I 6 trekking da fare in autunno in Italia, guida ai panorami più incredibili

Con il calore che si attenua e i colori che diventano più intensi, l'autunno è la stagione ideale per scoprire l'Italia dei sentieri trekking
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Wolfgang Moroder, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Appena le temperature si abbassano e i boschi si tingono di rosso, arancione e oro, si crea l’atmosfera ideale per scoprire i sentieri più belli nella natura. Ma quali sono i 6 trekking da fare in autunno in Italia? Dalle Dolomiti fino alla Sila calabrese è possibile percorrere nei mesi autunnali creste alpine, sentieri affacciati sul lago o mulattiere dell'Appennino meridionale.

Sentiero delle Odle

Nel cuore delle Dolomiti si snoda uno dei percorsi più iconici dell'Alto Adige: il Sentiero delle Odle. Il tracciato si sviluppa ai piedi del gruppo montuoso omonimo, nel territorio del comune di Funes, in provincia di Bolzano. Il punto di partenza più classico è il rifugio delle Odle, raggiungibile dalla Val di Funes, e il percorso ad anello copre circa 15 km con un dislivello positivo che si aggira intorno ai 900 metri.

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Perché sceglierlo in autunno? I larici della Val di Funes esplodono in tonalità dorate tra fine settembre e metà ottobre, creando un contrasto incredibile con le pareti dolomitiche grigio-argentate. Il sentiero è classificato come escursionistico di media difficoltà (EE), adatto a chi ha un buon allenamento di base e dimestichezza con i dislivelli montani. 

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Luigi Rossini, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Sentiero del Viandante

Affacciato sulla sponda orientale del Lago di Como, il Sentiero del Viandante è un cammino storico che collega Abbadia Lariana a Colico lungo circa 45 km di percorso suddivisibile in tappe giornaliere. L'itinerario segue un'antica via di comunicazione preromana e attraversa borghi, uliveti, castagneti e terrazze panoramiche sospese tra lago e montagna.

Durante l’autunno, i castagni lungo il tracciato si caricano di ricci, i boschi cedui si accendono di sfumature calde e il lago assume riflessi metallici nelle giornate di nebbia bassa. La difficoltà è medio-bassa, accessibile anche a camminatori con poca esperienza purché in discreta forma fisica. Ogni tappa si conclude in un paese con servizi, rendendo molto semplice spostarsi.

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Luca Casartelli, CC BY-SA 2.0 Wikimedia commons

Cammino dei Briganti

Tra l'Abruzzo e il Lazio, nel cuore dell'Appennino centrale, si sviluppa il Cammino dei Briganti: un anello di circa 100 km che tocca borghi antichi, altipiani carsici e faggete secolari. Il percorso prende il nome dai banditi che tra Otto e Novecento trovavano rifugio in queste montagne impervie al confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie. Il punto di partenza e arrivo è il borgo di Sante Marie, in provincia dell'Aquila.

In autunno questo cammino diventa davvero spettacolare. Le faggete si colorano di rame e ambra, mentre i pascoli d'alta quota assumono toni dorati e la fauna selvatica. Il Cammino dei Briganti si percorre in 7 tappe di lunghezza variabile (da 10 a 20 km ciascuna), con un dislivello giornaliero che raramente supera i 600 metri. La difficoltà è media: non servono competenze alpinistiche, ma bisogna essere pronti a camminare diverse ore al giorno su terreni a volte sconnessi. 

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Marica Massaro, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Sentiero delle Foreste Sacre

Nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, a cavallo tra Toscana e Romagna, si trova uno dei patrimoni naturali più preziosi d'Europa: le Foreste Sacre. Il sentiero omonimo conduce attraverso boschi di abeti, faggi e aceri monumentali fino ai luoghi più emblematici del parco, come l'Eremo di Camaldoli e il Santuario della Verna. Il comune di riferimento è Poppi, incantevole borgo medievale in provincia di Arezzo, da cui partono diverse varianti del tracciato.

Pochi luoghi in Italia offrono un foliage paragonabile a quello del Casentino. Le foreste, protette dai monaci benedettini e francescani fin dal Medioevo, ospitano alberi plurisecolari che in autunno esplodono in una gamma cromatica vastissima: dal giallo limone degli aceri al rosso vinaccia dei faggi.

Il percorso è modulabile: si va dalla semplice passeggiata nel bosco di poche ore fino a traversate di più giorni tra rifugi e monasteri. La difficoltà varia, dunque, da facile a media, a seconda dell'itinerario scelto. 

foreste casentinesi
Albarubescens, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Sentiero degli Dei

Sospeso tra cielo e mare lungo la Costiera Amalfitana, il Sentiero degli Dei è probabilmente il trekking costiero più famoso d'Italia. Il percorso collega Agerola (frazione di Bomerano) a Positano lungo circa 8 km di sentiero panoramico, con un dislivello in discesa di quasi 600 metri. 

Tra giugno e settembre il sentiero è affollatissimo, tanto da richiedere spesso la prenotazione obbligatoria. Da ottobre in poi il flusso cala drasticamente e le temperature restano piacevoli, tra i 15 e i 22 gradi. La difficoltà è medio-bassa nella variante alta (la più classica), con un sentiero ben tracciato e panoramico che richiede attenzione solo in alcuni brevi passaggi esposti. 

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Jack45, CC BY 3.0 Wikimedia commons

Anello del Monte Gariglione

In Calabria, nel Parco Nazionale della Sila, per scoprire un gioiello escursionistico ancora poco conosciuto: l'Anello del Monte Gariglione. Con i suoi 1.765 metri di quota, il Gariglione è la vetta più alta della Sila Piccola e il percorso ad anello che lo circonda, circa 12 km con 500 metri di dislivello, attraversa una delle foreste più integre del Mezzogiorno. Il comune di riferimento è Taverna, in provincia di Catanzaro, paese natale del pittore barocco Mattia Preti.

In autunno, fra le montagne della Sila, pini larici monumentali, faggi imponenti e castagni giganteschi offrono tonalità di verde, giallo e marrone che non ha nulla da invidiare alle foreste dell'Europa centrale. La difficoltà del percorso è media, con qualche tratto ripido nella salita verso la cima ma senza passaggi esposti o pericolosi. È consigliabile portare una mappa o utilizzare una traccia GPS. 

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