Una chiesa del X secolo che torna a vivere come casa per artisti, nel cuore di Venezia. È la trasformazione che sorprende nel sestiere di Cannaregio, dove l'ex Chiesa dell'Abbazia della Misericordia apre al pubblico come Etnia House of Arts. Il progetto unisce mostre, residenze e incontri, creando un luogo di produzione e condivisione culturale in uno spazio che per secoli è stato parte del tessuto cittadino.
Un'ex chiesa che rinasce a Cannaregio
Nel sestiere di Cannaregio, l'ex Chiesa dell'Abbazia della Misericordia aggiunge un tassello inatteso alla mappa culturale della città. Le sue origini medievali, risalenti al X secolo, convivono con le tracce delle funzioni che l'edificio ha assunto nel tempo, da luogo di culto a spazio assistenziale, fino a sede per eventi. Oggi, con l'apertura di Etnia House of Arts, quello stesso volume austero si presenta come una destinazione accessibile, capace di mettere in dialogo memoria e sperimentazione. L'operazione valorizza una parte di Venezia spesso scoperta lentamente, oltre i percorsi più battuti. E rilancia un'architettura storica restituendole un ruolo attivo nella vita culturale cittadina.
Che cos'è Etnia House of Arts
Etnia House of Arts è un progetto promosso da Etnia Barcelona che nasce per intrecciare esposizione, produzione artistica e confronto pubblico. Non è solo uno spazio espositivo: si propone come luogo in cui gli artisti possono lavorare, presentare e incontrare la comunità. L'impostazione punta a far convivere mostre temporanee con residenze e momenti di dialogo, creando un calendario che evolve nel tempo.
L'accesso al pubblico amplia la platea e permette di osservare da vicino la ricerca artistica in un contenitore carico di storia. Per comprendere la portata dell'iniziativa, conviene tenere a mente i suoi tre capisaldi, che delineano l'esperienza di visita e l'impatto sul territorio:
- Mostre: percorsi espositivi pensati per dialogare con lo spazio storico.
- Residenze: periodi di lavoro in loco per sviluppare opere e progetti.
- Incontri: appuntamenti culturali aperti alla città e ai visitatori.
Il restauro conservativo: tracce storiche riportate alla luce
L'intervento sull'edificio è stato improntato al restauro conservativo, con l'obiettivo di recuperare e rendere leggibili le stratificazioni del tempo. Il progetto è firmato dagli architetti Piero Vespignani e Alessia Semenzato dello Studio Anfibio, che hanno lavorato su materiali e dettagli con approccio rispettoso. Il percorso ha riportato in evidenza elementi di grande valore, capaci di restituire profondità alla visita e di fare da contrappunto alle attività contemporanee.
Elementi storici riemersi
Alcuni dettagli architettonici, recuperati e valorizzati, orientano lo sguardo e ancorano il nuovo all'antico. Entrando, si è guidati da tracce che raccontano secoli di vita del luogo.
- Copertura lignea trecentesca: il soffitto in legno del XIV secolo torna protagonista.
- Finestra gotica: una luce antica che riaffiora, incorniciando lo spazio.
- Decorazioni di epoche diverse: una stratigrafia visibile, che unisce stili e tempi.








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