tenuta di caccia e postazione d'osservazione voluta da Federico II.

Tradizioni e oggetti che restano

Una fiera medievale e un fischietto di terracotta ancora vivi nella memoria collettiva. In primavera si incrocia la Fiera di San Giorgio, manifestazione di origini medievali ripristinata nel 1294 per volontà di Carlo d'Angiò e del conte di Monfort, con corteo storico d'apertura e richiami alle grandi occasioni commerciali del passato.

Un dettaglio della cultura materiale locale è la Cola Cola, fischietto in terracotta a forma di gallo, dipinto a mano e documentato almeno dal IV secolo a.C., ancora oggi prodotto artigianalmente. Esiste un laboratorio dedicato, utile per comprendere tecniche, simboli e usi popolari legati all'oggetto.

Come arrivare a Gravina

Gravina si trova nell'entroterra barese, a breve distanza da Matera e Altamura, collegata dalle strade interne dell'Alta Murgia. Da Matera si percorre una direttrice rapida; da Bari si incrociano le arterie provinciali.

In treno, la città è servita da linee regionali verso Bari e altri centri murgiani, con frequenze variabili. Per gli arrivi aerei, gli scali di riferimento sono Bari e Brindisi, con prosecuzione in auto a noleggio, bus o treno.

Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembra Matera ma è meno affollata: il borgo pugliese sospeso su un canyon spettacolare

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