Sembra un presepe appeso alla montagna, e davanti brilla un lago color smeraldo. Ascrea, minuscolo borgo della provincia di Rieti, domina dall'alto il Lago del Turano con una vista che riempie l'orizzonte e cambia luce a ogni curva del giorno. La sorpresa? Quel lago che appare "eterno" è in realtà un bacino artificiale del Novecento, e proprio questa trasformazione ha ridisegnato la valle. A meno di due ore da Roma, si trova un mix raro di vicoli silenziosi, boschi fitti e sentieri che portano in quota in pochi chilometri.
- Dove si trova Ascrea e perché colpisce
- Il borgo: cosa vedere senza correre
- Il Lago del Turano: un paesaggio "nuovo" del Novecento
- Sentieri e trekking: dal balcone del paese alle cime
- La Valle dell'Obito: gola, acqua e ombra
- Il Cammino del Lago del Turano: un anello per più giorni
- I borghi del lago: dove fermarsi
- Quando andare: colori, temperature e feste
- Come arrivare e consigli pratici
Dove si trova Ascrea e perché colpisce
Ascrea sorge a 757 metri di quota, arrampicata sul versante che guarda il Lago del Turano. La posizione, nel cuore della Riserva Naturale dei Monti Navegna e Cervia, regala uno dei punti di osservazione più ampi della valle. Le case in pietra si stringono sul pendio, i vicoli salgono decisi e, tra una facciata e l'altra, l'acqua compare all'improvviso come un nastro verde-blu. Il territorio comunale rientra nell'area di Rieti e il paese conta meno di 200 residenti, dimensione che spiega l'atmosfera raccolta e lenta che si respira.
Il borgo: cosa vedere senza correre
La visita non richiede una lista infinita di tappe: ad Ascrea si dovrebbe procedere a passo corto, lasciando che siano le aperture sul paesaggio a guidare. Piazza Mareri è il balcone naturale da raggiungere per abbracciare con lo sguardo il bacino e le montagne. La chiesa di San Nicola di Bari, attestata dal XV secolo e riedificata nel Cinquecento, custodisce tracce della storia religiosa locale; nei pressi sono visibili resti dell'antico castello. Il borgo affonda le sue radici nel Medioevo, legato al declino degli insediamenti di Bulgaretta e Mirandella, con passaggi storici sotto la Baronia di Collalto e poi, dal Quattrocento, alla famiglia Mareri.
Il Lago del Turano: un paesaggio "nuovo" del Novecento
Il lago, a dispetto dell'aspetto naturale, è nato con la diga di Posticciola, completata alla fine degli anni Trenta del XX secolo. L'opera rispondeva a due esigenze: produzione di energia idroelettrica e laminazione delle piene del fiume Turano. Con l'innalzamento delle acque, il fondovalle cambiò volto: sparirono campi e case rurali e l'abitato di Colle Piccolo venne ricostruito più in alto, diventando l'attuale Colle di Tora. Oggi lo specchio d'acqua si trova attorno ai 536 metri di quota, si allunga per circa dieci chilometri ed è collegato al vicino Lago del Salto da una galleria sotterranea, all'interno dello stesso sistema idroelettrico.
I paesi affacciati sull'acqua
Intorno al lago si distribuiscono Castel di Tora, Colle di Tora, Paganico Sabino e Ascrea. I primi due sono a ridosso delle sponde, mentre Ascrea si tiene oltre duecento metri più in alto, da cui deriva l'effetto "terrazza" che la rende unica. La varietà di prospettive consente itinerari in giornata con soste in più borghi, facili da combinare con brevi passeggiate o tratti di trekking.
Sentieri e trekking: dal balcone del paese alle cime
La Riserva dei Monti Navegna e Cervia è una palestra all'aria aperta che si apre letteralmente dietro le ultime case del borgo. Dal centro si imboccano percorsi che salgono verso le cime o si inoltrano nelle pieghe della valle, sempre con il lago che fa capolino tra gli alberi. Servono scarpe adatte e un minimo di preparazione, perché i dislivelli sono concreti anche su distanze relativamente brevi.
Il CAI 323 per il Monte Navegna
Il sentiero più noto è il CAI 323 per il Monte Navegna: circa 5,2 km di sviluppo, oltre 800 metri di dislivello positivo e arrivo in vetta attorno ai 1.500 metri di quota. Non è una passeggiata turistica: si richiedono allenamento, orari ampi e attenzione al meteo. In cambio, si ottiene una vista a 360 gradi sulle due valli lacustri.
Mirandella, Fonte le Forche e i collegamenti di cresta
Un tracciato alternativo conduce ai ruderi di Mirandella, antico insediamento oggi inghiottito dalla vegetazione. Da qui si può proseguire verso Fonte le Forche e raccordarsi ai percorsi che risalgono al Navegna, costruendo anelli di mezza giornata con rientro ad Ascrea.
La Valle dell'Obito: gola, acqua e ombra
Dal versante di Ascrea si accede anche alla Valle dell'Obito, uno degli ambienti più caratteristici della riserva. Il torrente scorre in una gola stretta tra pareti rocciose, con boschi di cerro e castagneti che garantiscono ombra e un microclima più fresco. Il Monte Cervia, che si eleva sul lato opposto, è di norma raggiunto con maggior facilità dagli accessi di Paganico Sabino e dall'area di Collegiove.
Il Cammino del Lago del Turano: un anello per più giorni
Chi desidera un itinerario strutturato può puntare al Cammino del Lago del Turano, che include anche Ascrea come tappa. Si tratta di un percorso ad anello di circa 100 km suddiviso in sei giornate, con una variante ridotta di circa 50 km affrontabile in tre giorni. L'itinerario attraversa borghi come Castel di Tora, Collalto Sabino, Paganico Sabino, Orvinio, Rocca Sinibalda, Colle di Tora, Ascrea, Turania, Longone Sabino e Stipes, oltre ai siti storici di Mirandella e Cervia.
I borghi del lago: dove fermarsi
Una gita ad Ascrea si abbina bene agli altri paesi affacciati sull'acqua. Castel di Tora spicca per il nucleo medievale disteso su una penisola rocciosa, con scorci e scalinate che digradano verso il lago. Colle di Tora, poco più in là, guarda la parte centrale del bacino; sul versante orientale Paganico Sabino è base ideale per gli accessi alla Valle dell'Obito e ai sentieri del Monte Cervia. A pochi chilometri si incontra anche Stipes, frazione circondata dai boschi legata alla ricerca del tartufo.
Quando andare: colori, temperature e feste
La destinazione è fruibile tutto l'anno, ma ogni stagione ha un carattere preciso. In primavera le temperature tornano gestibili e i corsi d'acqua mostrano una buona portata, condizioni perfette per il trekking. Tra ottobre e novembre i boschi intorno al Turano si accendono: castagni, cerri e latifoglie virano dal verde al giallo, all'ocra e al rame, mentre l'acqua conserva tonalità intense. È anche il periodo della Festa della Castagna ad Ascrea, legata alla castagna rossa del Cicolano e ai prodotti di montagna. In estate il lago diventa il centro della giornata con soste sulle rive e attività acquatiche; l'altitudine del borgo garantisce un po' di frescura, ma per i percorsi più impegnativi conviene partire all'alba.
Come arrivare e consigli pratici
Il modo più rapido è l'auto. Da Roma si percorre l'A24 verso L'Aquila con uscita a Carsoli-Oricola, quindi si seguono le indicazioni per il Lago del Turano e si risale la strada di montagna fino ad Ascrea. Da Rieti si raggiunge la valle passando per Rocca Sinibalda e proseguendo verso il bacino. Gli ultimi chilometri hanno curve e pendenze: i tempi di percorrenza possono risultare più lunghi di quanto suggerisca la distanza in linea d'aria.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Nel Lazio c’è un borgo sospeso sopra un lago color smeraldo e la vista da quassù è sorprendente








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