Nell'ovest della Georgia, in una valle poco frequentata dal turismo di massa, si trova un pilastro di calcare alto circa 40 metri, sulla cui sommità si ergono una piccola chiesa e i resti di un eremo abitato per secoli da monaci. Il luogo è rimasto inaccessibile fino al 1944, quando una spedizione alpinistica ha raggiunto la vetta, e da alcuni decenni è tornato a essere un centro di vita monastica: si tratta di Katskhi Pillar, la peculiare chiesa nella roccia in Georgia.
Dove si trova Katskhi Pillar, la chiesa sospesa nella roccia
Katskshi Pillar si trova nell’area rurale di Chiatura, nella regione di Imereti, a circa 200 chilometri a ovest di Tbilisi, in Georgia; la formazione rocciosa è conosciuta localmente anche come Pilastro della Vita, e rappresenta uno dei luoghi monastici più singolari del Paese. La roccia non è una montagna nel senso tradizionale del termine, ma può essere identificata con un residuo calcareo isolato, modellato nel tempo dalla forza dell’erosione.
La posizione a 40 m di altezza e le dimensioni ridotte della costruzione rendono però la chiesa posta sulla sommità difficilmente distinguibile dal fondovalle, ed è proprio il contrasto tra la verticalità del pilastro e la valle circostante ad essere uno degli elementi che caratterizzano il paesaggio di Katskhi.
Come arrivare
Per arrivare a Katskshi Pillar il punto di partenza più pratico è Kutaisi, la seconda città della Georgia: il pilastro dista infatti circa un'ora e mezza di auto. Il percorso si snoda attraverso colline boscose e villaggi rurali in direzione di Chiatura; da qui, seguendo le indicazioni per il villaggio di Katskhi, si arriva nei pressi del sito.
L'area non è servita dalla ferrovia, quindi uno spostamento in treno non è un’opzione possibile. A sopperire a questa mancanza almeno in parte ci sono i minibus locali, chiamati marshrutka, che collegano Kutaisi a Chiatura in circa un'ora e mezza; da Chiatura, si prosegue in taxi per pochi chilometri, oppure si chiede all'autista di fermarsi al bivio per Katskhi.
Per raggiungere Katskshi Pillar da Tbilisi, i minibus per Chiatura partono dalla stazione di Didube e impiegano circa 3 ore per arrivare a destinazione. L'ultimo tratto si percorre a piedi lungo un sentiero in salita, per una durata complessiva di circa 20 minuti; nei dintorni non ci sono negozi, perciò è consigliabile portare acqua e calzature adatte.
Origini e storia del Pilastro di Katskhi
Il Pilastro di Katskhi viene nominato per la prima volta all’interno di un documento del Settecento, all’interno del quale il principe Vakhushti descrive una piccola chiesa sulla cima, che nessuno sapeva raggiungere. Da quel momento la roccia è rimasta inesplorata e chiusa nel suo isolamento fino al luglio del 1944, quando una spedizione guidata dall'alpinista Alexander Japaridze è riuscita a raggiungere la vetta.
Per quanto riguarda l'effettiva datazione del Pilastro di Katskhi, i pareri degli esperti sono discordanti: secondo alcuni si va dal V al X secolo, ma gli scavi condotti dal 2006 indicano che l'eremo medievale risale ad un periodo compreso tra il IX o il X; un'iscrizione del XIII secolo attesta che il complesso era ancora attivo in quel periodo.
La vita religiosa, comunque, è ripresa negli anni Novanta con il monaco Maxime Qavtaradze, che per circa vent'anni ha vissuto sulla cima, mentre il restauro dei resti si è concluso nel 2009 con il sostegno dell'Agenzia Nazionale per la Conservazione del Patrimonio Culturale.
Com'è Katskhi Pillar, la chiesa più isolata del mondo
Katskhi Pillar è una colonna naturale di roccia alta circa 40 metri, con pareti verticali e una sommità irregolare. Il monolite calcareo, però non è scavato come le chiese rupestri, ma ha la funzione di base per edifici in pietra costruiti sulla sommità. Tra gli elementi che compongono il complesso del Pilastro di Katskhi, dall'alto verso il basso, figurano:
- la chiesa di San Massimo il Confessore: piccolo ambiente che è la ricostruzione moderna di un edificio medievale in pietra;
- la cripta: si tratta di una vera e propria camera funeraria dalle dimensioni contenute;
- le celle: tre ambienti destinati agli eremiti;
- la cantina: in questo locale sono stati trovati otto kvevri, ossia le giare georgiane per il vino;
- il muro di cinta: si tratta di una semplice cortina muraria lungo il bordo della sommità;
- la grotta: è un ambiente dalla forma rettangolare con ingresso e due lucernari, aperto sulla parete verticale a circa 10 m dalla cima;
- la scala: si presenta come una struttura metallica di circa 40 m ancorata alla parete, con corde e carrucole utili per il trasporto di provviste;
- la base del pilastro: è la chiesa di Simeone Stilita, costruita intorno al 1999 e caratterizzata da una croce in rilievo di origine altomedievale e resti di un campanile.
Katskhi Pillar si può visitare?
Katskhi Pillar non è aperto al pubblico: dal 2012, per ragioni di sicurezza, la scala metallica fissata alla parete è vietata al passaggio dei turisti. In passato poteva essere percorsa solo dai visitatori di sesso maschile, mentre oggi possono accedervi solo i monaci e alcuni religiosi autorizzati, per la preghiera e la manutenzione.
È comunque possibile visitare la base del Pilastro di Katskhi, dove un sentiero conduce al complesso monastico. L'ingresso è gratuito e il sito è generalmente aperto tra le 10 e le 18, ma gli orari possono variare ed è opportuno verificare prima della partenza.
Ai piedi della roccia si trova la chiesa di Simeone Stilita, aperta a chi desidera pregare; l'edificio del monastero, invece, non è accessibile al pubblico. Lungo il sentiero, a poche decine di metri dalla base, è possibile osservare il Pilastro di Katskhi da una prospettiva laterale.
Altre chiese e monasteri scolpiti nella roccia
Katskhi Pillar è un complesso costruito sopra una roccia, ma in varie parti del mondo esistono luoghi di culto scavati direttamente nella pietra. Ecco quali sono i più importanti:
- Vardzia, Georgia: è un complesso rupestre iniziato nel XII secolo sotto Giorgio III e ampliato durante il regno di Tamar, con la chiesa della Dormizione decorata da affreschi.
- Ad Deir, Petra, Giordania: è un monumento nabateo della metà del I secolo d.C., alto circa 47 metri, raggiungibile con una salita di circa 800 gradini e per questo considerato uno dei luoghi più faticosi da visitare al mondo.
- Lalibela, Etiopia: ben 11 chiese monolitiche del XII e XIII secolo, attribuite al re Lalibela e iscritte nella lista UNESCO dal 1978.
- Montagna Spaccata, Gaeta, Italia: il santuario ha origine medievale e si trova su un costone roccioso a picco sul mare, con la cappella del Crocifisso costruita su un masso incastrato tra due pareti rocciose.








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