La piccola Grecia del Lazio, weekend tra Sperlonga e Gaeta

Case bianche, mare turchese e cucina identitaria: guida rapida a Sperlonga e Gaeta con luoghi chiave, periodi ideali e come arrivare.
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brunobarbato, CC BY 3.0 Wikimedia commons

Case imbiancate che si aggrappano alla roccia, un mare compatto e blu, vicoli che profumano di fritto di pesce. Sembra un'isola dell'Egeo, invece è il Lazio più mediterraneo: tra Sperlonga e Gaeta, lungo la Riviera di Ulisse, si concentra un patrimonio che mescola bellezza naturale, archeologia imperiale, arte barocca e sapori di carattere. In poche decine di chilometri si alternano un borgo bianco a picco, una città di mare con doppia anima, spiagge morbide e promontori scenografici. 

Sperlonga: il borgo bianco tra vicoli, mare e Tiberio

La cartolina arriva subito: si lascia l'auto in basso e si risale tra gradini consumati, case a calce, archi che incorniciano porzioni di mare. Il centro medievale si attraversa da Porta Carrese o Porta Marina, in un dedalo di stradine spezzate da piccole piazze dove conviene rallentare. Nel cuore del borgo spicca la chiesa di Santa Maria, documentata dal XII secolo, con interni sobri e una tela dell'Assunta sull'altare maggiore. In basso, il ritmo cambia al porticciolo: lenze, rientri di barche e tavoli affacciati sull'acqua pronti a servire alici, calamari, gamberi bianchi e cozze locali. A segnare il promontorio resta l'inconfondibile Torre Truglia, sentinella storica tra cielo e mare.

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Il tesoro nascosto: Villa e Grotta di Tiberio

Poco fuori dal borgo si incontra uno dei siti archeologici più sorprendenti del Lazio costiero: la residenza sul mare dell'imperatore Tiberio, con il ninfeo ricavato in una grotta naturale. Davanti alla cavità si apre una peschiera rettangolare collegata al mare, testimonianza di una vita di corte costruita sull'abbondanza. All'interno, in origine, sculture colossali ispirate ai miti di Ulisse mettevano in scena l'accecamento di Polifemo, il ratto del Palladio e l'eroe che trascina Achille. Quelle opere, attribuite a maestranze greche di Rodi, sono oggi custodite nel Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga, affacciato sullo stesso promontorio. La visita aggiunge senso all'area e diventa perfetta nelle ore calde o se il meteo non collabora.

Natura protetta e sapori locali: l'altra Sperlonga

A sud della baia, le scogliere di Punta Cetarola rientrano nell'oasi blu WWF del parco della villa, con fondali limpidi e vegetazione che sfiora l'acqua. Qui si dovrebbe mettere in conto almeno un'ora di nuoto o snorkeling, oppure seguire i sentieri del Parco regionale della Riviera di Ulisse per viste ampie sulla costa. In tavola, oltre al pescato, emergono prodotti identitari come il sedano bianco di Sperlonga, croccante nelle insalate di mare, e la ricotta di bufala spesso abbinata a tonno affumicato o verdure. Le olive di Gaeta, scure e sapide, fanno da filo conduttore tra antipasti e secondi. Il calice giusto, tra bianchi territoriali come Cori o Velletri, accompagna senza sovrastare.

Gaeta: lungomare, arte dorata e borgo antico

La transizione verso Gaeta è un susseguirsi di campagne, scorci di costa e montagne sullo sfondo. Il primo impatto è la vastità del golfo, con moli, navi militari e spiagge urbane che introducono una città dalla doppia anima. Dal lungomare Caboto si coglie la storia mercantile e militare, prima di entrare nella chiesa della SS. Annunziata: esterno sobrio e interni sorprendenti, con la Grotta d'Oro del XVI secolo interamente rivestita di dorature. Nel borgo antico, intorno alla Cattedrale di Sant'Erasmo, il campanile del XII secolo in stile arabo-normanno guida lo sguardo tra salite improvvise e piazzette silenziose. 

Castelli, panorami e musei: il lato scenografico di Gaeta

Salendo verso la parte alta, il profilo del grande complesso fortificato domina il promontorio. Il castello Angioino, iniziato a fine XIII secolo con quattro torri angolari, è stato a lungo un carcere di massima sicurezza e oggi ospita sedi universitarie. Accanto, il castello Aragonese del XV secolo racconta la stagione di roccaforte del Regno di Napoli e ricorda la detenzione di Giuseppe Mazzini prima della breccia di Porta Pia. Poco più in basso, la chiesa ottocentesca di San Francesco offre una scalinata scenografica e interni slanciati, con viste ampie sul golfo che cambiano colore nell'arco della giornata. Per chi cerca arte recente, la Pinacoteca comunale "Giovanni da Gaeta" espone opere di autori italiani e internazionali, a testimonianza di una scena culturale che non si ferma alla memoria antica.

La tavola parla chiaro: tiella, bufala e salsiccia al coriandolo

La pausa più identitaria si chiama Tiella di Gaeta: una torta salata chiusa, con impasto sottile sopra e sotto e ripieno generoso. Le versioni classiche restano due: polpo, pomodoro e peperoncino per un profilo marino deciso, e alici con scarola per un gusto più erbaceo. A cena entra in scena la filiera della bufala campana Dop, presente anche nel basso Lazio, tra mozzarelle e ricotte freschissime. Vale una sosta la salsiccia al coriandolo di Monte San Biagio, cotta alla brace e riconoscibile già dal profumo speziato. In abbinamento, un calice di rosso di Terracina o etichette del territorio chiudono la giornata con coerenza.

Come arrivare senza stress

Il collegamento più lineare su gomma passa dalla via Pontina o dall'Autostrada del Sole, con uscite verso Terracina, Fondi o Formia e successivo innesto sulla statale Flacca, l'asse costiero che unisce Terracina, Sperlonga, Gaeta, Formia e Minturno. Chi preferisce il treno può puntare alle stazioni di Fondi-Sperlonga o Formia-Gaeta, da cui partono navette e bus locali verso i centri sul mare. 

Un weekend tipo sulla Riviera di Ulisse

Per massimizzare il tempo si suggerisce una scansione semplice e flessibile. Il mare resta un filo conduttore, ma si alternano soste culturali e vedute dall'alto per dare ritmo al soggiorno. Le distanze ridotte consentono di ricalibrare facilmente in base al meteo o all'affluenza. Di seguito uno schema orientativo utile per costruire l'itinerario in autonomia.

  • Giorno 1 (pomeriggio/sera): arrivo a Sperlonga, salita al borgo bianco, sosta in piazzetta e tramonto vista Torre Truglia; cena sul porticciolo.
  • Giorno 2 (mattina): visita alla Villa e Grotta di Tiberio con Museo Archeologico; pausa mare tra spiaggia e scogliere di Punta Cetarola.
  • Giorno 2 (pomeriggio/sera): trasferimento a Gaeta, passeggiata su lungomare Caboto e visita alla SS. Annunziata con Grotta d'Oro; tiella per cena.
  • Giorno 3 (mattina/pomeriggio): salita ai castelli e alla chiesa di San Francesco, vedute sul golfo; tempo libero tra Gaeta vecchia, pinacoteca e spiagge urbane.

Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembra un’isola greca ma si trova nel Lazio: il borgo bianco sospeso sul mare che ti farà sognare

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