Sembra un miraggio: tra i castagneti sopra Olginate affiorano un minareto, una pagoda e archi che ricordano scenografie lontane. Il luogo esiste davvero e ha un nome preciso: Consonno, l'ex borgo agricolo trasformato negli anni Sessanta in una città del divertimento e poi lasciato al tempo. Oggi è uno dei paesaggi più spiazzanti della Lombardia, sospeso tra memoria rurale e ambizioni da palcoscenico. Proprio per questo incuriosisce, ma richiede attenzione: gran parte dell'area è privata e gli edifici sono instabili.
Dove si trova e perché sorprende
Consonno si trova a circa 634 metri di quota, sul versante del Monte di Brianza affacciato verso il fiume Adda e il profilo del Resegone. La cornice è quella tipica delle colline lecchesi: boschi di castagni, asfalto che si arrampica tra il verde, scorci aperti sulla valle. Poi, all'improvviso, compaiono le architetture della "città dei balocchi" e il paesaggio cambia registro.
Cosa resta da vedere oggi
L'icona di Consonno è il minareto: svetta sopra gli alberi ed era parte della grande galleria commerciale progettata per negozi e alloggi, con archi e richiami all'architettura mediorientale. Poco distante resistono la pagoda, i resti della balera, fontane ormai asciutte, terrazze, scalinate e ciò che rimane del complesso alberghiero. Non c'è uno stile unico: l'idea originaria fu sommare suggestioni diverse per sorprendere i visitatori in arrivo da Brianza e Milano. Oggi il cemento è segnato da muschio, piante e graffiti; molte finestre sono vuote, le ringhiere arrugginite e la vegetazione si è ripresa spazi lasciati liberi.
Dalla frazione rurale alla "città dei balocchi"
Il toponimo Consonnum è attestato già nel 1085. Per secoli fu un piccolo insediamento agricolo dell'Alta Brianza, fatto di cascine, stalle e fienili, con terrazzamenti coltivati soprattutto a ortaggi e castagni nei boschi. Una mulattiera collegava il borgo a Olginate e al fondovalle, dove si svolgevano gli scambi. Nel Novecento arrivò lo spopolamento, attratto dal lavoro di fabbrica tra Brianza e lecchese; nel 1928 l'aggregazione amministrativa a Olginate segnò un ulteriore passaggio.
La svolta vera, però, giunse nel 1962: l'imprenditore Mario Bagno acquistò l'area con l'idea di trasformare il paese in una grande destinazione per il tempo libero. Molte case vennero demolite; rimasero la chiesa di San Maurizio, la canonica e il piccolo cimitero. Al loro posto sorsero ristoranti, spazi commerciali, sale da ballo, edifici dalle forme medievaleggianti, la galleria con minareto e la pagoda. Il piano prevedeva anche aree sportive e nuove attrazioni: non tutto fu completato e il cantiere rimase a lungo aperto.
Gli anni d'oro e la frana che cambiò tutto
Tra la seconda metà dei Sessanta e l'inizio dei Settanta Consonno visse il suo picco: serate danzanti, spettacoli, volti noti della musica e della tv alimentarono gli slogan che la ribattezzarono "città dei balocchi" e "Las Vegas della Brianza". Nell'ottobre 1976, dopo piogge intense, una frana interruppe la strada di collegamento con Olginate. Fu il punto di non ritorno: l'accesso divenne difficile, l'entusiasmo già in calo rallentò ancora e le strutture iniziarono a svuotarsi.
La chiesa di San Maurizio, il filo tra due mondi
Per cogliere la distanza tra le due anime di Consonno basta raggiungere la chiesa di San Maurizio, tra i pochi edifici storici sopravvissuti. L'origine è probabilmente medievale, attorno al XII secolo, con trasformazioni nei secoli successivi. Accanto si trovano la canonica e il piccolo cimitero. La chiesa è accessibile durante le funzioni religiose, mentre il Comune indica il cimitero aperto la domenica dalle 10 alle 19. In pochi metri si leggono due storie: il borgo agricolo rimasto quasi immutato per secoli e la città del divertimento costruita in pochi anni.
Visitare oggi: regole, divieti e sicurezza
La situazione attuale richiede prudenza. Gran parte dell'area è privata e gli immobili sono instabili: il portale turistico regionale specifica che l'accesso agli edifici è vietato per motivi sia di proprietà sia di sicurezza. Il Comune di Olginate dispone una procedura dedicata alle autorizzazioni per la località, aggiornata nel maggio 2026.







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